Abertis: l’acquisizione di RCO in Messico è un buon affare?

La controllata spagnola di Atlantia pronta a investire in Messico ma sull’operazione pesano i dazi di Trump.

Abertis: l'acquisizione di RCO in Messico è un buon affare?

Abertis pronta a sbarcare in Messico con l’acquisizione di RCO, Red de Carreteras de Occidente?

L’operazione non è ancora entrata nel vivo, ma secondo quanto riporta Cinco Dias, la società catalana sarebbe interessata a mettere le mani sul concessionario autostradale messicano visto che Goldman Sachs Infrastructure Partners sarebbe intenzionata a vendere.

La transazione potrebbe rappresentare un buon affare per la controllata di Atlantia e ACS anche se pesano le minacce di Donald Trump, che ha annunciato nuovi dazi per i beni importati dal Messico.

Abertis interessata a RCO

Sei anni fa Goldman Sachs Infrastructure Partners ha acquisito una rilevante quota in RCO, ma è da qualche tempo che starebbe pensando a cedere la società: già nel 2017 era stato sondato il mercato ma senza poi concretizzare l’operazione.

Ora sarebbe il momento giusto e tra le aziende interessate a rilevarla ci sarebbe anche Abertis. D’altronde, quando nel 2017 si era profilata l’ipotesi di una vendita del concessionario autostradale messicano, sia Abertis che Atlantia – all’epoca due realtà distinte – sembravano disposte a fare un’offerta.

RCO, che gestisce 11 autostrade per un totale di 876 chilometri - viene valutata intorno ai 2 miliardi di dollari. La rete autostradale – le concessioni scadono tra il 2025 e il 2049 – nel 2018 hanno fatto registrare un margine operativo di 319 milioni di euro e 73 milioni di profitti.

Come procedere

Secondo quanto riporta Cinco Dias, l’interesse di Abertis verso RCO in Messico sarebbe reale. Ciò che gli spagnoli starebbero valutando è solo come agire, se da soli oppure attraverso un veicolo in cui partecipano anche Atlantia e ACS.

Un’altra opzione, secondo quanto riferito dal quotidiano, potrebbe essere un consorzio che dia accesso a un partner di profilo finanziario.

Probabilmente, le modalità di acquisizione dipenderanno anche dalla struttura di vendita che sarà proposta da Goldman Sachs, che tra l’altro ha confermato di star valutando la cessione, sottolineando di non aver ancora avviato il processo per la transazione.

I dazi di Trump

Un vero affare? Non proprio: a incutere timori sull’andamento di una tale operazione sono le minacce di Donald Trump.

Nei giorni scorsi, il presidente americano ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi sulle importazioni dal Messico. Misure destinate a inasprirsi gradualmente se il Paese non fermerà l’immigrazione negli Stati Uniti.

Si parte dal 10 giugno con l’applicazione del 5% sui beni messicani in arrivo negli Usa, per poi passare al 10% dall’1 luglio fino ad arrivare al 25% all’1 ottobre.

È chiaro che l’escalation di questa nuova guerra commerciale USA-Messico potrebbe ridurre l’attrattività di RCO.

Non a caso Mediobanca e Banca Imi, ritengono che l’operazione potrebbe essere redditizia per Abertis, sebbene sull’eventuale decisione pesino i dazi di Trump.

Fidentis da parte sua, invece, avverte su un altro aspetto:

“Considerando che il debito netto della società messicana è di circa 1,6 miliardi di euro, un valore di 2 miliardi di euro sarebbe equivalente a un enterprise value di 3,6 miliardi di euro o 10 volte il multiplo ev/ebitda, che non sarebbe a buon mercato, anche considerando che le cinque concessioni di RCO scadono tra il 2025 e il 2049”.

Insomma, il piano di Abertis su RCO in Messico potrebbe essere interessante ma restano diverse incognite.

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