AIDS, un mix di farmaci sconfigge il virus: guarito il primo uomo

Un mix di farmaci potrebbe essere in grado di sconfiggere il virus dell’HIV. La rivoluzionaria scoperta è stata presentata nel corso della conferenza AIDS 2020 ma non ha convinto molti esperti. Ecco perché.

AIDS, un mix di farmaci sconfigge il virus: guarito il primo uomo

Un mix di farmaci potrebbe essere in grado di sconfiggere definitivamente il virus dell’HIV, responsabile dell’AIDS. La notizia è giunta nel corso della conferenza AIDS 2020, e un gruppo di ricerca dell’università federale di San Paolo, in Brasile ha riportato il primo caso di un uomo che sembrerebbe aver debellato il virus dal suo organismo con un insieme di farmaci.

Un uomo del Brasile, dell’età di 36 anni, potrebbe dunque essere la prima persona ad aver ottenuto una remissione a lungo termine dell’HIV: dopo essersi sottoposto a un trattamento che prevedeva l’assunzione di un cocktail di farmaci antiretrovirali, i medici non hanno rilevato alcuna traccia del virus nell’organismo dell’uomo da circa un anno. La notizia tuttavia non ha convinto altri specialisti, che si sono dichiarati scettici ed hanno raccomandato cautela.

Un mix di farmaci sconfigge l’HIV

Dopo anni in cui la ricerca si è focalizzata a ricercare una terapia in grado di debellare l’HIV, adesso sembrerebbe essere arrivata una possibile terapia efficace. Il caso del “Paziente di San Paolo” è stata ritenuta eccezionale perché il paziente non si è sottoposto al trapianto di midollo osseo, come invece era accaduto in precedenza.

I medici brasiliani si sono detti entusiasti dei risultati ottenuti ed hanno specificato che: “Benché si tratti di un caso isolato, potrebbe rappresentare la prima remissione a lungo termine dall’HIV” in cui non si è reso necessario il trapianto.

Dalle analisi del sangue i medici non hanno più trovato tracce del virus in seguito alla somministrazione del mix di farmaci. In aggiunta ai farmaci tradizionali, sarebbero stati somministrati all’uomo di 36 altri 3 farmaci antiretrovirali, per un periodo di 48 settimane. Tra questi vi sono anche il Maraviroc e il Nicotinamide, che riescono a far emergere gli accumuli di virus presenti nell’organismo in modo che gli altri farmaci possano debellarlo.

Lo scetticismo degli altri esperti

Il paziente coinvolto nella sperimentazione era sieropositivo dal 2012, e dopo 2 mesi dall’infezione aveva iniziato il trattamento. Nel 2016 è divenuto uno delle 5 persone coinvolte in questa nuova sperimentazione. Al termine di questa terapia mirata il paziente ha ripreso la terapia tradizionale per poi interromperla a marzo 2019. Da quel momento in poi si è sottoposto alle analisi del sangue ogni 3 settimane per verificare se vi fossero dei nuovi segni d’infezione che tuttavia non sono mai stati rintracciati.

La vicenda tuttavia non ha convinto molti altri studiosi, che si sono dichiarati scettici, prima fra tutti Monica Gandhi, esperta di HIV dell’Università della California, situata a san Francisco che ha dichiarato che “si tratta di risultati eccitanti, ma molto preliminari”.

Alle sue dichiarazioni si sono aggiunti molti altri studiosi che hanno invitato alla cautela in attesa di ulteriori dati che confermino la scoperta.

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