Salute

Zona rossa, arancione e gialla: nuova lista Regioni e misure restrittive

Fiammetta Rubini 18 novembre 2020

Ecco quali sono le Regioni in zona gialla, arancione e rossa e tutte le regole su spostamenti, autocertificazione, attività motoria e cose che si possono e non possono fare.

Con il passaggio dell’Abruzzo in zona rossa, si aggiorna la mappa dell’Italia secondo la classificazione delle Regioni in zone gialle, arancioni e rosse.

La divisione fatta con l’ultimo Dpcm firmato da Conte il 3 novembre è stata modificata dopo una settimana dal nuovo provvedimento emanato dal ministro Speranza.

Gli ingressi e le uscite delle Regioni e delle Province Autonome (o parti di esse) dalla zona rossa, arancione o gialla vengono decisi con ordinanza del Ministero della Salute d’intesa con il presidente della Regione interessata, sulla base dei 21 criteri che definiscono un coefficiente di rischio (es: indice Rt, numero casi sintomatici, ricoveri, casi nelle Rsa, occupazione posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità…) e del report di monitoraggio settimanale del Ministero della Salute e dell’Iss.

L’elenco aggiornato delle Regioni rosse, arancioni e gialle è disponibile di seguito, insieme a tutte le regole previste riguardo spostamenti con e senza autocertificazione, chiusure, attività sportive concesse e incontri con i congiunti.

Regioni zona rossa

Le Regioni della zona rossa, ossia quelle in cui sono state adottate le misure restrittive più rigide, sono ora:

  • Lombardia
  • Piemonte
  • Calabria
  • Valle D’Aosta
  • Provincia Autonoma di Bolzano
  • Campania
  • Toscana
  • Abruzzo

Per queste Regioni è scattato allarme rosso a causa dell’alta circolazione del virus, del riempimento degli ospedali, dell’indice Rt e dell’incidenza dell’infezione per 100mila abitanti. Qui la classificazione del rischio va dal moderato all’alto.

Le misure per le zone rosse

Per le Regioni dell’area rossa il governo prevede misure più restrittive rispetto al resto del Paese.

Gli interventi previsti dal Dpcm 3 novembre vanno dalla chiusura di scuole e università, con attivazione della didattica a distanza dalla seconda media in su, alla chiusura dei negozi (tranne quelli che vendono abbigliamento e calzature per bambini) e dei centri estetici. Rimangono aperti supermercati, alimentari, farmacie, tabaccai, edicole, librerie, parrucchieri e barbieri.

Vietati gli spostamenti in entrata e uscita dai territori, anche all’interno della stessa città: si può uscire di casa solo per comprovati motivi di lavoro o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita e il rientro presso la propria residenza, domicilio o abitazione. Ritorna l’autocertificazione per giustificare gli spostamenti.

Chiusi ristoranti, bar, pub, gelaterie e pasticcerie, ma è consentito fare consegna a domicilio e asporto. Tutte le attività sportive, comprese quelle svolte nei centri e nei circoli sportivi, sono sospese. È comunque permesso svolgere da soli attività motoria (corsa e passeggiate) in prossimità della propria abitazione, sempre nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con mascherina obbligatoria.

Regioni zona arancione

Ad oggi la lista delle Regioni in zona arancione è formata da:

  • Sicilia
  • Puglia
  • Umbria
  • Basilicata
  • Liguria
  • Marche
  • Emilia Romagna
  • Friuli Venezia Giulia

Le misure restrittive della zone arancione

Qui il rischio di aumento dei casi e della tenuta del sistema sanitario regionale ha portato il governo ad adottare alcune misure della zona rossa, come chiusura di bar e ristoranti per tutto il giorno, e non solo dopo le 18 (concessi consegna a domicilio e asporto), trasporto pubblico locale al 50%; didattica a distanza per le superiori, coprifuoco dalle 22 alle 5, chiusura di musei, mostre e sale giochi, e dei centri commerciali nei festivi e prefestivi.

La classificazione in zona arancione prevede che le attività di servizi alla persona, ovvero parrucchieri, estetisti, tattoo e piercing, restano aperte nel pieno rispetto del protocollo sanitario.

Vietato spostarsi, con mezzi pubblici o privati, in Comuni diversi da quello di domicilio o residenza salvo per comprovate esigenze lavorative, di studio, motivi di salute, situazioni di necessità o per usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio Comune.

Regioni zona gialla

La zona gialla, la più “sicura”, inizialmente era la più estesa e riguardava 14 Regioni e Province Autonome. Dopo gli ultimi cambi, la nuova lista delle zone gialle è così composta:

  • Sardegna
  • Molise
  • Lazio
  • Veneto
  • Provincia Autonoma di Trento

Misure restrittive per la zona gialla

Per le Regioni che si trovano nella zona gialla sono previste queste misure restrittive:

  • centri commerciali chiusi nei fine settimana e nei giorni festivi
  • coprifuoco dalle 22 alle 5 di mattina con possibilità di spostamenti solo per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità
  • didattica a distanza al 100% nelle scuole superiori
  • traposto pubblico locale dimezzato (capienza massima al 50% per bus, tram, metro e treni regionali)
  • musei e mostre chiusi, così come teatri e cinema
  • ristoranti e bar aperti fino alle 22, con servizio al tavolo sospeso dalle 18.

Come si decidono zone rosse, arancioni e gialle

Per classificare il rischio sanitario sono individuati alcuni indicatori con valori di soglia e di allerta che devono essere monitorati a livello nazionale, regionale e locale ed è in base a questi dati che si decidono le misure da adottare.

Non solo il numero di nuovi casi o l’indice Rt; tra i criteri che determinano l’ingresso o l’uscita di una regione dalla zona rossa, arancione o verde troviamo:

  • capacità di monitoraggio (numero di casi sintomatici segnalati, ricoverati in ospedale e in terapia intensiva, casi nelle rsa);
  • capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti
  • trasmissione del virus e tenuta dei servizi sanitari (numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni; Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS, numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata Covid-19 per giorno, nuovi focolai di trasmissione, nuovi casi confermati per Regione non associati a catene di trasmissione note, tasso di occupazione dei posti letto totali in terapia intensiva per pazienti Covid-19 e tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti Covid-19).

Per tutti i dettagli potete consultare il Decreto del ministero della Salute per definizione criteri monitoraggio

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