730 precompilato a casa dal 2015: la rivoluzione del Fisco targata Renzi

Valentina Pennacchio

18 Giugno 2014 - 12:30

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Il Governo Renzi sembra sia pronto ad approvare una novità che rivoluzionerà il Fisco italiano: modello 730 precompilato direttamente a casa dei contribuenti. Ecco come funzionerà e le ripercussioni sulle scadenze fiscali.

Passato il lunedì nero, con la scadenza di IMU, 730 e Tasi (nei Comuni che hanno deliberato), si può pensare al futuro del Fisco italiano, che sarà guidato da Rossella Orlandi.

Il Governo Renzi ribadisce una notizia che era circolata già tempo fa nell’ottica di semplificazione e di riforma fiscale, ovvero il 730 precompilato da spedire direttamente a casa dei contribuenti. Qual è l’idea?

Dal 2015 730 precompilato?

Il Fisco invierà al contribuente il modello 730 precompilato con tutte le informazioni in suo possesso:

  • dati anagrafici;
  • Cud;
  • detrazioni per i familiari a carico;
  • dati relativi agli immobili o ai beni dati in locazione.

Il cittadino dovrà aggiungere solo le detrazioni relative alle spese sostenute, ad esempio quelle mediche.

In un primo momento l’operazione non coinvolgerà tutti i dipendenti, ma solo i pensionati e i dipendenti pubblici (per poi essere esteso anche ai privati), quindi una platea di circa 35 milioni di contribuenti, ovvero:

  • 20,5 milioni di lavoratori dipendenti (pubblici e privati);
  • 15 milioni di pensionati.

Le novità del 730 precompilato si faranno sentire anche in termini di calendario fiscale:

  • entro la fine del mese di febbraio dovrà arrivare la comunicazione relativa alle detrazioni e alle deduzioni;
  • entro il 7 marzo i sostituti d’imposta dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate i redditi corrisposti;
  • entro la metà di aprile il modello 730 precompilato arriverà ai contribuenti;
  • entro il 7 luglio dovrà essere inviato all’Agenzia delle Entrate il 730 definitivo, con l’accettazione del pre-calcolo o la richiesta di eventuali modifiche.

Il Governo potrebbe intervenire anche sul fronte detrazioni, riformando o eliminando spese fiscali «ingiustificate» o «superate».

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# Fisco

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