Questo bond ha un rendimento del 7,00% i primi 2 anni e poi tassi fissi step down fino a scadenza

Stefano Vozza

22 Aprile 2026 - 14:47

Zero rischio di cambio e cedola fissa e costante liquidata una volta l’anno su questo corporate callable bond durata massima 12 anni

Questo bond ha un rendimento del 7,00% i primi 2 anni e poi tassi fissi step down fino a scadenza

Tra le emissioni corporate di marzo si è avuta anche la callable dual tranche targata Deutsche Bank (DB), un colosso bancario e finanziario sia tedesco che mondiale. Il Gruppo ha sede a Francoforte e offre una vastità di servizi commerciali, di investimento, di asset e wealth management ai suoi clienti variegati per caratura, esigenze, disponibilità. Si spazia dal piccolo cliente privato fino a Governi ed Enti sovranazionali, ma anche aziende, piccole, medie e multinazionali.

Il doppio prestito obbligazionario condivide la macrostruttura di fondo mentre diverge in due punti chiave, la valuta e i tassi nominali annui. In particolare, rende il 7,00% fisso i primi 2 anni la nuova obbligazione in euro della banca tedesca.

L’obbligazione in euro di Deutsche Bank

Un punto di forza del bond in euro è l’assenza del rischio di cambio per l’investitore nazionale o comunque nell’eurovaluta. L’obbligazione ha identificativo ISIN XS3305125802 ed è quotata e negoziata sull’EuroTLX di Borsa Italiana. Il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 € e relativi multipli, al pari dei BTP del Tesoro, ed è stata emessa alla pari.

Ha data godimento 26 marzo 2026 e scadenza massima alla stessa data tra 12 anni, nel 2038. Si tratta tuttavia di un prodotto callable, per cui all’occorrenza DB non esiterà a richiamarlo laddove ne rilevasse la convenienza a sostituirlo con uno più economico. La callability, in particolare, scatterà dal marzo 2028, al termine del 2° anno, e avrà cadenza annua fino al 2037 dato che l’anno dopo giungerà a naturale scadenza. In entrambi i casi, cioè al 26/03/’38 o alla stessa data negli anni di callability, Deutsche rimborserà il 100% del nominale posseduto. Inoltre accrediterà anche il netto dell’ultima cedola nel frattempo maturata.

La struttura dei rendimenti del corporate bond Deutsche Bank

Oltre che callable, il bond è anche step-down, cioè ha tassi fissi ma decrescenti con il passare del tempo. Per intenderci, un funzionamento inverso ai BTP Futura e Valore i cui tassi aumentano nel passaggio da uno step al successivo.

Nello specifico del bond DB, la sequenza prescelta dalla banca tedesca è 2-2-4-4 con tassi nominali annui pari a:

  • 7,00% (netto: 5,18%, ritenuta fiscale del 26%) nel 1° e 2° anno. Per intenderci, un incasso di 51,80 € netti a titolo a marzo del 2027 e del 2028, sempre in ipotesi di acquisto a 100 in origine;
  • 5,00% lordo e 3,70% netto negli anni 3 e 4, cioè il 26/03/’29 e 26/03/’30;
  • 3,00% (netto: 2,22%) p.a. nel 5°, 6°, 7° e 8° anno. Cioè da marzo ’31 a marzo ’34 il titolare del bond riceverà 22,20 € netti annui a titolo posseduto;
  • 2,00% lordo, e 1,48% netto, in ognuno degli ultimi 4 anni, cioè 14,80 €/annuo a bond.

La periodicità dello stacco è annua, mentre la modalità di negoziazione è del corso secco. In pratica la valutazione di mercato riguarda il solo capitale e non gli interessi nel frattempo maturati (c.d. rateo).

Quanto rende questo callable bond a tassi step-down?

A proposito di quotazioni, il prezzo di riferimento è al momento 100,43 centesimi, sopra la pari, per un effettivo a scadenza sul 3,8% annuo lordo (dati: Borsa Italiana).
È tanto o è poco o è in linea con le condizioni attuali di mercato? Difficile rispondere, ma almeno un paio di considerazioni si possono fare.

Ad esempio su un pari durata sovrano come il BTP Tf 3,25% Mz38, a 93,85 centesimi di quotazione, siamo a ridosso del 3,94% effettivo lordo a scadenza. Lo scarto nei ritorni non è ampio ma c’è, anche perché il BTP è tassato al 12,50% e non al 26%. Tuttavia, il vantaggio del bond DB è che nei primissimi anni paga cedole davvero ricche che sui BTP non si vedono ormai da anni. Il problema è che i tassi nominali annui sul bond DB scendono, e non poco, già dopo 2 e 4 anni e restano su livelli medio-bassi per step relativamente lunghi. Se la sequenza degli step fosse stata ad esempio invertita, tipo 4-4-2-2, si ribalterebbero anche le valutazioni di fondo.

La callability converrebbe all’emittente o all’investitore?

Ora c’è da chiedersi se la presenza della call sia un pro o un contro del bond, ovviamente vista con gli occhi del risparmiatore. Di norma si dice che è un contro nel senso che:

  • esporrebbe l’investitore al rischio di reinvestimento;
  • lo priverebbe dell’incasso delle cedole future.

Tuttavia, pur ignorando il futuro spostiamoci idealmente al 26 marzo 2030, cioè al termine dei primi 4 anni di vita. A quella data il titolo pagherà il 3% p.a. lordo per un quadriennio, e il 2,00% p.a. nel successivo. Ragioniamo di fantasia e immaginiamo che a quel tempo il Deutschebank Sc Mar38 Call prezzi 100 per una cedola annua lorda ponderata del 2,50%. Ora, tra 4 anni sarà impossibile trovare un bond con 8 anni di vita residua che renda almeno un 2,50% annuo lordo?

Nessuno può dirlo, ma a pelle non sembra uno scenario impossibile. Morale, se la call arrivasse nei primi anni di vita forse non sarebbe un male per l’investitore, anzi. Si ritroverebbe il capitale disponibile da reinvestire a proprio piacimento, dopo aver incassato le cedole più ricche della serie.

Rende il 7,00% fisso i primi 2 anni la nuova obbligazione in euro della banca tedesca

Infine diamo un rapido sguardo ai rischi tipici degli investimenti in bond, questo incluso, e così come illustrati nel prospetto del prodotto sul sito DB.
Il primo è il rischio emittente, dove l’attuale rating è A sia per Standards & Poors che per Fitch, ed A1 per Moody’s. Nel complesso il debitore gode di un buon stato di salute, ossia espone a un basso rischio di insolvenza.

Più concreti sono il rischio di liquidità, di inflazione e di mercato. Nel primo caso il prodotto vanta volumi giornalieri nell’ordine dei 5-25 contratti e annessi, modesti controvalori. In pratica bisogna preventivare spread bid/ask non proprio strettissimi.
Quanto al rischio mercato, la duration modificata è all’8,8 e finora i valori min-max battuti dal bond sono stati, nell’ordine, 98,92 e 104,67. Ancora, occhio ai corsi di mercato quando il primo biennio sarà passato e i tassi scenderanno.

Quanto al rischio inflazione, infine, tutto dipenderà se DB lo terrà fino al 2038 o meno. Se verrà rimborsato pima, il rischio dovrebbe dirsi spuntato. Se arriverà a naturale scadenza, invece, vorrà dire che i tassi saranno rimasti sostenuti e lì sarà tutto da valutare.