4 titoli di Stato in offerta dal Tesoro il 30 luglio anche con cedola annua fissa al 3,80%

Stefano Vozza

29 Luglio 2026 - 14:01

Ultime occasioni di investimento per il mese di luglio tra le emissioni sovrane di casa MEF a tassi fissi e variabili e timeframe tra i 5 e i 10 anni

4 titoli di Stato in offerta dal Tesoro il 30 luglio anche con cedola annua fissa al 3,80%

Ultimi giorni del mese e ultima mega sfornata di titoli di Stato a soddisfare emittente e mercato nelle rispettive esigenze operative. Ossia incassare soldi sperando di non svenarsi in termini di costi, cioè di interessi, il debitore, e sperando di spuntare buoni ritorni a scadenza i creditori dall’altro. Nulla di nuovo sotto il sole, si direbbe.

Vediamo allora su cosa poggia e come si compone l’ultima giornata di aste sovrane in casa MEF per il mese di luglio. Anticipiamo solo che ci saranno 4 titoli di Stato in offerta dal Tesoro il 30 luglio anche con cedola annua fissa al 3,80%.

L’obbligazione dalla durata residua più corta a disposizione è il BTP a 5 anni con data emissione 04/05/’26 e scadenza al 1° giugno del 2031. Ha già staccato la cedola corta al primo del mese scorso per cui sta maturando la prima di 10, complessive cedole piene. Esse sono pari all’1,575% lordo semestrale, per un 3,15% annuo, con date di stacco all’1/12 e 01/06. Ovviamente c’è già un rateo lordo in corso di maturazione di poco più di mezzo punto percentuale, mentre i giorni di dietimi da conteggiare sono 63. Lo stock in offerta nella 7° tranche è tra i 2,5 e i 3 mld di €, a cui si aggiungono gli 0,6 dell’asta supplementare (8° tranche).

Sul MOT (codice ISIN IT0005707614) il flottante già negoziato prezza 99,34 per un effettivo a scadenza del 3,33%. Se il nuovo slot dovesse conservare questi prezzi, i neo acquirenti potranno contare su un 16% circa di rendimento lordo totale di competenza. Quello reale dipenderà dal tasso medio annuo futuro del costo della vita, oltre che dal mix tasse-spese certe e note a priori. A grandi linee, il reale sarà positivo solo se l’inflazione media del prossimo quinquennio non eccederà la soglia del 2,7-2,75%. È una sfida tutt’altro che scontato da vincere.

Il titolo di Stato a 10 anni con cedola fissa

In asta andranno anche tre decennali, di cui uno a cedola fissa, uno nella durata residua e un altro ancora a coupon variabili. Il primo è il BTP Tf 3,80% Lg36 Eur, matricola IT0005706285 emesso lo scorso 22 aprile. I giorni di dietimi da conteggiare e aggiungere sono 33 considerato che ha staccato la cedola corta il 1° del mese. Più modesta, invece, la forchetta del Tesoro in offerta, pari a 1,25–1,75 mld di € in ordinaria e in 0,35 nella supplementare.

Anche qui il mercato attuale ha portato le quotazioni sotto la pari, per un possibile ingresso a sconto sul titolo. Stamane prezza 99,34 per uno scarso 3,9% di effettivo annuo lordo. Dovessero restare questi corsi fino a giovedì, il potenziale rendimento totale lordo si aggirerebbe sul 38,35% di competenza, cioè rateo già maturato escluso.

Tuttavia, rispetto al quinquennale il 10Y si presenta più speculativo e quindi più adatto a chi è meno cassettista ma relativamente attivo sul comparto. La duration modificata è a 8,03 mentre i valori min-max già segnati in 3 mesi di vita sono stati a 98,21 e 101,90. Tradotto, da qui a scadenza il titolo avrà la forza di smuovere i corsi sia al ribasso che al rialzo rispetto ai valori low-high già segnati.

Investire a 10 anni con cedole variabili

Il decennale variabile è il CCTeu in corso di emissione e matricola ISIN IT0005707689. È nato lo scorso 15/04 (giorni dietimi: 110) e scadrà tra 10 anni, il 15/04/’36, mentre l’importo MEF in offerta è tra 1,5 e 2 mld di € (0,3 agli Specialisti).

La sua caratteristica chiave è che il rendimento segue da vicino le dinamiche del tasso di interesse medio applicato per i prestiti tra le grandi banche. Paga, infatti, cedole variabili composte da uno spread fisso e noto già al tempo dell’asta, più il tasso Euribor 6M rilevato poco prima dell’inizio del semestre di maturazione. Per cui quando i tassi benchmark salgono aumentano gli importi dei coupon del CCTeu, mentre scemano a trend invertiti. Insomma, investire nel bond è come prendere una posizione indiretta sul sottostante maggiorato di un differenziale certo.

Nello specifico, qui lo spread è dello 0,8% lordo con tasso annualizzato del 3,237%, e 1,645% semestrale. Data la composizione dei payout, infine, è impossibile stimare oggi il guadagno lordo complessivo futuro del CCTeu in questione.

L’obbligazione ad elevato grado di speculazione

Infine l’ultimo BTP è un decennale nella durata residua (scadenza 01/03/2036), ma un quindicinale ai tempi del lancio (ISIN IT0005402117). È nato il 18 febbraio ’20, quando i tassi erano nulli, il che spiega il perché della cedola annua all’1,45% lordo, appena lo 0,634% netto ogni 6 mesi. Il prossimo stacco sarà il 1° settembre (giorni dietimi: 155) e il successivo il 1° marzo.

Com’è facile intuire è quello dai corsi più compressi, e difatti stamane prezza 81 centesimi per un effettivo a scadenza del 3,87% (dati: Borsa Italiana). Nell’ottobre 2023 è sceso anche sotto quota 70, in area 68, mentre il massimo storico non è mai andato oltre 110 nei primi mesi di vita.

Chi lo ha comprato in origine ha sicuramente incagliato il capitale per tre lustri dato che i coupon non rendono giustizia né al tempo d’attesa né all’inflazione di periodo. Un mezzo disastro. Diverso il discorso attuale, dove il mercato sembra aver scontato buona parte dei rialzi attesi dei rendimenti.

Sull’orizzonte YTD i valori min-max annui sono stati 78,67 e 84,72 mentre l’attuale duration modificata è a 8,52. Dato che il grosso dei guadagni sta nel recupero delle quotazioni finali, il BTP si presta meglio a chi non cerca la cedola ma un capitale a scadenza. Sfrutterebbe la prima per pagare le tasse, le spese di gestione e una minima parte di inflazione pro tempore. Poi lascerebbe lavorare il mercato in vista della cifra finale (solo nominale, purtroppo) che si intende costituire a data futura.

4 titoli di Stato in offerta dal Tesoro il 30 luglio anche con cedola annua fissa al 3,80%

In chiusura diamo un rapido cenno alle operazioni di sottoscrizione. Il termine ultimo di prenotazione retail è per mercoledì 29 con taglio minimo di 1.000 € nominali a singolo titolo, poi l’effettivo sarà quello spuntato al termine delle rispettive aste. A quest’ultimo, moltiplicato per il numero di titoli acquistati, andranno aggiunti i dietimi già maturati per singolo titolo, più le spese di commissione bancaria. Ecco, sommando il tutto si ottiene il controvalore da versare lunedì 3 agosto, il giorno di regolamento dei neo titoli.

Le aste ordinarie si terranno invece giovedì 30, mentre l’ultimo giorno del mese sarà riservato alle procedure d’asta supplementari.