4 novembre in busta paga: 8 ore di permessi in più retribuiti. Ecco quanto spetta

Il 4 novembre in busta paga si traduce in 8 ore di permessi in più retribuiti cui ha diritto il lavoratore. Si tratta di una ex festività che può anche essere indennizzata. Vediamo quanto spetta.

4 novembre in busta paga: 8 ore di permessi in più retribuiti. Ecco quanto spetta

Il 4 novembre è una ex festività e pertanto in busta paga dà diritto a 8 ore di permessi in più retribuiti e che eventualmente possono anche essere monetizzati.

Il 4 novembre si celebra la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate e che rientra tra le ex festività, festività nazionali soppresse con la legge 54/1977 e successive disposizioni.

La giornata del 4 novembre come ex festività si aggiunge pertanto in busta paga con le 8 ore di permessi retribuiti per alcuni lavoratori, alla festività non goduta del 1° novembre, festa nazionale caduta quest’anno di domenica.

Il 4 novembre avrà un posto sicuro nella busta paga di novembre dal momento che cade di mercoledì, nella settimana, cosa che non si è avuta per un’altra ex festività, il Corpus Domini, di domenica 14 giugno scorso.

4 novembre in busta paga: quanto spetta per i permessi

Il 4 novembre in busta paga dà diritto, in quanto ex festività, generalmente a 8 ore di permessi retribuiti per il lavoratore il cui CCNL lo preveda. Per gli stessi permessi, qualora non vengano utilizzati dal lavoratore, spetta in busta paga il corrispettivo in denaro. Ma andiamo per gradi.

Il lavoratore ha diritto con l’ex festività, se non cadente di domenica, a 8 ore di permessi in più retribuiti e per capire nel dettaglio come funzionano prendiamo il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del Commercio. Nel CCNL Commercio, che è uno dei più applicati, si legge chiaramente che dai lavoratori vengono fruiti: “gruppi di 4 o di 8 ore di permesso individuale retribuito, in sostituzione delle 4 festività abolite dalla legge.”

Il lavoratore che faccia riferimento al CCNL Commercio avrà diritto, in base a quanto abbiamo visto, nell’anno a 32 ore di permessi retribuiti per ex festività, 8 delle quali proprio in riferimento al 4 novembre che cade nel 2020 di mercoledì.

Vediamo a questo punto cosa succede se il lavoratore decide di non fruire di queste ore in più di permessi retribuiti, 8 ore che corrispondono a una giornata lavorativa. A venirci in aiuto ancora una volta è il CCNL Commercio nel quale si legge:

“I permessi non fruiti entro l’anno di maturazione decadranno e saranno pagati con la retribuzione di fatto, in atto al momento della scadenza, oppure potranno essere fruiti in epoca successiva e comunque non oltre il 30 giugno dell’anno successivo.”

Dunque se scadute perché non fruite nell’anno di maturazione le 8 ore di permesso del 4 novembre, come anche i permessi che fanno riferimento ad altre festività soppresse, verranno pagati con la retribuzione di fatto e solitamente nelle mensilità di dicembre o di gennaio dell’anno successivo.

In alternativa possono comunque essere utilizzati, ma non oltre il 30 giugno dell’anno successivo a quello di scadenza. Anche questo, avendo preso come riferimento il solo CCNL Commercio, può variare per altre categorie.

4 novembre in busta paga e altre ex festività

Il 4 novembre, come abbiamo anticipato, nel 2020 non è l’unica ex festività che dà diritto in busta paga alle ore di permessi extra. Tra le ex festività, tutte ormai trascorse, ci sono anche:

  • San Giuseppe: giovedì 19 marzo 2020;
  • Ascensione: giovedì 21 maggio 2020 (il 39° giorno dopo la domenica di Pasqua);
  • San Pietro e Paolo: lunedì 29 giugno 2020.

Anche il Corpus Domini in teoria, ma quest’anno e come sempre d’altronde accade, è stato festeggiato di domenica. Le 8 ore di permessi in più retribuiti in busta paga vengono riconosciuti se la ex festività cade in un giorno lavorativo tra il lunedì e il venerdì, o anche il sabato se si lavora 6 giorni su 7.

Il prossimo anno, nel 2021, nessuna delle ex festività cadrà di domenica per la gioia di molti lavoratori. Se il lavoratore tuttavia presta servizio a Roma, i permessi per la ex festività del 29 giugno non viene riconosciuta essendo in quel caso festività a tutti gli effetti, in quanto festa del Santo Patrono e quindi retribuita come tale in busta paga.

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