3 titoli di Stato in euro per investire a 10 anni con rendimenti fino al 5,9%

Stefano Vozza

26 Marzo 2026 - 17:02

Rendimenti a confronto a pari orizzonte temprale ma grado di rischio e condizioni commerciali differenti, specie in termini di uscita anticipata

3 titoli di Stato in euro per investire a 10 anni con rendimenti fino al 5,9%

Il grafico annuale dello spread BTP-Bund a 10Y non lascia grossi margini di incertezze o possibilità di interpretazioni alternative. Dal picco a 129,65 del 9 aprile ’25, quasi un anno fa, siamo scesi fino a poco meno di 60 tra gennaio e febbraio ’26. Oggi siamo in area 90 (dati: Borsa Italiana), con il massimo di periodo che ha superato anche soglia 100.
Le tensioni in Medio Oriente hanno fatto da detonare sui rendimenti di comparto e ha reso generalizzato il rialzo degli yield. Le divergenze tra un titolo e un altro dipendono soprattutto dalla durata residua e dal rating emittente. Consideriamo l’orizzonte temporale a dieci anni, per esempio. Bene, ecco 3 titoli di Stato in euro 10Y con cedole fino al 5,625% o a sconto fino al 26%.

L’obbligazione sovrana a tasso fisso annuo del 3,45%

Partiamo dal BTP Fx 3,45% in scadenza il 1° febbraio 2036, cioè tra 9 anni e 10 mesi circa (9,86 anni) e identificativo ISIN IT0005676504. Se la cedola è in un certo senso “discreta” in rapporto al rischio e alla durata, il rendimento attuale a scadenza ne migliora il giudizio. Giovedì, in apertura, le quotazioni sono sul 96,6 per un effettivo a scadenza a ridosso del 3,9% annuo lordo.

Ottimizzando il punto di ingresso si maggiora il ritorno a scadenza e complessivo dell’operazione. Al riguardo, da inizio anno (il bond ha data emissione 03/11/’25) i prezzi min-max sono stati 95,04 e 101,68. Ora, il BTP Fx 3,45% Fb36 avrà la forza di formare nuovi minimi e rendere più interessante l’investimento? Difficile rispondere mentre, in un certo senso, le tre uniche certezze sarebbero:

  • la duration modificata attuale che si attesta all’8,05;
  • possibili fiammate e inasprimenti sul comparto obbligazionario metterebbero a dura prova l’argine del minimo attuale sui 95;
  • saranno i prossimi, primi anni di vita quelli a maggior, possibile “pericolo cedimento” delle quotazioni. Non appena la durata e la duration si contrarranno, i corsi diverranno relativamente più solidi dato che si ridurrà il rischio mercato (ma non sparirà).

Quanto rende il pari durata tedesco ad elevato rating?

Poi ci sono emittenti dal rating così forte (tripla A) che si possono permettere di emettere bond a lungo termine a cedola nulla. Si tratta del Bund Tf 0% Mg36 (vita residua: 10 anni e 47 giorni circa) che ogni anno stacco una cedola nulla, cioè non paga interessi. Questo è dovuto all’eccellente solvibilità e al bassissimo rischio di insolvenza che il mercato riconosce a questo debitore sovrano.

L’obbligazione ha matricola ISIN DE0001102549 ed è quotata e negoziata sul MOT di Borsa Italiana. Quando è nata nel marzo del ’21 il costo del denaro era ancora a zero, per cui l’emittente è riuscito a collocarla a tassi nulli. Poi la BCE ha messo mano a una sfilza di rialzi dei tassi fino al 4,5% del settembre ’23 e i corsi sono scesi. Ad oggi i minimi storici si contano poco sotto i 70 centesimi, mentre stamane prezza 73,64, un valore prossimo ai minimi del ’26 a 73,16 (massimo a 76,12). Ne discende un effettivo a scadenza sul 3,05% circa, uno scarto dell’8-9% complessivo sul BTP pari durata. La duration modificata, invece, si attesta a 9,84.

Morale, non solo non stacca alcun coupon da qui al termine ma rende anche meno dell’obbligazione sovrana nazionale. Tuttavia, permette di sottoscrivere un bond a elevatissimo rating e a sconto del 24,4% sul valore di rimborso finale. Un’altra nota a demerito del Bund Tf 0%, infine, riguarda la scarsa liquidità sul mercato secondario.

3 titoli di Stato in euro 10Y con cedole fino al 5,625% o a sconto fino al 26%

Sempre in ambito euro, e quindi senza alcun rischio di cambio, ecco il Romania Green Fx 5.625% Feb36 Eur, con identificativo XS2770921315. Qui ci sono due elementi che si rafforzano a vicenda, l’alta cedola nominale (stacco annuo) e lo yield a scadenza sul 5,9% a corsi attuali a 98,13. Anzi, meno di un anno fa (maggio ’25) l’obbligazione si acquistava a 88-90 centesimi, molto più a sconto di oggi. Il massimo 2026 è stato invece a 103,37, mentre la duration modificata si attesta al 7,38.

Rispetto al Bund vanta una maggiore liquidità sul MOT, con scambi giornalieri in media compresi tra i 40 e i 100 contratti. Rispetto al pari durata MEF qui è in ballo un 20% circa di ritorno complessivo a parità di tempo di impiego del capitale, e non si tratta di noccioline. Parimenti, è anche il bond decisamente più rischioso tra i tre qui esposti, con il rischio emittente tutt’altro che irrilevante. Da anni il Paese rumeno vanta saldi commerciali e valutari negativi, un vero problema dato che per Bucarest è un debito in valuta estera.

L’obbligazione potrebbe tuttavia rendersi utile in ottica “ritocco” del rendimento di portafoglio composto da bond più sicuri ma avidi in termini di ritorni. Pro e contro da valutare attentamente caso per caso, sempre insieme al proprio consulente e/o banca di fiducia.