3 azioni di Piazza Affari più reattive al taglio dei tassi Bce

Claudia Cervi

22 Settembre 2024 - 16:59

Uno scenario di riduzione più rapida dei tassi potrebbe favorire alcune aziende di Piazza Affari, con valutazioni in crescita del 6-7%. Ecco le 3 azioni su cui punta Equita Sim.

3 azioni di Piazza Affari più reattive al taglio dei tassi Bce

Queste sono le 3 azioni di Piazza Affari più reattive al taglio dei tassi Bce secondo Equita Sim, in uno scenario di recessione. La decisione della Fed di tagliare i tassi di interesse di 50 punti base, portandoli nella forchetta 4,75-5%, ha riacceso i timori che anche la Banca Centrale Europea possa seguire l’esempio, facendo svanire l’ipotesi di soft landing.

Una riduzione più rapida e profonda dei tassi Bce a breve termine potrebbe però riaccendere l’interesse per il comparto delle utilities regolate, la cui performance di mercato è strettamente legata l’andamento dei tassi reali.

Secondo le stime della Sim milanese, una diminuzione di 50 punti base nei tassi reali a lungo termine ridurrebbe gli utili di queste aziende del 2%, ma ne aumenterebbe il valore in Borsa di circa il 6-7%.

Vediamo nel dettaglio quali sono i 3 titoli di Borsa Italiana più sensibili al ribasso dei tassi Bce secondo gli analisti.

1) Terna

Grafico giornaliero azioni Terna Grafico giornaliero azioni Terna Fonte Tradingview

Terna è una delle azioni di Piazza Affari più reattive al taglio dei tassi Bce secondo gli esperti: oltre al leverage elevato (rapporto debito netto/ebitda pari a 6 volte), ha le prospettive di crescita più interessanti essendo un acceleratore della transizione energetica.

Gli esperti di Equita Sim hanno rivisto al rialzo le stime della società regolata grazie agli output based incentives sulla riduzione degli ancillary services e giudicando positivamente il piano 2024-2028 che prevede investimenti per 14,4 miliardi di euro e un tasso medio annuo di crescita della Rab dell’8%. Il premio ev/Rab 2024 di Terna, pari al 31%, è nettamente superiore a quello di Snam (16%) e Italgas (12%), confermando uno scenario di crescita a lungo termine per la trasmissione elettrica. Inoltre, il ratio prezzo/utile 2025 di 17 volte e il dividend yield del 4,5% confermano la qualità dell’asset.

Su Terna gli analisti hanno confermato il rating “buy”, alzando il target price a 9 euro.

2) Italgas

Grafico azioni Italgas Grafico azioni Italgas Fonte Tradingview

Italgas è un altro titolo da monitorare in uno scenario di tassi in calo e in vista di una potenziale acquisizione di 2i Rete Gas. Gli analisti di Equita stimano un impatto positivo sulla Regulated Asset Base (RAB) della società, che aumenterebbe del 45% in un’unica operazione. In base a una simulazione, l’accordo consentirebbe di ottimizzare la gestione degli asset integrati, con sinergie operative pari a 50 milioni di euro (2-3% dell’EBITDA combinato), e un miglioramento del dividendo nel periodo 2025-2028 del 7-8%.

Gli analisti hanno poi ipotizzando operazioni sul capitale adeguate per consentire a Italgas di mantenere il rating Investment Grade, cioè: cessione del 20% degli assets come Antitrust remedies; 0,7 miliardi di aumento di capitale e 0,7 miliardi di hybrid bonds.

Secondo gli esperti, le azioni Italgas sono convenienti con un premio ev/Rab 2024 del 12%, un p/e 2025 di 9 volte e un dividend yield del 7%: nel caso di aumento di capitale ai prezzi attuali, il dividend yield salirebbe al 7,8% nel 2027.

Su Italgas, Equita Sim è “Hold” ma ha rivisto al rialzo il target price a 5,85 euro.

3) Snam

Grafico azioni Snam Grafico azioni Snam Fonte Tradingview

Su Snam gli analisti hanno confermato il rating “hold”, alzando il target price a 5,30 euro. Equita Sim ha giudicato positivamente l’acquisto di Edison stoccaggio, concluso a fine luglio, che rafforza l’assetto industriale nello stoccaggio gas a beneficio del sistema energetico, sostenendo gli investimenti di lungo termine. In occasione della presentazione dei risultati finanziari del primo semestre, Snam aveva confermato gli obiettivi finanziari per il 2024:

  • investimenti pari a 3,0 miliardi di euro (di cui 2,8 miliardi di euro in ambito infrastruttura gas e 0,2 miliardi di euro in ambito transizione energetica);
  • una RAB tariffaria pari a 23,8 miliardi di euro;
  • un livello di EBITDA adjusted maggiore di 2,75 miliardi di euro;
  • un livello di utile netto adjusted pari a circa 1,23 miliardi di euro;
  • un livello di debito netto pari a circa 17,5 miliardi di euro.

La Sim milanese ha ridotto di 10 bps l’allowed wacc per il trasporto gas della società (-al 5,5%), mentre ha migliorato di 10 bps il ritorno della distribuzione di gas.

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