20 azioni su cui investire per un portafoglio anti-inflazione

Claudia Cervi

23 Novembre 2024 - 07:47

In Europa i prezzi sono sotto controllo, ma lo spettro dell’inflazione si riaffaccia con le politiche fiscali e commerciali di Trump. Ecco 20 titoli da considerare per un portafoglio anti-inflazione.

20 azioni su cui investire per un portafoglio anti-inflazione

L’inflazione tornerà nel 2025? Con Trump alla Casa Bianca, cresce il timore che le sue politiche fiscali e commerciali possano influenzare negativamente l’Unione Europea. Gli analisti prevedono che i dazi fino al 10% sulle importazioni dalla UE ricadranno sui consumatori statunitensi - con un costo medio per famiglia fino a 2.600 dollari - ma potrebbero causare effetti recessivi anche in Europa.

Lo spettro di un’inflazione persistente negli Stati Uniti non dovrebbe però avere ripercussioni sull’inflazione in Europa. Piuttosto, aumenta il rischio di stagnazione dell’economia. Per questo motivo, secondo il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, la Bce dovrebbe cambiare il tracciato della politica monetaria, approfittando di un fase di stabilità inflattiva per rilanciare la spesa pubblica in settori strategici, come le infrastrutture, l’energia verde e la digitalizzazione, gettando le basi per una crescita sostenibile nel lungo periodo.

In questo contesto, vediamo un elenco di 20 azioni di Piazza Affari per un portafoglio anti inflazione, appartenenti a settori resilienti o anticiclici, con forte potere di pricing e con un solido bilancio.

20 azioni per un portafoglio anti-inflazione

L’inflazione dell’Eurozona è risalita leggermente a ottobre 2024, attestandosi al +2% secondo l’Ufficio statistico europeo (EUROSTAT), dal +1,7% del mese precedente, ma resta sotto controllo secondo i membri del consiglio direttivo Bce. In questo contesto, alcuni titoli azionari sono in grado di performare meglio di altri. Vediamo quali considerare nella costruzione di un portafoglio in base all’inflazione.

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1) Enel: è tra i titoli più scambiati a Piazza Affari, con una elevata capacità di generare flussi di cassa e un dividend yield interessante. Grazie al focus della società sulla transizione energetica e sulle rinnovabili garantisce ulteriori margini di crescita a lungo termine.

2) Inwit: combina una solida crescita dei ricavi (+7,6% nel terzo trimestre 2024) con una generazione di cassa robusta e un rendimento interessante tra dividendi e buyback. La bassa leva finanziaria rappresenta un ulteriore punto di forza in un contesto di tassi di interesse che potrebbero scendere più lentamente del previsto.

3) Snam: attore chiave nel settore delle infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio del gas naturale, si distingue per l’alto grado di regolamentazione del suo business, che offre tariffe indicizzate all’inflazione. Questa caratteristica rende i ricavi di Snam particolarmente resilienti anche in contesti di inflazione stabile o di rallentamento economico.

4) Rai Way: leader italiano nella gestione delle infrastrutture per la diffusione dei segnali radiotelevisivi, Rai Way vanta ricavi stabili e prevedibili con una marginalità migliorata nei primi 9 mesi del 2024.

5) Enav: la società che gestisce il controllo del traffico aereo in Italia beneficia di una domanda relativamente stabile anche in periodi di incertezze economiche. La sua capacità di generare flussi di cassa costanti, grazie a contratti di lungo periodo con l’ENAC e altre autorità internazionali, assicura ottime prospettive di crescita.

6) Alerion: leader nella produzione di energia rinnovabile in Italia, Alerion genera ricavi crescenti negli anni grazie all’aumento dei prezzi dell’energia. Operando in un mercato strategico come quello italiano, caratterizzato da abbondanza di vento e sole, l’azienda è ben posizionata per approfittare del trend della transizione energetica.

7) Eni: in un portafoglio diversificato anti inflazione non può mancare Eni, per il ruolo della società nel settore energetico e per le sue prospettive future. Tra i principali attori globali nel settore dell’energia, con una presenza consolidata nelle attività di esplorazione, produzione e distribuzione di petrolio e gas, Eni è interessante anche per la sua evoluzione verso fonti di energia rinnovabili e tecnologie innovative, come l’idrogeno verde e le soluzioni per la decarbonizzazione. Grazie alla solidità finanziaria e a una politica dei dividendi costante e generosa, Eni garantisce rendimenti elevati in un contesto come quello attuale.

9) Prysmian: la crescente domanda di cavi per la trasmissione dell’energia rinnovabile, soprattutto da fonte eolica, garantisce flussi di cassa robusti. L’azienda abbina innovazione tecnologica a un dividend yield interessante, rendendola resiliente in un contesto inflattivo.

10) Danieli: leader nella produzione di impianti a basse emissioni di CO2, è ben posizionata per cavalcare la transizione verde. La spinta verso la decarbonizzazione e una struttura finanziaria più efficiente garantiscono margini in crescita e dividendi potenzialmente più alti.

11) Banca Mediolanum: le banche italiane, nonostante il rally, restano interessanti per un mix di dividendi generosi e buyback. Mediolanum, in particolare, eccelle nella raccolta di risparmio gestito anche in condizioni di mercato difficili.

12) Banco BPM: attore chiave nel settore bancario italiano, BPM è tornata sotto la lente degli investitori per l’opa su Anima. Con una solida base patrimoniale, la banca è un’opzione interessante per gli investitori interessati ai dividendi. La cedola staccata il 18 novembre ha garantito agli azionisti il 5,68% lordo.

13) Reply: l’azienda specializzata nella digitalizzazione delle aziende, offre soluzioni innovative che permettono alle imprese di rimanere competitive anche in periodi di incertezze economiche. La sua resilienza è un fattore chiave per gli investitori in cerca di stabilità

14) Italian Sea Group: leader nel settore della nautica di lusso, con una crescita continua grazie all’espansione del portafoglio e all’acquisizione di marchi prestigiosi, rappresenta un’opzione interessante per chi vuole investire nel lungo termine.

15) ABP Nocivelli: l’azienda quotata all’Euronext Growth attiva nei servizi di ingegneria integrata e di costruzione ha ottime prospettive di crescita grazie alla continua domanda di servizi ingegneristici. Di recente si è aggiudicata la gara per la realizzazione del nuovo parco della salute, della ricerca e dell’innovazione della Città di Torino, un progetto da 500 milioni di euro.

16) Fine Foods & Pharmaceuticals: il gruppo è attivo nel settore alimentare e farmaceutico, due aree che mostrano resilienza anche in tempi di crisi economica. La diversificazione delle sue attività lo rende particolarmente interessante per gli investitori.

17) Recordati: con una solida performance nel primo semestre 2024, il gruppo farmaceutico punta a superare i 2,4 miliardi di euro di ricavi nel 2025, mantenendo un margine Ebitda intorno al 37%.

18) Interpump: nonostante una recente revisione al ribasso della guidance per il 2024, gli analisti prevedono per il 2025 una crescita organica delle vendite del +5% anno su anno e margine ebitda al 23,1%. Dopo un free cash flow record pari a 157 milioni di euro nei primi 9 mesi del 2024, gli analisti di Banca Akros hanno indicato un target price a 51 euro per azione.

19) Tim: la compagnia telefonica presenta opportunità interessanti grazie al potenziale di acquisizioni e alla riorganizzazione del business, che potrebbero valorizzare ulteriormente i suoi asset infrastrutturali. Dopo i risultati positivi registrati nei primi nove mesi dell’anno, con ricavi in crescita del 3,4% e un Ebitda in aumento dell’8,7%, la società ha confermato tutti i target per fine anno. Il miglioramento delle performance operative e la gestione efficace del debito fanno di Tim una compagnia con prospettive interessanti per gli investitori a lungo termine.

20) ERG: ERG ha una forte presenza nel settore delle energie rinnovabili, un campo in crescita grazie alla transizione energetica globale. Con la discesa dei tassi d’interesse, l’azienda potrebbe vedere miglioramenti significativi nella sua capacità di investimento e crescita.

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