Nuovo BTP a 5 anni in asta il 29 settembre. Quanto rendono 5.000 euro investiti?

Flavia Provenzani

28 Settembre 2026 - 13:34

BTP a 5 anni al 3,95%: quanto rendono 5.000 euro investiti nel nuovo titolo in asta il 29 settembre?

Nuovo BTP a 5 anni in asta il 29 settembre. Quanto rendono 5.000 euro investiti?

Martedì 29 settembre il Ministero dell’Economia e delle Finanze porta in asta un nuovo BTP a 5 anni. Il titolo scade il 1° febbraio 2032, paga una cedola annua lorda del 3,95% in due rate semestrali e viene offerto per un importo compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro. A questo si aggiunge un collocamento supplementare fino a 1,05 miliardi riservato agli specialisti in titoli di Stato. È la prima tranche del titolo, quindi il suo prezzo e il suo rendimento saranno fissati per la prima volta proprio in questa asta.

Per chi vuole capire se l’investimento conviene, il modo più semplice è simulare i potenziali ritorni con un importo preciso. Prendiamo 5.000 euro nominali, cioè cinque lotti minimi da 1.000 euro, e vediamo quanto rendono fino alla scadenza, per poi confrontare il nuovo titolo con i BTP di durata residua simile che si comprano già oggi sul mercato secondario.

Le caratteristiche del nuovo BTP febbraio 2032

Il titolo matura interessi dal 1° ottobre 2026, giorno del regolamento dell’asta, e rimborsa il capitale il 1° febbraio 2032. Le cedole ordinarie si pagano il 1° febbraio e il 1° agosto di ogni anno, ciascuna pari all’1,975% lordo del valore nominale.
La prima cedola è però più corta del normale. Il MEF ha fissato un tasso lordo dell’1,320245%, calcolato su 123 giorni (da ottobre a febbraio) invece che su un semestre intero di 184. In pratica chi sottoscrive in asta incassa undici cedole: una prima più bassa a febbraio 2027 e altre dieci piene fino alla scadenza.

Gli interessi sono tassati al 12,5%, l’aliquota agevolata dei titoli di Stato, e la ritenuta viene applicata direttamente dall’intermediario. A questo si aggiunge l’imposta di bollo annua dello 0,2% sul valore del dossier titoli, che per 5.000 euro vale circa 10 euro l’anno e che nei calcoli seguenti non è considerata.

Quanto rendono 5.000 euro?

La parte certa dell’investimento sono le cedole, che non dipendono dal prezzo d’asta ma solo dal valore nominale. Su 5.000 euro la prima cedola corta di febbraio 2027 vale 66,01 euro lordi, pari a 57,76 euro netti. Le dieci cedole successive valgono 98,75 euro lordi ciascuna, cioè 86,41 euro netti ogni sei mesi.

Nell’intera vita del titolo le cedole sommano 1.053,51 euro lordi, che al netto della ritenuta del 12,5% diventano 921,82 euro. Alla scadenza del 1° febbraio 2032 vengono poi rimborsati i 5.000 euro di capitale.

Il prezzo d’asta cambia l’esborso iniziale

La parte ancora da definire è il prezzo di aggiudicazione, che si conoscerà solo martedì. Il nuovo BTP può essere collocato alla pari (100), sopra la pari o, come avviene spesso, leggermente sotto. Il prezzo determina quanto si paga per quei 5.000 euro nominali e quindi il rendimento effettivo.

Per una stima si possono guardare i BTP già quotati con scadenza vicina. Il titolo che scade a novembre 2031 rende il 4,04% lordo, quello di luglio 2032 il 4,13%. Il nuovo febbraio 2032 si colloca a metà strada tra i due, per cui un rendimento lordo intorno al 4,07% è coerente con il mercato di questi giorni. A quel livello il prezzo d’asta sarebbe di circa 99,62.

Ipotizziamo tre scenari per 5.000 euro nominali in cui cedole e rimborso finale sono gli stessi e cambia solo quanto si paga all’inizio.

  • Prezzo 100 (alla pari): si pagano 5.000 euro. Rendimento effettivo lordo del 3,99%. Guadagno netto complessivo di 921,82 euro, tutto dalle cedole.
  • Prezzo 99,62: si pagano 4.981 euro. Rendimento effettivo lordo del 4,07%. Ai 921,82 euro di cedole nette si aggiungono 16,63 euro netti di scarto di emissione, per un guadagno di 938,45 euro.
  • Prezzo 99,25: si pagano 4.962,50 euro. Rendimento effettivo lordo del 4,15%. Il guadagno netto sale a 954,64 euro.

La differenza tra gli scenari è di poche decine di euro in cinque anni. Su un importo di 5.000 euro, quindi, il prezzo d’asta pesa poco. Chi sottoscrive in asta, inoltre, non paga commissioni: il compenso degli intermediari è a carico del Tesoro.

Il confronto con i BTP simili sul secondario

Chi non partecipa all’asta può comprare sul MOT di Borsa Italiana un BTP già in circolazione con scadenza simile. Questi sono i titoli più vicini al febbraio 2032, con i dati di Borsa Italiana riferiti alla chiusura del 25 settembre 2026:

  • BTP 3,45% luglio 2031 (IT0005595803): prezzo 97,78, rendimento lordo 4,00%, duration modificata 4,25
  • BTP 3,15% novembre 2031 (IT0005619546): prezzo 96,05, rendimento lordo 4,04%, duration modificata 4,53
  • BTP 3,25% luglio 2032 (IT0005647265): prezzo 95,70, rendimento lordo 4,13%, duration modificata 5,07
  • BTP 3,25% novembre 2032 (IT0005668220): prezzo 95,28, rendimento lordo 4,17%, duration modificata 5,31

Il confronto mostra che il nuovo titolo non offre un premio evidente rispetto al mercato, se sarà aggiudicato intorno ai livelli del secondario, il rendimento sarà in linea con quello dei BTP con scadenza vicina. La differenza sta soprattutto nella composizione del guadagno.

I titoli già quotati hanno cedole più basse (tra il 3,15% e il 3,45%) e prezzi sensibilmente sotto la pari. Una parte importante del loro rendimento arriva quindi dal rimborso a 100, cioè dalla differenza tra il prezzo pagato e il valore nominale. Il nuovo BTP al 3,95% concentra invece quasi tutto il rendimento nelle cedole, più alte e distribuite nel tempo.

Chi preferisce ricevere flussi più consistenti ogni sei mesi troverà più adatto il nuovo titolo, mentre chi guarda al rendimento complessivo e può sfruttare minusvalenze pregresse potrebbe trovare interessanti i titoli sotto la pari, perché la plusvalenza al rimborso può essere compensata con perdite precedenti, mentre le cedole no. Sul secondario, però, si pagano le commissioni di negoziazione della propria banca e il rateo di interessi maturato dall’ultima cedola, che viene restituito al primo stacco.

Il rischio di vendere prima della scadenza

I calcoli valgono per chi tiene il titolo fino al 1° febbraio 2032. Chi vende prima incassa il prezzo di mercato del momento, che può essere più alto o più basso di quello pagato.

La duration modificata di un titolo a cinque anni si aggira intorno a 4,5. Questo vuol dire che un aumento di un punto percentuale dei rendimenti di mercato ridurrebbe il prezzo di circa il 4,5%, cioè più o meno 225 euro su un investimento di 5.000 euro. Un calo dei tassi avrebbe l’effetto opposto.

Come partecipare all’asta

Il BTP si sottoscrive tramite banca, Poste o home banking abilitato al trading, con un minimo di 1.000 euro. Secondo il calendario del Tesoro le prenotazioni dei risparmiatori si chiudono oggi, 28 settembre, ma ogni intermediario può fissare un orario limite anticipato. Le offerte in asta vanno presentate entro le 11:00 di martedì 29 settembre e il regolamento con addebito sul conto è fissato per giovedì 1° ottobre.

Il prezzo e il rendimento di aggiudicazione saranno pubblicati da Banca d’Italia martedì poco dopo la chiusura dell’asta. Solo allora sarà possibile calcolare con precisione il rendimento effettivo dei propri 5.000 euro.

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