Le strategie di investimento sono davvero tante grazie ai mille parametri in gioco. Durata, struttura dei payout, emittente, rischio, costi e spese di gestione ed altro ancora valgono a rendere il quadro abbastanza eterogeneo.
Prendiamo il caso di chi punta all’incasso cedolare noto a priori, magari robusto almeno nel nominale. Al riguardo, ecco 2 BTP buoni per incassare una cedola del 5% fino a 15 anni ma prezzo sopra cento.
Il BTP in scadenza nell’estate del 2039
L’obbligazione più corta delle due che ora vedremo è il BTP con ISIN IT0004286966, emesso il 1° agosto 2007 e in scadenza alla stessa data del 2039. Si tratta quindi di un investimento a 13,82 anni residui che paga il 5,00% annuo lordo (4,375% netto), il 2,50% semestrale. Il titolo tuttavia prezza sui 112,65 centesimi, a discapito dell’effettivo sceso al 3,85% lordo (dati: Borsa Italiana). In compenso offre un credito d’imposta dell’1,42% grazie alle quotazioni sopra la parità.
Dunque per sottoscrivere 1.000 € di nominale servono 1.126,50 € più spese di commissioni, mentre a scadenza il Tesoro rimborserà la 1° cifra e non la seconda. Il rendimento lordo complessivo si aggira sul 53%, e l’ultima volta che i prezzi sono stati sulla parità è stato 2 anni fa quando prezzava sui 98-99 centesimi. Invece il minimo annuo è stato a marzo a 107,77, e il massimo a 114,55.
Cedola annua lorda del 5,00% sul BTP 1st40
A seguire ecco l’obbligazione con matricola IT0004532559 emesso il 1° settembre del 2009 e che verrà rimborsato alla stessa data del ’40. Siamo quindi a ridosso dei 15 ani di durata (14,9 ani residui per l’esattezza) e il ritorno nominale ed effettivo si approssimano al titolo precedente. Anzi, il nominale coincide (5,00%), mentre l’effettivo sale al 3,92% per via della maggiore durata, dunque inferiore alla cedola per via del prezzo a 112,5.
Il rendimento totale lordo sul 60%, dal quale andrà tolta la ritenuta fiscale, l’imposta di bollo e le spese bancarie. In compenso anche qui si matura un credito d’imposta dell’1,40% per via dei corsi attuali. Per calcolare il ritorno reale, invece, bisognerà togliere anche l’inflazione di periodo, operazione che si potrà fare tra 15 anni, al termine.
Il cassettista senza e con media propensione al rischio
I due titoli potrebbero fare caso al cassettista con e senza propensione al rischio, sia pure con i dovuti distinguo. Procediamo con ordine.
Chi è completamente avulso al rischio sa a priori qual è l’effettivo a scadenza, comunque positivo. Tuttavia, forse farebbe meglio a non considerarli date le rispettive durate e duration. Si tratta di bond lunghi che da qui a scadenza vedranno i rispettivi prezzi muoversi sui mercati. È un rischio di non poco conto, a meno che non si è sicuri al 100% di tenere il bond fino a naturale scadenza. Giusto per fare un ordine di raffronti, tra venti giorni arriverà il nuovo Valore che durerà giusto la metà (7 anni) e grosso modo dovrebbe rendere mezzo punto percentuale ponderato in meno dei due BTP.
Morale, meno esposizione ai mercati, meno rendimento ma anche meno rischio.
Chi ha una buona propensione al rischio, invece, potrebbe pensare di acquistare e rivendere anzitempo il titolo a prezzi più o meno pari e nel frattempo incassare le cedole. Solo in tal modo quest’ultime arriverebbero piene o quasi, e nei casi più fortunati si gioverebbero del capital gain se il prezzo di rivendita fosse maggiore di quello di carico. Qui le tre incertezze sarebbero gli effettivi prezzi bid/ask, lo yield a scadenza e la durata concreta del trade.
2 BTP buoni per incassare una cedola del 5% fino a 15 anni ma prezzo sopra cento
I due BTP al 5% andrebbero bene, infine, anche ai c.d. trader in bond, gli investitori che tradano titoli sovrani al pari delle azioni di Borsa. Certo, cambiano le strategie operative, i market movers di riferimento ed altri dettagli tecnici, ma restano invariati due elementi chiave. Primo, la finalità dell’operazione che punta alla speculazione dei prezzi sul MOT, a cui poi aggiungere il rateo di periodo. Secondo, l’elevata propensione al rischio di chi opera secondo queste logiche di mercato.
Poi di fondo c’è che i due BTP godono di buona (ma non elevata) liquidità e che i corsi offrono apprezzabili escursioni su e giù lungo i grafici. Certo, in liquidità e movimenti non sono proprio il massimo rispetto ad altri titoli MEF (e non), ma si difendono comunque bene.