L’intelligenza artificiale non è più una scommessa sul futuro. È il presente che sta riscrivendo gli equilibri economici. Nvidia ha appena chiuso un altro trimestre da record, con una capitalizzazione che ha superato i 4.000 miliardi di dollari, diventando il simbolo del nuovo ciclo tech alimentato dall’AI. Ma mentre tutti guardano al produttore di chip californiano, ci sono titoli meno noti che potrebbero offrire rendimenti persino superiori.
Morgan Stanley prevede che da qui al 2028 il mercato del software legato all’intelligenza artificiale crescerà di quasi sei volte, arrivando a valere qualcosa come 400 miliardi di dollari. In questo scenario in piena espansione, ci sono due aziende che, pur restando per ora lontane dai riflettori, stanno guadagnando terreno rapidamente e secondo gli analisti, potrebbero vedere le loro azioni salire fino al 40% nei prossimi mesi.
1) AppLovin
AppLovin non è famosa come Google o Meta, ma si sta facendo strada nel settore adtech. Da società focalizzata sul gaming mobile, si è trasformata in un colosso della pubblicità automatizzata. Il cuore del suo successo si chiama Axon, un motore di targeting basato su AI che abbina in tempo reale gli spazi pubblicitari più efficaci ai contenuti più rilevanti su app mobili e smart TV.
Nel primo trimestre 2025, AppLovin ha messo a segno una crescita del fatturato del +40%, raggiungendo 1,4 miliardi di dollari, con utili in aumento del +149%. Axon non è solo un tool algoritmico ma è u vero e proprio asset strategico per i brand in cerca di ritorni pubblicitari misurabili, in un contesto dove la visibilità non basta più. Anche SparkLabs, il braccio creativo interno, sfrutta l’AI generativa per realizzare annunci su misura, rafforzando l’efficacia della piattaforma.
Il prezzo attuale del titolo è di circa 364 dollari, ma secondo le stime di Wall Street può raggiungere 470 dollari nei prossimi mesi. Un potenziale +29%, che diventa ancora più interessante se si considera che gli utili attesi crescono al ritmo del +55% annuo fino al 2026. Questo titolo è ideale per chi crede nell’impatto dell’AI nel marketing digitale.
2) HubSpot
HubSpot è sempre stata l’alternativa “economica” per le imprese che non possono permettersi i costi e la complessità di Salesforce. Ma negli ultimi 12 mesi si è trasformata e oggi è una tech company con ambizioni AI-first. Il merito è di Breeze, il nuovo motore AI integrato nella piattaforma, capace di scrivere email, generare contenuti web, analizzare dati e offrire assistenza predittiva. In pratica, un copilot aziendale per vendite, marketing e customer care.
Recentemente, il CEO Yamini Rangan ha dichiarato che l’uso di Breeze è più che raddoppiato rispetto al trimestre precedente. In parallelo, la crescita degli abbonamenti a Content Hub è triplicata, segno che l’AI sta diventando un driver reale di conversione e fidelizzazione.
I numeri confermano questo trend: il fatturato è cresciuto del 16% su base annua, a 714 milioni di dollari. L’utile netto adjusted è salito del +6%, frenato solo da investimenti aggressivi nello sviluppo prodotto. Gli analisti vedono un target price di 750 dollari contro gli attuali 542 dollari, per un potenziale rialzo del 38%. Certo, la valutazione è un po’ tirata (66x gli utili), ma se l’adozione AI continua su questi ritmi, le stime potrebbero essere ancora conservative.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |