160 anni fa era una fabbrica di carta. Oggi è un’azienda tech famosa in tutto il mondo

P. F.

03/01/2026

Nata nell’Ottocento come fabbrica di carta, questa azienda finlandese ha dominato il settore della telefonia mobile per anni. Ecco qual è la sua storia.

160 anni fa era una fabbrica di carta. Oggi è un’azienda tech famosa in tutto il mondo

Nella storia della telefonia mobile, un posto tra i marchi più iconici va riservato sicuramente a Nokia. Come si possono dimenticare modelli di culto come il Nokia 3310, noto per essere un telefono “indistruttibile” e con cui si poteva giocare al celebre videogioco Snake? È stato acquistato da oltre 126 milioni di persone, contro i “soli” 70 milioni di iPhone venduti.

O ancora l’N70, il primo, vero progenitore degli smartphone che, grazie all’innovativo sistema operativo Symbian, ha introdotto sul mercato alcune funzioni pionieristiche per l’epoca, come la possibilità di ascoltare gli mp3 attraverso una scheda di memoria esterna e un comparto fotografico all’avanguardia.

Eppure, quando venne fondata nell’Ottocento, la società finlandese era una semplice fabbrica di cellulosa, la materia prima estratta da piante e alberi per produrre la carta.

L’origine di Nokia e l’ingresso nel settore della telecomunicazione

Le origini della società risalgono al 1865, anno in cui l’ingegnere minerario Fredrik Idestam fondò una cartiera nei pressi della città di Tampere. Nel 1868, poi, un secondo impianto venne fondato nella vicina città di Nokia, da cui l’azienda prenderà in seguito il suo nome ufficiale. L’arrivo di Eduard Polón, imprenditore e leader politico finlandese dei primi del Novecento, fu un momento cruciale per la nascita dell’odierna Nokia.

Dopo anni di resistenza al dominio russo sul territorio finlandese - pagati con l’esilio in Russia tra il 1916 e il 1917 - Polón ritornò in patria e fondò nel 1898, a Helsinki, la Finnish Rubber Factory, una fabbrica di gomma che riscosse grande successo grazie al boom della domanda durante la Prima guerra mondiale.

Nel 1918 la Finnish Rubber Factory acquisì la cartiera della città di Nokia. Fu allora che Polón ebbe un’intuizione decisiva: associare i suoi prodotti in gomma al nome di quel luogo, trasformandolo in un marchio distintivo destinato a imporsi a livello globale. Negli anni Venti prese così forma un gruppo industriale che, pur non essendo formalmente unito per motivi legali, operava di fatto come un’unica entità sotto la guida di Polón, considerato generalmente il vero fondatore della futura Nokia Corporation.

La svolta arrivò negli anni Sessanta, quando la Cable Factory, parte integrante del gruppo, sviluppò i primi prodotti elettronici e di telecomunicazione. Nel 1964 lanciò un telefono VHF e, nel 1971, il primo autoradiotelefono.

Pochi anni dopo, insieme alla finlandese Salora, Nokia fondò Mobira, società che sviluppò il servizio Nordic Mobile Telephone (NMT), la prima rete cellulare internazionale. Nel 1981, Nokia mise in commercio il suo primo telefono cellulare, il Nokia Mobira Senator.

Il dominio di Nokia negli anni Novanta e i primi Duemila

Il successo planetario di Nokia raggiunse il picco negli anni Novanta. Sotto la leadership di Jorma Ollila, la società decise di concentrarsi esclusivamente sul settore delle telecomunicazioni e della telefonia mobile, smantellando le attività storiche legate al legno, alla gomma, ai computer e ai televisori.

Nel 1991 fu lanciato il primo telefono Global System Mobile (GSM) - un sistema di telefonia mobile digitale - seguito poi dal Nokia 1011, il primo cellulare GSM tascabile. Nel 1996 arrivò il rivoluzionario Communicator, il primo telefono digitale integrato, mentre nel 1999 fu la volta del modello 7110, che rese possibile l’accesso a Internet tramite connessione WAP. Nei primi anni Duemila, Nokia consolidò la sua leadership grazie alla produzione di telefoni 3G e dei primi dispositivi touch-screen, diventando un colosso globale dal valore di oltre 200 miliardi di dollari.

Il declino con l’ascesa di iPhone e Android

Nel 2007, il lancio sul mercato del primo iPhone e dei dispositivi Android arrestò bruscamente l’ascesa della società finlandese che, in quel momento, era all’apice del successo (la sua quota di mercato superava il 40% e le sue azioni valevano fino a 40 euro). L’uscita di scena di Ollila, poi, peggiorò ulteriormente la situazione, trascinando la società in un periodo di profonda crisi. In tre anni, dal 2007 al 2010, la capitalizzazione di Borsa di Nokia crollò insieme al valore delle sue azioni, che persero circa il 70% del loro prezzo.

Per rilanciare il marchio, l’azienda nominò Stephen Elop come nuovo CEO nel 2010. L’amministratore delegato tentò di risollevare le sorti di Nokia con il lancio di una partnership con Microsoft. Nacquero così gli smartphone Lumia, basati su Windows Phone. Tuttavia, la strategia di Elop non portò i risultati sperati e, nel 2014, la storica divisione di telefonia mobile di Nokia fu venduta alla società di Bill Gates, segnando così la fine di un’epoca.

La rinascita di Nokia nel 2016

Un nuovo capitolo si aprì nel 2016, quando Nokia acquisì la compagnia di telecomunicazioni francese Alcatel-Lucent. Grazie all’operazione, la società finlandese riuscì a riprendersi, diventando un leader globale nello sviluppo di reti di nuova generazione grazie all’integrazione dei laboratori Bell Labs e lo sviluppo di numerosi brevetti.

Nello stesso anno, la finlandese HMD Global - fondata da alcuni ex manager di Nokia - riacquistò da Microsoft i diritti per la produzione di telefoni cellulari del marchio. Il rilancio arrivò con l’adozione del sistema Android One di Google e con il ritorno del leggendario Nokia 3310, a cui nel 2020 si affiancò il Nokia 8.3, il primo smartphone 5G dell’azienda.

Oggi Nokia resta un protagonista di primo piano nel settore delle telecomunicazioni, con un ruolo chiave nello sviluppo del 5G grazie a Nokia Networks. Dal 2020, sotto la guida di Pekka Lundmark, il gruppo ha consolidato la propria solidità economica e riaffermato la volontà di evitare gli errori del passato. Pur avendo perso il predominio nel mercato degli smartphone, Nokia continua a essere un punto di riferimento nelle infrastrutture digitali globali, forte di un patrimonio di innovazione che ha contribuito a scrivere la storia delle telecomunicazioni moderne.

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