10 milioni di posti di lavoro in meno nel 2020: è allarme in Europa

Sono 10 milioni i posti di lavoro in meno nel 2020 in Europa. A dare risalto al terribile trend negativo creato dall’emergenza Covid i recenti dati Eurostat.

10 milioni di posti di lavoro in meno nel 2020: è allarme in Europa

10 milioni di posti di lavoro in meno nel 2020 in Europa: è questo il dato allarmante messo in evidenza da Eurostat.

Il Covid sta mietendo vittime e non solo negli ospedali perché tra coloro che hanno perso il lavoro, inattivi e coloro che non hanno un’occupazione i dati del secondo semestre dell’anno dell’emergenza sono poco rassicuranti.

Intanto nel nostro Paese si sta correndo ai ripari, non tanto sul piano dell’occupazione, quanto sulla necessità di arginare primariamente il dilagare dell’epidemia.

Tra le misure che il governo sta mettendo in campo e che potrebbero essere licenziate già oggi con il nuovo DPCM anche quelle relative allo smart working. Si parlerebbe infatti, dalle prime indiscrezioni, di tornare a incentivare il lavoro agile per dipendenti pubblici e privati.

10 milioni di posti di lavoro persi: dati Eurostat

10 milioni di posti di lavoro persi in Europa con i dati che fotografano una situazione a dir poco allarmante. Come riporta Repubblica secondo l’Afi (Analistas financieros internacionales, società spagnola di analisi economica e finanziaria) la perdita di posti di lavoro a settembre raggiunge quota 10,7 milioni.

In particolare in questo numero enorme bisogna considerare non solo coloro che il lavoro lo hanno perso, ma anche gli inattivi. Questi ultimi sono coloro che seppur disposti a un’occupazione non la cercano più.

Gli inattivi in particolare in Europa sono passati da 5,6 milioni del secondo trimestre 2019 a 8,8 milioni dello stesso periodo 2020.

Secondo i dati Eurostat tra il primo e il secondo trimestre del 2020, dalle prime fasi della pandemia alla crisi vera e propria, sono passati da 4,9 milioni a 7,8 milioni coloro che non lavorano, ma non sono neanche in ferie, malattia o in cassa integrazione e che quindi solo in teoria possono considerarsi occupati, sono pertanto detti “assenti”. Non hanno alcuna giustificazione dunque, ma sono definiti lavoratori perché intervistati da Eurostat.

Tra gli assenti si trovano principalmente coloro che lavorano in autonomia, quei lavoratori che in Italia hanno la partita IVA, ma anche stagionali, precari con contratti a termine, lavoratori dello spettacolo.

Posti di lavoro persi in Europa: i Paesi più colpiti

Nei dati sui posti di lavoro persi in Europa tra i Paesi più colpiti spicca la Grecia. I dati infatti non lasciano ben sperare per molti Stati del Vecchio Continente.

In particolare in Grecia la percentuale dei lavoratori in meno sfiora il 40% e il Paese ellenico è seguito da Cipro, Spagna e Francia. Le ore di lavoro sono diminuite del 10% in Europa fino a raggiungere il 20% in Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro e Irlanda.

Sono aumentate nel 2020, come l’Italia ben dimostra, anche le ore di cassa integrazione. In generale si è registrato l’aumento dei lavoratori che hanno abbandonato il posto di lavoro e sono in cassa integrazione, nel solo 2020, tra il primo e secondo trimestre. I cassaintegrati sono passati da 2,4 a 19,3 milioni in piena pandemia.

Dati allarmanti che non rassicurano e neppure l’inverno alle porte, con l’aumento dei contagi in corsa, lascia ben sperare.

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