Ci sono ancora molte professioni che l’AI non può sostituire e tante altre in cui la sostituzione non conviene, ma questi lavori saranno obsoleti entro il 2030.
L’intelligenza artificiale non è ancora in grado di sostituire completamente buona parte delle professioni esistenti, per il momento almeno, e anche laddove può farlo non è sempre conveniente come si potrebbe pensare. Nonostante ciò, il continuo progresso dell’IA comporterà senza dubbio la fine, o la profonda trasformazione, di tutti quei lavori che svolgono compiti ripetitivi e mansioni automatizzabili, con una componente pratica, creativa ed emotiva nulla (o comunque che il mercato sarebbe disposto a sacrificare in virtù del risparmio di tempi e costi promesso dai computer).
D’altra parte, la stessa intelligenza artificiale favorisce la creazione di nuove professioni e spesso si limita a integrare il lavoro umano, pertanto non bisogna vederla come una fatalità, ma piuttosto come una spinta al cambiamento. Uno studio congiunto di OpenAI e Microsoft ha evidenziato proprio che l’intelligenza artificiale avrà effetti molto variegati sui diversi lavori, per quanto almeno 10 dei quali sono ad altissimo rischio di sostituzione. Addirittura, secondo anche altri approfondimenti come quello del World Economic Forum, alcune di queste professioni scompariranno entro il 2030.
10 lavori che l’AI renderà obsoleti entro il 2030
Lo studio “Working with AI: Measuring the Occupational Implications of Generative AI” di OpenAI e Microsoft ritiene che questi siano i 10 lavori più a rischio di sostituzione dall’IA:
- interpreti, insegnanti di lingue e traduttori;
- storici;
- consulenti di viaggi;
- trader di borsa;
- giornalista/editor;
- statisti e ricercatori di mercato;
- data scientist e informatici;
- consulenti finanziari;
- sviluppatori di database;
- consulenti di gestione.
L’analisi del World Economic Forum ritiene invece che siano queste le professioni maggiormente a rischio, comunque considerate anche dallo studio precedentemente citato:
- impiegati postali;
- sportelli bancari;
- operatori di data entry;
- cassieri e biglietterie;
- assistenti amministrativi ed esecutivi;
- lavoratori nel settore della stampa;
- ragionieri e impiegati;
- documenti sui materiali e addetti al magazzino;
- addetti e conduttori dei trasporti;
- commercianti nelle case e venditori ambulanti;
- grafici;
- periti e ispettori;
- consulenti legali;
- operatori di telemarketing.
Il filo conduttore è evidente, si tratta di professioni basate prevalentemente su compiti che possono essere digitalizzati e automatizzati, perdendo il valore aggiunto umano ma guadagnando tempo, costo e precisione. È quindi assai probabile che buona parte di questi lavori sarà considerata obsoleta già nel 2030, ma non vuol dire che questa sia una data di scadenza.
Nulla assicura che i consumatori preferiscano i servizi forniti dell’IA, per lo stesso motivo che porta tantissime persone ad acquistare le caffettiere nonostante gli avanzati elettrodomestici in commercio, le borse fatte a mano anziché destinate alla grande distribuzione. Gli studi mostrano infatti che il fattore culturale è un ostacolo considerevole all’uso dell’IA in alcuni settori professionali, per non parlare delle barriere economiche.
Le professioni più ricercate dal 2030 dovrebbero invece essere:
* specialisti dei Big Data;
- ingegneri FinTech;
- specialisti di intelligenza artificiale e machine learning;
- sviluppatori di software e applicazioni;
- specialisti nella gestione della sicurezza;
- specialisti del data warehouse;
- specialisti in veicoli autonomi ed elettrici;
- progettisti di UI e UX;
- autisti di autocarri leggeri e corrieri;
- specialisti dell’Internet delle cose;
- analisti e scienziati dei dati;
- ingegneri ambientali;
- analisti della sicurezza informatica;
- ingegneri DevOps;
- ingegneri delle energie rinnovabili.
Chi è al sicuro (e chi no)
Le caratteristiche comuni ai lavori più a rischio sono l’alto livello di istruzione, forte digitalizzazione e compiti analitici. Tra i lavori più sicuri, invece, ci sono quelli basati prevalentemente su compiti manuali e tecnici, come:
- agricoltori;
- infermieri;
- artigiano;
- vigili del fuoco;
- operai edile;
- carpentieri;
- addetti alle pulizie;
- costruttori stradali.
Ma anche in questo caso si parla soltanto di probabilità o comunque cambiamenti parziali. Non si può certo negare che in futuro l’IA potrà efficacemente essere associata alla robotica per assolvere anche alle funzioni manuali, così come l’interazione umana resterà una componente insostituibile per lavoratori come cassieri e consulenti. La strada più verosimile (e auspicabile) è di fatto quella della maggiore integrazione dell’IA nel mondo del lavoro, sollevando i professionisti dalle fatiche superflue e permettendo loro di dedicare le proprie energie all’unico contributo umano.