Piazza Affari, 10 azioni da dividendi con rendimento fino al 17%

Claudia Cervi

25/11/2025

Queste sono le azioni italiane con i dividendi più alti nel 2025 e rendimenti a doppia cifra che fanno invidia ai colossi di Wall Street.

Piazza Affari, 10 azioni da dividendi con rendimento fino al 17%

Nel 2025 il tema dei dividendi ad alto rendimento resta uno dei più seguiti dagli investitori di Piazza Affari. Non solo perché chi investe cerca stabilità in un mercato che continua a muoversi a scatti, ma anche perché il contesto macro lo impone: i tassi stanno scendendo, la crescita europea rallenta e la volatilità è diventata la normalità. In questo scenario, le cedole tornano a essere un’ancora, spesso più preziosa delle performance dei prezzi.

La vera sorpresa è che i rendimenti più interessanti non arrivano più soltanto dalle big del FTSE Mib. Il 2025 è l’anno in cui banche di medie dimensioni, small cap industriali e persino titoli Growth hanno messo sul piatto dividendi che fino a poco fa sembravano fuori scala. Ma è fondamentale leggere questi numeri con lucidità: ci sono società con una lunga storia di dividendi sostenibili e utili in crescita, e altre in cui il dividend yield esplode perché il titolo è rimasto indietro o perché la cedola include proventi straordinari.

Ed è proprio qui che si gioca la vera partita dell’investitore. Per questo abbiamo selezionato le 10 azioni italiane con i dividendi più alti del 2025, tutte con cedole effettivamente distribuite nell’anno: una guida chiara alle opportunità reali di reddito oggi disponibili sul mercato.

Top 10 titoli italiani per dividendo 2025

Titolo Ultimo prezzo Dividendo 2025 Dividend Yield
1 Growens 2,20 0,38 (straordinario) 17,2%
2 MPS – Monte dei Paschi di Siena 8,35 0,86 10,3%
3 Magis 9,50 0,92 9,7%
4 Banca IFIS 24,00 2,12 (0,92 + 1,20 acconto) 8,8%
5 MFE – MediaForEurope A 3,10 0,27 8,7%
6 FILA 4,65 0,40 8,6%
7 Banca Profilo 0,15 0,0128 8,4%
8 Banco BPM 9,60 0,80 8,3%
9 Esprinet 5,90 0,40 6,8%
10 Eni 14,90 0,50 6,7%

1) Growens

Growens è probabilmente il titolo più discusso tra quelli ad alto dividendo del 2025. Nel segmento Growth raramente si vedono cedole così elevate. Infatti il rendimento esplosivo non arriva da un dividendo “normale”, ma da una distribuzione straordinaria legata alla cessione di alcune attività del gruppo. L’operazione ha generato un flusso di cassa che ha spinto lo yield oltre il 17%.

Growens è un’azienda solida che opera nel digital marketing e nelle soluzioni cloud, ma il 2025 è un anno eccezionale. Il titolo ha vissuto una fase di compressione delle valutazioni, quindi la cedola ha amplificato un effetto prezzo già contenuto. È un rendimento interessante, ma non ripetibile ogni anno: il 2025 segna un evento eccezionale, non una politica stabile.

2) Monte dei Paschi di Siena (MPS)

Il ritorno di MPS ai dividendi è uno dei segnali più importanti del 2025 per tutto il settore bancario italiano. Dopo anni difficili, la banca più antica del mondo mostra un recupero sorprendente e distribuisce 0,86 euro per azione, portando il rendimento oltre il 10%.

È un messaggio forte per il mercato. Gli utili sono in miglioramento, i costi sotto controllo e la qualità del credito più solida. Parte dello yield elevato dipende ancora da un prezzo più basso rispetto ai livelli storici, ma il mercato ha ricominciato a guardare MPS con occhi diversi. Il 2025 è un anno spartiacque: la cedola torna a essere un pilastro della strategia del gruppo.

3) Magis

Magis è una delle sorprese del listino Growth, con un dividendo di 0,92 euro per azione ha generato un rendimento vicino al 10%. La società opera in un business industriale di nicchia con buona marginalità e un track record di crescita disciplinata. Lo yield elevato è legato sia alla cedola importante sia alla capitalizzazione contenuta, tipica delle società del segmento. Per gli investitori è un titolo che offre una combinazione interessante di potenziale crescita e rendimenti da dividendo.

4) Banca IFIS

Banca IFIS si conferma nel 2025 come una delle protagoniste assolute delle “azioni da dividendo” italiane. Con un totale di 2,12 euro distribuiti tra dividendo ordinario e acconto, il rendimento supera l’8% e si posiziona tra i più alti del mercato.

La banca è specializzata nella gestione e nell’acquisto di crediti e nel finanziamento alle PMI, un settore redditizio ma più volatile rispetto al retail tradizionale. Gli utili solidi, il capitale ben sopra i requisiti regolamentari e il modello di business genera cassa sufficiente per sostenere payout importanti. È un titolo molto amato dagli income investor, ma richiede consapevolezza che a un rendimento alto corrisponde volatilità altrettanto alta.

5) MFE – MediaForEurope A

MFE continua a essere un punto di riferimento per chi cerca dividendi solidi, anche in un settore complesso come quello dei media. Con una cedola di 0,27 euro, il rendimento è vicino al 9%. Negli ultimi anni, la trasformazione verso piattaforme europee integrate ha stabilizzato i flussi di cassa, permettendo politiche di payout generose. Il titolo resta però sensibile all’andamento del mercato pubblicitario, che segue da vicino il ciclo economico.

6) FILA

FILA rimane una delle small cap italiane più interessanti per chi cerca dividendi regolari. La cedola di 0,40 euro porta lo yield oltre l’8%. Il settore scuola, arte e creatività è un comparto più resiliente di quanto sembri, ma comunque legato ai consumi globali. Negli ultimi anni l’azienda ha consolidato margini, ridotto il debito e migliorato la struttura dei costi, rafforzando la capacità di generare cassa. Il 2025 conferma una linea di continuità, con un dividendo solido, ma senza eccessi.

7) Banca Profilo

Banca Profilo è una piccola realtà finanziaria che nel 2025 offre un rendimento sopra l’8%, grazie a una cedola che, rapportata al prezzo contenuto, diventa particolarmente interessante ed è pari a 0,0128 euro. Il modello di business ruota attorno al private banking e ai servizi di investimento, segmenti che generano margini elevati ma richiedono continuità nei risultati. Come tutte le small cap finanziarie, il titolo è più volatile e meno liquido rispetto alle grandi banche e questo aumenta il rischio percepito dal mercato.

8) Banco BPM

Banco BPM è uno dei titoli più solidi tra le banche italiane quando si parla di dividendi. La cedola da 0,80 euro porta il rendimento oltre l’8%, confermando una politica di remunerazione generosa sostenuta da margini in crescita e un capitale robusto. Gli effetti dei tassi elevati hanno gonfiato i profitti degli ultimi esercizi, e la banca ha scelto di reinvestire una parte di questa forza nella distribuzione agli azionisti. Il consolidamento del settore bancario resta un tema caldo, e BPM è spesso citata tra i possibili protagonisti. Il rendimento è attraente, ma il futuro dipenderà molto dall’evoluzione del quadro macro e dei tassi BCE.

9) Esprinet

Esprinet resta un caso molto interessante per chi vuole un’esposizione alla tecnologia senza rinunciare al dividendo. Nel 2025 la società distribuisce 0,40 euro per azione, pari a un yield del 6,8%. Il business è ciclico, e il settore IT dipende dal ritmo degli investimenti aziendali, ma Esprinet mantiene una leadership consolidata in Italia e Spagna. La diversificazione del catalogo e la capacità di adattarsi ai cicli del mercato hanno permesso alla società di preservare margini e cassa. Il dividendo aiuta a bilanciare la volatilità, rendendo il titolo un’opzione credibile nel panorama tecnologico italiano.

10) Eni

Eni continua a rappresentare una delle certezze del mercato italiano per chi punta ai dividendi. Con almeno 0,50 euro già distribuiti nel 2025 e un rendimento vicino al 7%, il titolo si conferma una delle blue chip più affidabili. Il business energetico resta esposto alla volatilità dei prezzi del petrolio e del gas, ma la società ha ormai un modello più diversificato che integra gas, rinnovabili e strategie di transizione energetica. Questo permette una generazione di cassa più stabile, sufficiente a mantenere una politica di payout molto competitiva. Una delle cedole più solide e prevedibili del listino.

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