Un altro Paese adotta l’euro come moneta unica nazionale a partire dal nuovo anno. Ecco cosa c’è da sapere.
C’è un importante cambiamento in arrivo in Europa. Un nuovo Paese europeo passa all’euro dal 1° gennaio 2026, semplificando ulteriormente le transazioni economiche nell’area e soprattutto rendendo ancora più facile viaggiare lì. Lo Stato in questione è peraltro una meta molto apprezzata dai viaggiatori europei, che potrà ora beneficiare di maggiore integrazione, oltre che di una nuova stabilità economica. Il Paese che compie questo grande passaggio è la Bulgaria, membro dell’Unione europea da quasi 19 anni che ora diventa il 21° Paese con la moneta unica.
La Bulgaria passa all’euro dal 1° gennaio
L’adesione della Bulgaria all’area dell’euro è stata approvata dal Consiglio dell’Unione europea l’8 luglio 2025. Contestualmente è stato fissato anche il tasso di conversione ufficiale del lev bulgaro a 1,95583 lev (BGN) per 1 euro (EUR). Bisogna quindi adoperarsi per cambiare banconote e monete in tempo. Nel dettaglio, la generalità del pubblico può convertire la valuta gratuitamente al cosiddetto valore di parità (il tasso di conversione citato) dal 1° gennaio al 2 marzo 2026. È importante gestire bene i tempi perché è previsto un massimale giornaliero. Nel Belpaese, come comunicato dalla Banca d’Italia, è permesso un cambio massimo di 2.000 lev a persona (circa 1.000 euro) al giorno presso le filiali della Banca d’Italia di:
- Milano;
- Bologna;
- Roma Sede;
- Napoli;
- Catanzaro.
Analoghe soluzioni per cambiare il denaro sono previste ovviamente anche dalle altre Banche centrali dell’Unione europea, compresa quella bulgara, per consentire il passaggio nella maniera più rapida e agevole possibile. Sono inoltre previste regole speciali per le utenze istituzionali con conti presso la Banca d’Italia, che in Italia possono effettuare la conversione in euro esclusivamente presso la sede di Roma CDM (Centro Donato Menichella).
Come previsto dagli Accordi europei di cambio (Aec II), la Banca centrale europea (BCE) e la Българска народна банка (Banca nazionale di Bulgaria stanno seguendo l’andamento del lev nei confronti dell’euro sul mercato valutario fino al 1° gennaio 2026. A quella data entrerà in vigore la modifica del Regolamento CE n. 2866/98, con cui si prevede proprio il tasso di conversione del lev. Dall’inizio del nuovo anno, quindi, sarà possibile recarsi presso le citate filiali della Banca d’Italia per ricevere gratuitamente il controvalore dei lev. Ci saranno così più di 6,4 milioni di cittadini europei a utilizzare l’euro come moneta, rafforzando la coesione economica dell’Unione europea, ma suscitando anche delle preoccupazioni.
Un grosso cambiamento per la Bulgaria
L’ingresso nell’Unione europea non comporta necessariamente l’addio alla propria moneta nazionale, tant’è che dal nuovo anno resteranno comunque ben 6 Paesi comunitari che conservano la valuta nazionale. Si tratta nel dettaglio di:
- Ungheria (fiorino ungherese);
- Repubblica Ceca (corona ceca);
- Polonia (zloty polacco);
- Romania (leu romeno);
- Svezia (corona svedese);
- Danimarca (corona danese).
La Bulgaria è quindi lo Stato più recente a unirsi alla moneta unica, con il parere favorevole di Bruxelles. Per l’adesione, infatti, Sofia ha dovuto dare prima dimostrazione di rientrare in alcuni parametri richiesti per l’ingresso nella zona Euro, vale a dire:
- economia stabile;
- debito pubblico sotto il 60% del Pil;
- bassa inflazione.
Ciò non significa comunque che manchino le preoccupazioni, considerando che la Bulgaria rimane ancora il Paese dell’Ue con la più alta percentuale di persone a rischio di povertà e/o esclusione sociale. D’altra parte, l’unione della Bulgaria all’area Euro è motivo di rafforzamento dell’intera economia europea, grazie all’aumento della stabilità e alla semplificazione delle transazioni. Un toccasana anche per il turismo, con viaggi più facili da gestire e meno difficoltà per i commercianti. In proposito, la Banca centrale europea ha scritto:
Il cambiamento può suscitare domande e preoccupazioni. Tuttavia, la Bce e le autorità nazionali stanno lavorando in stretta collaborazione per garantire che la transizione avvenga senza intoppi per tutti, con un’attenta pianificazione e una forte attenzione alla stabilità dei prezzi.
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