Ultimi giorni del mese e ultime, residue emissioni sovrane di marzo, incluse quelle del Dipartimento del Tesoro MEF. In chiusura della scorsa settimana, infatti, il Ministero ha diffuso il Comunicato relativo ai nuovi titoli in arrivo mercoledì 26. Nello specifico ci sarà la doppia asta di 1 BTP Short Term e 1 BTP indicizzato per proteggere il potere d’acquisto del capitale ivi confluito.
Presentiamo i dati tecnici delle due obbligazioni e i rispettivi punti di forza.
Il titolo del Tesoro con 2 anni di vita residua
Il prestito obbligazionario a scadenza più corta è il BTP Short Term che verrà rimborsato il 25/02/’27. Usando la fantasia potremmo definirlo una sorta di BOT ibrido di cui ne imita la breve durata ma non l’essere uno zero coupon, dato che lo Short Term prevede un flusso cedolare semestrale.
L’ISIN di riconoscimento è l’IT0005633794, con data emissione 30/01/’25 (giorni dietimi: 31) per il quale siamo giunti alla 5° tranche. L’importo offerto è racchiuso nel range 2,5-3 mld di €, e in 0,600 quello dell’asta supplementare. La cedola lorda annua è del 2,55% e la prossima data di stacco è il 25/08/’25. Venerdì 21 il titolo ha chiuso a 100,32, per un rendimento effettivo a scadenza del 2,39%, mentre mercoledì 26 scopriremo quello di aggiudicazione della nuova tranche. A grandi linee non dovrebbe discostarsi più di tanto da quello già in circolazione.
Il BTP Short Termin alternativa alle somme libere
A chi potrebbe interessare maggiormente un bond di Stato come lo Short Term? Forse a chi cerca soprattutto stabilità dei prezzi sul MOT, garanzia sovrana, un rendimento nominale positivo, liquidità dello strumento e breve durata. In larga parte sono gli stessi pro ravvisabili per il BOT, per cui la “destinazioni d’uso” del BTP Fx 2.55% potrebbe sovrapporsi a quella del primo.
Detta diversamente, il BTP Fx 2.55% potrebbe rappresentare un’alternativa al parcheggio della liquidità di breve-medio termine. Si trasformerebbe in fruttifero il relativo tempo d’attesa, mettendo tuttavia in conto che la certezza assoluta del valore 100 è solo a scadenza. Al riguardo, la duration modificata è dell’1,84 e finora sul mercato secondario il titolo ha segnato un minimo a 99,95 e un massimo a 101,09. In definitiva, è plausibile ritenere che i prezzi ruoteranno grosso modo intorno a 100 da qui a scadenza.
Il BTP€i 5 anni ma durata residua inferiore
L’altra obbligazione di Stato in corso di emissione e per il quale ci sarà l’asta della 23° tranche (offerta tra 1 e 1,5 mld di €) è il BTP€i 5 anni con matricola identificativa IT0005543803. Si tratta di un titolo di Stato indicizzato al tasso di inflazione europea attraverso l’indice dei prezzi al consumo IAPC, con i prezzi del tabacco esclusi. La loro durata è in genere compresa tra i 5 e i 30 anni e difatti questo bond in origine era a 5 anni. Esso ha data emissione 26/04/’23 (giorni dietimi: 133) e data rimborso al 15/05/’29, per cui ha vita residua di poco superiore ai 4 anni. La cedola annua è dell’1,50% lordo, che scende all’1,3125% al netto della ritenuta fiscale del 12,50%.
Anche qui il prezzo del titolo sul mercato secondario è sopra cento, a 101,99 alla chiusura della scorsa ottava. Invece il minimo e il massimo annuo sono stati, nell’ordine, a 100,75 e a 103, mentre la duration modificata è del 2,91.
1 BTP Short Term e 1 BTP indicizzato per proteggere il potere d’acquisto del capitale
Tuttavia, il punto di forza sta nella sua capacità di proteggere il capitale dall’erosione del potere d’acquisto generato dall’inflazione. Obbligazioni come il BTP Italia o il BTP€i rivalutano infatti semestralmente cedole e capitale da rimborsare a scadenza. La differenza è che il BTP Italia tiene conto dell’inflazione nazionale certificata dall’ISTAT, mentre il BTP€i di quella dell’Eurozona e misurata dall’Eurostat.
Se si considera la recente impennata dei rendimenti obbligazionari si comprende meglio, ed indirettamente, l’importanza di simili bond. L’inflazione la davano per scomparsa da tempo, ma le aspettative dicono tutt’altro. Nel futuro prossimo sono attese nuove emissioni sovrane sia in Europa che Oltreoceano a sostegno dei rispettivi programmi d’azione. Morale, il sostegno pubblico alla domanda aggregata non mancherà a beneficio del PIL, dell’occupazione e, purtroppo, anche dei prezzi.
Morale, chi punta a non vedersi erodere il capitale nel tempo potrebbe considerare prodotti d’investimento con simili logiche di funzionamento sottostanti.