TIM può salire del 48% dopo la cessione al fondo KKR (il 1 luglio)
Secondo gli analisti il titolo di Piazza Affari ha le carte in regola per salire ancora dopo il perfezionamento dell'operazione. Ecco cosa aspettarsi.
di Claudia Cervi
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I dati intraday possono essere differiti fino a 15 minuti e hanno solo scopo informativo.
Chiusura del 5 novembre 2026
TIM chiude la seduta del 5 novembre a 5,76 euro, in calo dell'1,00%, con la chiusura vicina ai minimi di giornata. Il titolo resta in un trend ribassista di medio periodo, con il prezzo sotto le medie a 50 e 200 sedute. Il rimbalzo di breve tiene invece sopra la media a 20 sedute, a 5,67. L'RSI a 14 sedute è a 40,1, in area di debolezza ma lontano dall'ipervenduto.
Il titolo ha aperto a 5,84, dentro il range della seduta precedente (chiusura a 5,82), e ha toccato un massimo di 5,91 e un minimo di 5,75. La chiusura a 5,76 è vicina ai minimi, segnale di pressione fino alla campana. I volumi, pari a 1.976.360 pezzi, sono sotto la media a 20 sedute di 3.683.370. Nella settimana TIM segna +0,09%, contro il +1,01% del FTSE MIB. Per la prossima seduta il primo supporto è in area 5,70, poi 5,65. Le resistenze sono a 5,86 e 5,97, con i massimi relativi a 5,85 e 5,91.
Il quadro di medio-lungo periodo resta debole. Il death cross tra le medie a 50 e 200 sedute si è formato 6 sedute fa, con il prezzo sotto la media a 100 sedute (7,18) e sotto quella a 200 (6,88). La regressione a 60 sedute ha pendenza di -0,73% al giorno con R² 0,81, e l'ADX a 45,7 indica un trend definito, con -DI a 26,6 sopra +DI a 17,3. Il MACD, a -0,220, resta sotto la linea del segnale (-0,298), ma l'istogramma positivo a 0,078 indica una pressione che si attenua.
Il massimo ribasso dell'ultimo anno è stato di -32,35%, tra il massimo a 52 settimane di 8,19 e il minimo di 4,66. Il primo ritracciamento di Fibonacci del movimento ribassista è a 6,48. Il ciclo dominante di circa 101 sedute è in fase ascendente e novembre ha storicamente una stagionalità positiva (+11,61% medio, 6 anni su 8): sono solo tendenze statistiche. Il beta a 0,52 indica una sensibilità ridotta al FTSE MIB.
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Commento alla seduta generato automaticamente sui dati di chiusura della seduta, supervisione a cura dell'Ufficio Studi di Money.it. Supporti e resistenze e altri indicatori sono calcolati a partire dai dati di mercato e non generati da AI.
Il presente testo ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza o sollecitazione all'investimento.
| Simbolo | TLIT |
|---|---|
| ISIN | IT0005712671 |
| Var. % | -0,56% |
| Apertura | - |
| Minimo oggi | - |
| Massimo oggi | - |
| Ultima chiusura | 5,729 |
| Minimo 52 sett. | 4,6840000152588 |
| Massimo 52 sett. | 8,1389999389648 |
| Resistenza 2 | 5,97 |
|---|---|
| Resistenza 1 | 5,86 |
| Prezzo di chiusura | 5,76 |
| Supporto 1 | 5,70 |
| Supporto 2 | 5,65 |
| RSI (14) | 40,1 |
| Volatilità media giornaliera (20 sedute) | 1,59% |
| Titolo / FTSE MIB a una settimana | +0,09% / +1,01% |
| Media mobile 50 sedute | 6,62 |
| Media mobile 200 sedute | 6,88 |
| MACD / segnale | -0,220 / -0,298 |
| ADX (14) | 45,7 |
| Bande di Bollinger (20, 2) | 5,51 - 5,84 |
| Ciclo dominante | 101 sedute, fase ascendente |
| Beta con il FTSE MIB (1 anno) | 0,52 |
Dati di chiusura del 5 novembre 2026. Supporti e resistenze calcolati con i pivot point classici sulla seduta.
Telecom Italia, che opera con il marchio TIM, è l’ex operatore storico delle telecomunicazioni in Italia, attivo nella telefonia fissa e mobile, nella banda larga e nei servizi digitali. Le azioni ordinarie sono negoziate su Euronext Milan con ticker TIT, quelle di risparmio con codice TITR.
Telecom Italia nasce nel 1994 dalla fusione della SIP con le altre società di telecomunicazioni del gruppo pubblico STET, tra cui Italcable e Iritel. Nel 1997 STET e Telecom Italia si fondono e la società viene privatizzata. Seguono anni di passaggi di controllo e di indebitamento elevato, legati alle scalate degli anni Novanta e Duemila. Dal 2016 il marchio commerciale è TIM; la sede è a Milano, con uffici principali anche a Roma.
Nel luglio 2024 TIM ha ceduto la rete fissa (NetCo, oggi FiberCop) a un consorzio guidato dal fondo statunitense KKR, con la partecipazione del Ministero dell’Economia, usando il ricavato per ridurre il debito. Il gruppo che resta in Borsa è un operatore di servizi:
Le attività in Argentina sono state cedute da tempo e la quotazione delle ADR a New York è stata chiusa. Nel 2025 Poste Italiane è diventata il primo azionista della società, rilevando tra l’altro la quota del gruppo francese Vivendi.
Sul titolo pesano la concorrenza sui prezzi nel mercato italiano della telefonia, il livello del debito residuo, il contributo del Brasile e l’andamento del real, le scelte del nuovo azionariato e le possibili operazioni di consolidamento tra operatori.
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