Piazza Affari a ottobre, le azioni migliori e peggiori del FTSE Mib. Due titoli guadagnano più dell’11%

Stefano Vozza

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Il saldo finale delle performance mensili azionarie mondiali è più negativo che positivo: si spera nel rally di Natale per recuperare terreno

Piazza Affari a ottobre, le azioni migliori e peggiori del FTSE Mib. Due titoli guadagnano più dell'11%

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Sui principali mercati azionari mondiali il mese di ottobre non è stato uno dei più rosei, né uno dei più brutti in assoluto. Diciamo che non sono mancate le correzioni di una certa rilevanza, e questo basta e avanza per rovinare il sonno a tanti investitori. Il riferimento è a chi aveva già posizioni aperte in principio, che spesso si è ritrovato con guadagni limati o con potenziali perdite nel peggiore dei casi. Discorso inverso per chi è invece liquido e intende impegnare il capitale, perché potrebbe acquistare a sconto.
Vediamo com’è andata a Piazza Affari, quindi, anticipando che hanno guadagnato più dell’11% in 1 mese queste 2 azioni e non sono Enel o Unicredit.

Le performance dei principali indici azionari mondiali

Partiamo dando un rapido sguardo a quanto è avvenuto in giro per il mondo, dicendo subito che il segno meno domina lo scenario. Tra i cali modesti incontriamo, tra gli altri (fonte: Investing.com), il WIG20 (Polonia) a –0,02%, l’S&P 500 a –0,93%, l’Euro Stoxx 50 a –2,20%, il FTSE Mib a –3,64%, l’Ibex 35 a –3,98% e il PSI a –4,04%.

A seguire c’è un gruppo di indici in calo tra il 5 e quasi il 10 percento. È il caso del Nikkei 225 a –5,19%, del Nasdaq a –5,30%, dell’Hang Seng a –5,36%, dell’austriaco ATX a –6,36%, del DJ Shanghai a –9,36%, del Bovespa a –9,88% e del turco Bist 100 a –9,94%.

Le perdite sono state pesanti e in doppia cifra, invece, per l’indice SZSE a –15,94%, per il coreano KOSPI a –16,19% e per l’indonesiano IDX Composite a –16,70%.

Passando ai segni più, alcuni esiti possono considerarsi trascurabili come nel caso del Budapest SE a +0,05%, del CAC 40 a +0,06% e dell’OMXS30 a +0,07%. Tra i rialzi modesti incontriamo invece il FTSE 100 a +1,17%, il Dow Jones a +1,70%, l’AEX a +1,75%, il DAX a +2,46% e il BEL 20 a +4,19%. Più convinti si sono rivelati i guadagni per lo svizzero SMI a +7,09%, per il russo RTSI a +14,82% e per l’indice della paura, l’S&P 500 VIX a +18,85%.

I settori mondiali più performanti e quelli più deludenti

Altrettanto interessante è capire quali sono i settori trainanti e quelli meno. L’analisi vale soprattutto per chi è alla ricerca di qualche fondo (attivo o passivo) che faccia da prodotto satellite accanto ai prodotti core di portafoglio. Tra i 4 indici settoriali mondiali più performanti di ottobre (fonte: justetf.com) c’è anzitutto quello dei servizi di pubblica utilità (MSCI World Utilities), salito del 9,94%. Meglio è andata per la salute (MSCI World Health Care) a +12,24%, ai beni di prima necessità (MSCI World Consumer Staples) +12,96% e all’energia (MSCI World Energy) a +14,47%.

A livello YTD, cioè dal 1° gennaio ad oggi, gli indici settoriali best performer si rivelano essere quelli dei beni di prima necessità (+20,55%), la salute (+22,06%), l’informatica (+26,29%) e l’energia (+61,86%).
Tra i peggiori del solo mese di ottobre troviamo il settore delle materie prime (MSCI World Materials) a +0,34%, dell’informatica (MSCI World Information Technology 20/35 Custom) a –5,38% e delle telecomunicazioni a –9,11%.

I titoli in ribasso e in rialzo a Piazza Affari

Ora concentriamoci su casa nostra e partiamo dai titoli del FTSE Mib che hanno perso valore nel corso del mese scorso. A dire il vero incontriamo solo 16 segni rossi e il resto (24) in verde, il che lascia ben sperare. Tra le perdite modeste incontriamo Moncler (–1,28%), Poste Italiane (–1,8%), Unipol (–2,37%), Amplifon (–3,33%), Banca Mediolanum (–3,58%), BPER (–3,78%), MPS (–4,01%) e Fineco (–4,65%).
Altri 4 titoli rientrano nel range dei titoli in calo tra il 5 e il 10 percento. È il caso di Mediobanca (–6,93%), Intesa (–6,94%), Unicredit (–7,36%) e Azimut (–8,39%). In doppia cifra, infine, gli storni di Banco BPM (–10,38%), Telecom (–10,44%), Prysmian (–14,95%) ed STMicroelectronics (–16,85%).

Tra i titoli che hanno chiuso ottobre con il segno più, invece, consideriamo solo quelli che hanno guadagnato almeno il 5%. Qui vi rientrano Enel (+5,90%), Buzzi (+5,97%), Stellantis (+6,68%), A2A (+7,08%), Diasorin (+7,56%), Italgas (+8,38%), Brunello Cucinelli (+8,43%) e Tenaris (+8,53%). Ancora meglio hanno fatto Avio (+9,01%), Leonardo (+9,22%), Snam (+9,68%) e Nexi (+9,72%). Tuttavia, lo scettro dei migliori rialzi del mese scorso appartiene a Eni (+12,17%) e a Inwit (+13,15%).

Hanno guadagnato più dell’11% in 1 mese queste 2 azioni e non sono Enel o Unicredit

Ora, al di là dei numeri servono le strategie, anche perché i primi attengono al passato mentre con le seconde si può costruire il futuro. E mentre il passato è un dato assodato, il futuro è un capitolo tutto da scrivere.

Premettiamo subito che non è compito nostro fare consulenza, non ci appartiene. Tuttavia, spendiamo qualche parola su un tema cruciale di ogni portafoglio: come si scelgono i prodotti satellite da affiancare al prodotto core? In primis non esagerando nel novero dei prodotti selezionati: commissioni, repliche e confusione sarebbero le prime conseguenze. Il processo più logico e lineare, invece, dovrebbe snodarsi in tre mosse. Primo, definire l’obiettivo da perseguire, tipo ricercare la crescita o la stabilità o la decorrelazione dell’asset satellite. Poi andrebbe verificata la composizione del prodotto gregario per accertarsi che i suoi sottostanti non siano già inclusi nel prodotto core. Va infatti ricercata l’integrazione, non la sovrapposizione. Infine, mai esagerando con il peso (cioè la quota di capitale ivi destinata sul totale investito) per non distorcere il cuore della strategia di base.

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