Il Dow Jones Industrial Average è il più antico indice azionario statunitense ancora calcolato: Charles Dow, fondatore del Wall Street Journal insieme a Edward Jones, lo pubblicò per la prima volta il 26 maggio 1896. Raggruppa 30 grandi società americane e nel grafico è indicato con il simbolo DJI.
Un indice ponderato per il prezzo
Il Dow Jones è un indice price weighted: si sommano i prezzi delle 30 azioni e si divide il totale per il cosiddetto divisore Dow, che viene corretto a ogni frazionamento, scorporo o cambio di componente per mantenere la continuità della serie. Ne deriva che un titolo con un prezzo unitario alto pesa più di uno con un prezzo basso, indipendentemente dalla dimensione della società. È la differenza principale rispetto all’S&P 500 e al Nasdaq, ponderati per la capitalizzazione.
L’indice è calcolato in dollari durante la seduta di Wall Street, dalle 9:30 alle 16:00 ora di New York, cioè in genere dalle 15:30 alle 22:00 italiane. Lo gestisce S&P Dow Jones Indices e i titoli sono scelti da un comitato, senza criteri numerici rigidi: contano reputazione, crescita costante e rappresentatività dell’economia americana. Trasporti e utility sono esclusi, perché hanno indici Dow Jones dedicati.
Le società del paniere
Nonostante il nome, il Dow Jones non è più un indice di industrie e non raccoglie solo titoli del NYSE: comprende anche società quotate al Nasdaq come Apple, Microsoft, Amazon e Nvidia. Quest’ultima è entrata nel novembre 2024 al posto di Intel, mentre General Electric era uscita nel 2018 dopo oltre un secolo di presenza.
Tra gli altri componenti figurano JPMorgan Chase, Goldman Sachs, UnitedHealth, Caterpillar, Boeing, Coca-Cola e McDonald’s. Sul Dow Jones sono quotati future e opzioni sul CME e l’ETF SPDR Dow Jones Industrial Average (DIA), che ne replica l’andamento.