Wall Street resta rialzista, ma luglio può cambiare lo scenario

Gerardo Marciano

23 Giugno 2026 - 18:00

I mercati USA restano vicini ai massimi. Ecco i livelli tecnici da monitorare per capire se luglio sarà una pausa o l’inizio di una correzione.

Wall Street resta rialzista, ma luglio può cambiare lo scenario

Da mesi gli operatori si interrogano su quando i mercati americani inizieranno una correzione significativa. La risposta non si trova nelle previsioni economiche né nelle dichiarazioni della Federal Reserve, ma nei livelli che il mercato stesso sta disegnando sui grafici. Da diverse settimane stiamo evidenziando come Wall Street continui a mostrare una forza sorprendente. Nonostante le tensioni geopolitiche, le incertezze sul quadro economico e le continue discussioni sulle prossime mosse della Federal Reserve, i principali indici americani hanno continuato a mantenersi vicino ai massimi.

Diciamo subito che, osservando le serie storiche, i rialzi dei tassi d’interesse non hanno quasi mai rappresentato un segnale immediato di ribasso per i mercati azionari. Al contrario, spesso sono stati interpretati come una conferma di un ciclo economico ancora in buona salute. Ciò che abbiamo analizzato più volte è invece un altro aspetto: storicamente i mercati tendono a mostrare maggiore debolezza dopo il primo taglio dei tassi da parte della banca centrale.

Come spesso accade a Wall Street, il mercato continua a salire proprio mentre molti operatori attendono una correzione che tarda ad arrivare. La storia insegna che i mercati raramente iniziano a scendere quando tutti se lo aspettano. Per questo motivo riteniamo che in questa fase sia più utile osservare il comportamento dei prezzi piuttosto che inseguire le numerose previsioni che quotidianamente vengono formulate dagli analisti.

Ma qual è realmente la probabilità che prevalga uno scenario rialzista o ribassista?

Si tratta di una valutazione difficile da effettuare con precisione. Esiste tuttavia un metodo che nelle serie storiche ha mostrato una buona affidabilità: l’analisi dei massimi e dei minimi strutturali. Parliamo di quei livelli di prezzo che permettono di individuare il passaggio da una tendenza rialzista, caratterizzata da massimi e minimi crescenti, a una fase ribassista, contraddistinta invece da massimi e minimi decrescenti.

Negli articoli precedenti avevamo evidenziato come il mese di giugno potesse chiudersi sui massimi e come la prima settimana di luglio potesse rappresentare un importante turning point temporale.

Perché la prima settimana di luglio potrebbe essere decisiva

Le nostre analisi cicliche e temporali continuano a indicare la prima settimana di luglio come una finestra temporale di elevata importanza. Questo non significa necessariamente che il mercato debba invertire la rotta proprio in quei giorni, ma che in quell’area temporale potrebbe iniziare a prendere forma il movimento destinato a caratterizzare buona parte del mese.
L’esperienza insegna che i turning point temporali non segnalano sempre un massimo o un minimo assoluto. Molto spesso identificano invece una fase nella quale aumenta la probabilità che il mercato cambi velocità, direzione o struttura. È proprio per questo motivo che riteniamo particolarmente importante monitorare con attenzione il comportamento degli indici americani nelle prossime settimane.

Perché i minimi e i massimi strutturali restano il riferimento principale

Lo studio dei massimi e dei minimi strutturali consente di individuare in anticipo le aree di prezzo dove il mercato potrebbe iniziare a modificare la propria direzione. Non si tratta di prevedere il futuro, ma di individuare i livelli oltre i quali aumentano le probabilità che una tendenza rialzista lasci spazio a una fase correttiva.
Vediamo quindi quali sono i livelli che, secondo lo studio dei grafici, se violati al ribasso potrebbero iniziare a modificare la direzione principale dei mercati nel breve termine.

I livelli da monitorare per Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq

Per il Dow Jones il livello di controllo di breve termine passa da 49.909,07 punti. Questo livello rappresenta uno degli ultimi supporti costruiti durante il movimento rialzista sviluppatosi nel mese di giugno. La sua tenuta continuerebbe a favorire la prosecuzione del trend in corso. La tendenza annuale, invece, resterebbe impostata al rialzo fino a quando non verrebbero violati al ribasso i 45.057,28 punti, corrispondenti ai minimi registrati nella settimana del 30 marzo.

Per l’S&P 500 il livello di breve termine si colloca a 7.237,85 punti. Anche in questo caso si tratta di un riferimento tecnico particolarmente importante perché coincide con l’area che ha sostenuto l’ultima accelerazione rialzista dell’indice. La struttura rialzista di lungo periodo continuerebbe a mantenersi intatta fino alla tenuta dei 6.316,91 punti, segnati durante la settimana del 30 marzo.

Sul Nasdaq Composite il livello da monitorare nel breve termine è posto a 28.196,90 punti. La permanenza delle quotazioni al di sopra di questa soglia manterrebbe il controllo nelle mani dei compratori. Il supporto che separa invece la tendenza rialzista annuale da una possibile inversione si trova a 22.841,41 punti.

Fino a quando terranno i minimi segnati tra l’8 e il 10 giugno, la tendenza di breve termine potrà continuare a rimanere rialzista e i massimi attuali potranno essere ulteriormente aggiornati. In questo scenario eventuali flessioni dovrebbero essere considerate come normali pause fisiologiche all’interno di un trend ancora positivo.

La violazione dei minimi di giugno rappresenterebbe invece il primo segnale di indebolimento della struttura rialzista di breve periodo. Non sarebbe ancora sufficiente per decretare l’inizio di un mercato ribassista, ma costituirebbe un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Un segnale ben più importante arriverebbe invece qualora venissero infranti i minimi registrati nella settimana del 30 marzo. In quel caso aumenterebbero sensibilmente le probabilità che sia in atto un cambiamento della tendenza principale e non una semplice fase correttiva.

Paradossalmente il rischio maggiore per i rialzisti potrebbe arrivare proprio mentre il consenso degli analisti continua a vedere nuovi massimi. Dopo mesi di crescita quasi ininterrotta, infatti, il mercato è diventato sempre più sensibile a eventuali prese di beneficio. In queste condizioni anche movimenti inizialmente contenuti potrebbero trasformarsi in correzioni più ampie.
Per il momento, tuttavia, i grafici continuano a favorire lo scenario rialzista. E questo è probabilmente il messaggio più importante che emerge dall’analisi dei prezzi: il trend non mostra ancora segnali evidenti di deterioramento, anche se la prudenza deve necessariamente aumentare man mano che le quotazioni si avvicinano a livelli sempre più elevati.

Se dovessimo sintetizzare l’intero scenario in una sola frase, diremmo che i mercati americani restano rialzisti fino a prova contraria. La prova contraria, però, non arriverà dalle dichiarazioni della Federal Reserve, dall’inflazione o dalle tensioni geopolitiche. Arriverà dai prezzi.

Saranno infatti proprio i livelli evidenziati in questa analisi a dirci se luglio rappresenterà soltanto una pausa all’interno del trend rialzista oppure l’inizio di una fase più complessa per Wall Street.
Ribadiamo infine un concetto fondamentale: lo studio dei grafici non fornisce certezze, ma mappe probabilistiche. Il nostro compito non è indovinare il futuro, bensì individuare in anticipo i livelli che potrebbero segnalare un cambiamento dello scenario. Al momento tali livelli sono ancora lontani, ma le prossime settimane potrebbero fornire indicazioni decisive sulla capacità dei mercati americani di proseguire la loro corsa.

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