Wall Street sui massimi. Il rally può continuare, ma dal 1898 arriva un segnale da non ignorare

Gerardo Marciano

17 Giugno 2026 - 11:29

Wall Street resta forte e punta a nuovi massimi, ma le serie storiche indicano una possibile correzione tra estate e autunno.

Wall Street sui massimi. Il rally può continuare, ma dal 1898 arriva un segnale da non ignorare

I mercati azionari americani continuano a segnare nuovi massimi storici e, almeno per il momento, sembrano ignorare ogni invito alla prudenza. Nonostante le aspettative di una correzione e le valutazioni elevate raggiunte da molti titoli, il trend rialzista continua a mostrare una forza sorprendente.

Uno degli elementi che meglio spiega questa resilienza è rappresentato dalle continue rotazioni settoriali. Quando un comparto rallenta, un altro prende il comando, consentendo agli indici di mantenere una struttura costruttiva. Proprio queste rotazioni stanno contribuendo a sostenere il rialzo e a rinviare quella correzione che molti operatori attendono ormai da mesi.

Se però l’analisi grafica continua a favorire i compratori, quella statistica e ciclica suggerisce di non abbassare la guardia.

Cosa suggeriscono le serie storiche dal 1898?

L’anno in corso coincide con il secondo anno del ciclo presidenziale americano, una fase che le nostre elaborazioni statistiche sui mercati statunitensi dal 1898 a oggi indicano come meno favorevole rispetto ad altre del quadriennio.

Storicamente, in questa fase si assiste spesso a una perdita di forza tra l’estate e l’autunno, con movimenti laterali o correttivi che tendono a svilupparsi tra settembre e ottobre.

Quest’anno, tuttavia, il mercato sta seguendo un percorso differente rispetto allo schema più ricorrente. I massimi annuali sono stati registrati nelle ultime settimane e le nostre statistiche mostrano che giugno e luglio non rientrano tra i mesi che più frequentemente ospitano il massimo annuale.

Per questo motivo, qualora si sviluppasse una correzione nelle prossime settimane, il massimo definitivo del 2026 potrebbe non essere ancora stato raggiunto. In tale scenario il mercato potrebbe attraversare una fase di consolidamento durante l’estate per poi tentare un nuovo allungo nella parte finale dell’anno, con dicembre che tornerebbe a essere uno dei candidati più probabili per la formazione del massimo annuale.

La struttura di maggio continua a trovare conferma

Un ulteriore elemento a favore dello scenario rialzista emerge dall’analisi della struttura grafica registrata nel mese di maggio.

Le elaborazioni effettuate sulle serie storiche dei mercati americani dal 1898 a oggi indicavano infatti che una configurazione analoga presentava elevate probabilità di assistere, nel mese successivo, alla formazione di minimi e massimi crescenti.

Si tratta di una configurazione che identifica una tendenza ancora costruttiva e che, almeno fino a questo momento, sta trovando piena conferma nell’andamento di Wall Street. Anche nel mese di giugno, infatti, gli indici continuano a disegnare una sequenza di minimi e massimi crescenti, rispettando quanto suggerito dai modelli statistici.

Per ora, quindi, il mercato continua a muoversi nella direzione indicata dalle nostre elaborazioni storiche.

Il segnale statistico che favorisce ancora il rialzo nel mese di giugno

Tra gli aspetti più interessanti emersi dalle nostre ricerche vi è la collocazione temporale del minimo mensile.
Le serie storiche mostrano infatti che quando il minimo del mese viene registrato nei primi 5-7 giorni di borsa aperta, aumenta la probabilità che il massimo del mese venga successivamente segnato nelle ultime sedute dello stesso mese.

In quest’ottica assume particolare importanza il minimo registrato il 10 giugno. Finché tale livello resterà intatto, le probabilità statistiche continueranno a favorire un’evoluzione positiva degli indici americani fino alla conclusione del mese.

Questo non significa necessariamente assistere ogni giorno a nuovi record storici, ma che la struttura probabilistica continua a premiare lo scenario rialzista.

Lo scenario più probabile per i prossimi mesi

L’analisi degli anni normalizzati, della stagionalità e delle serie storiche suggerisce uno scenario caratterizzato da una fase laterale durante l’estate e da una possibile correzione compresa tra il 7% e il 10% in direzione di ottobre.
Si tratta dello scenario che, allo stato attuale, presenta le maggiori convergenze statistiche. Tuttavia, il mercato continua a mantenere una struttura tecnica rialzista e, pertanto, eventuali segnali di debolezza dovranno prima trovare conferma nei prezzi.

I livelli da monitorare

L’analisi tecnica continua a mostrare una sequenza di minimi e massimi crescenti. Finché questa struttura non verrà compromessa, ogni fase di debolezza dovrà essere considerata una normale correzione all’interno di un trend primario ancora rialzista.

Il primo livello da monitorare per il medio termine rimane il minimo registrato nel mese di marzo. Soltanto una sua violazione al ribasso metterebbe seriamente in discussione l’attuale impostazione positiva del mercato.
Per il breve termine assume invece particolare rilevanza il minimo della settimana del 30 marzo. La sua tenuta manterrebbe intatto il quadro rialzista, mentre una sua rottura rappresenterebbe il primo segnale di deterioramento del trend.

Nel brevissimo periodo, infine, il livello più importante resta il minimo registrato il 10 giugno. È questo il pivot che nelle prossime settimane potrebbe fare la differenza tra la prosecuzione del rialzo e l’avvio di una fase correttiva più significativa.

Gli scenari più probabili

Scenario prevalente

  • I minimi registrati il 10 giugno continuano a reggere;
  • prosegue la sequenza di minimi e massimi crescenti;
  • aumenta la probabilità di assistere a ulteriori estensioni rialziste o a nuovi massimi entro la fine del mese.

Scenario alternativo

  • I minimi del 10 giugno vengono difesi;
  • il mercato entra in una fase laterale durante l’estate;
  • l’eventuale correzione viene rinviata ai mesi successivi.

Scenario di debolezza

  • Violazione dei minimi del 10 giugno;
  • aumento delle probabilità di una discesa verso i minimi della settimana del 30 marzo;
  • successiva rottura dei minimi di marzo che metterebbe in discussione il trend rialzista di medio termine.

Al momento, però, nessuno di questi segnali di debolezza è ancora presente. Anzi, la struttura grafica sviluppata a maggio, il comportamento registrato a giugno e la tenuta dei supporti continuano a favorire lo scenario rialzista delineato dalle elaborazioni statistiche effettuate sui mercati americani dal 1898 a oggi.
La statistica invita alla prudenza per la seconda parte dell’anno, ma il prezzo continua a premiare i compratori. E sui mercati, come sempre, sarà il prezzo ad avere l’ultima parola.