Zona gialla, verso restrizioni più severe?

Laura Pellegrini

1 Febbraio 2021 - 15:55

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Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri mette in guardia gli italiani: la zona gialla non è un liberi tutti. Nuove restrizioni potrebbero essere introdotte in qualsiasi momento.

Zona gialla, verso restrizioni più severe?

Intervenuto ai microfoni di Che Tempo Che Fa, il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri ha lanciato un monito agli italiani in merito alla zona gialla. Infatti, dal 1° febbraio 2021 sono ben 16 le Regioni in zona gialla, e ciò significa che quasi tutta Italia è soggetta alle restrizioni meno invasive (come libertà di spostamenti fuori Comune, ristoranti e bar con servizio al tavolo fino alle 18, musei aperti).

Ma essere in zona gialla non vuol dire liberi tutti. Lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza ha voluto sottolineare che questa fascia di colore non equivale a «scampato pericolo», ma necessita di tutte le cautele legate alla situazione di emergenza nella quale ci troviamo.

Arcuri ha anche sottolineato che “se cominciamo con gli assembramenti resteremo gialli per una o due settimane e poi torneremo a misure più dure”.

Zona gialla: previste misure più restrittive se rischio sale

Da Fazio il Commissario per l’emergenza ci ha tenuto a fare presente che, sebbene al momento l’andamento dell’epidemia in Italia sia sotto controllo, è essenziale non abbassare la guardia e continuare a rispettare con rigore le regole anti-contagio e le misure restrittive imposte.

Se noi dopo che ci siamo colorati di giallo ricominciamo a far finta di niente e assistiamo a scene come quelle che ho guardato in tv e sui siti con terrore, ha detto, perderemo di nuovo il controllo dell’epidemia perché il virus non è stato sconfitto”.

Nell’ultimo weekend, in attesa del passaggio in zona gialla, in molte città italiane, complice il bel tempo, l’aria di libertà imminente ha fatto sì che le vie dello shopping e le piazze più frequentate siano state prese d’assalto, facendo registrare pericolosi assembramenti. Situazioni come queste potrebbero vanificare i risultati delle misure introdotte da Natale e confermate con il successivo Dpcm, che stanno dando i loro frutti in questo periodo.

Arcuri ha invitato tutti a comportamenti responsabili, tenendo a mente che “non è ancora il momento di poter fare quella vita naturale che tutti sogniamo. Dobbiamo evitare gli assembramenti e fare di tutto per restare gialli”.

Anche perché, lo ricordiamo, se per la promozione in zona gialla sono necessari Rt inferiore a 1 e altri parametri in miglioramento per almeno due settimane, per tornare in zona arancione basta poco: se i dati peggiorano si può passare alla zona più restrittiva nel giro di una settimana.

Il punto sui vaccini

Sulla questione dei vaccini, Arcuri ha descritto il piano italiano: “Abbiamo iniziato con uno schema che prevedeva l’arrivo nel primo trimestre di 28,3 milioni di vaccini. Stiamo lavorando con uno schema che prevede nel primo trimestre l’arrivo di 11,2 milioni di vaccini, oltre il 60% in meno”. In questo momento, inoltre, in Italia risultano attivi “293 centri di somministrazione regionali”.

Il Commissario ha poi giustificato la questione dei ritardi di Pfizer e Moderna spiegando che “è stato immaginato di poter produrre una quantità di vaccini clamorosamente superiore all’attuale capacità produttiva. A fronte di un grande sforzo di capacità non è stato fatto da parte dei produttori un altrettante sforzo di implementazione dei siti produttivi”.

Attualmente, ha concluso Arcuri, “siamo il Paese d’Europa che ha più vaccinati. Sono 618 mila le persone vaccinate che hanno ricevuto la prima e la seconda dose”.

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