Zelensky sotto scacco dell’estrema destra ucraina: minacce al leader ucraino

Roberto Vivaldelli

01/09/2025

Zelensky deve fare i conti con le frange estremiste, contrarie a ogni possibile negoziato con la Federazione russa

Zelensky sotto scacco dell’estrema destra ucraina: minacce al leader ucraino

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si trova in una posizione sempre più precaria, non solo a causa della guerra con la Russia, che sta avanzando in tutto il Donbass, ma anche per le crescenti pressioni interne da parte di gruppi ultranazionalisti e neonazisti.

Una minaccia diretta arriva da Serhii Sternenko, ex leader del gruppo paramilitare di estrema destra Settore Destro a Odessa, che in un’intervista al Sunday Times ha avvertito: «Se Zelensky dovesse cedere un territorio non conquistato, sarebbe un cadavere, politicamente e poi anche fisicamente». Un monito che evidenzia il potere e l’influenza di frange estremiste all’interno del panorama politico ucraino, alimentate peraltro dal sostegno occidentale a gruppi radicali.

Chi è Serhii Sternenko?

Sternenko non è un semplice “attivista civile”, come descritto dal Times, ma un elemento radicale legata al Settore Destro, un’organizzazione di estrema destra nota per il suo ruolo nel massacro di Odessa del 2014, dove più di 40 manifestanti antigovernativi furono bruciati vivi nella Casa dei Sindacati. Secondo il politologo Ivan Katchanovski, i media ucraini hanno riportato che Sternenko, agente segreto dell’SBU (Servizio di Sicurezza dell’Ucraina), sarebbe stato pagato per attaccare politici dell’opposizione, minacciare giudici e condurre altre attività illegali. Nonostante il Settore Destro abbia pubblicamente ammesso il coinvolgimento nel massacro di Odessa, nessuna indagine ufficiale ha mai portato a condanne. Inoltre, nel 2018, Sternenko è stato coinvolto in un omicidio a Odessa, trasmesso in streaming sui suoi social media, ma l’SBU lo ha paradossalmente dichiarato vittima, evitando accuse.

L’ombra dell’estrema destra nella politica ucraina

Le parole di Sternenko riflettono una realtà inquietante: le forze ultranazionaliste e neonaziste, come Settore Destro e il Battaglione Azov, rappresentano una minaccia interna per Zelensky, soprattutto in vista di un possibile negoziato con la Russia. «Alla fine ci sarà un solo vincitore, la Russia o l’Ucraina», ha dichiarato Sternenko, sottolineando l’impossibilità di un compromesso e la necessità di combattere fino alla completa espulsione della Russia dal territorio ucraino. Una retorica riflette l’ideologia di gruppi che vedono nella lotta contro la Russia una missione esistenziale, alimentata da un nazionalismo radicale che trae ispirazione da figure controverse come Stepan Bandera, collaboratore nazista durante la Seconda Guerra Mondiale e oggi venerato come “Eroe dell’Ucraina”.

Il ruolo degli Stati Uniti e dell’Occidente

Secondo un recente articolo di The American Conservative, il sostegno occidentale, in particolare degli Stati Uniti, ha contribuito a rafforzare queste frange estremiste. Sin dal colpo di Stato del 2014, noto come “Rivoluzione di Maidan”, gli Stati Uniti hanno appoggiato gruppi ultranazionalisti per destabilizzare il governo filo-russo di Viktor Yanukovich.

La diplomazia statunitense, come rivelato da una conversazione intercettata dell’ex funzionaria Victoria Nuland, ha garantito posizioni di potere a leader di estrema destra come Oleh Tyahnybok di Svoboda. Inoltre, il Battaglione Azov, noto per i suoi simboli neonazisti, è stato integrato nella Guardia Nazionale ucraina e ha ricevuto finanziamenti e armi da Washington, nonostante le restrizioni iniziali.Questa politica ha avuto conseguenze paradossali: mentre gli Stati Uniti giustificano il loro intervento in Ucraina come una difesa della democrazia, hanno contribuito a creare un ambiente in cui gruppi estremisti prosperano. Oggi Azoz, ufficialmente noto come 12ª Brigata operazioni speciali «Azov», è pienamente inserito nell’esercito ucraino, inquadrato nella Guardia Nazionale dell’Ucraina sotto il controllo del Ministero degli Interni e può contare su membri in posizioni chiave come Oleksandr Alferov, direttore dell’Istituto della Memoria Nazionale.

Oggi questi gruppi ostacolano ogni possibile negoziato che Zelensky potrebbe voler intavolare con Russia e Stati Uniti per porre fine alla guerra. Ma, come avverte Graham Allison su The National Interest, l’Ucraina si trova di fronte a una scelta difficile: porre fine alla guerra e rischiare di cedere territorio oppure continuare a combattere e assorbire ulteriori perdite materiali, umane e territoriali.