Yuan: l’ultima mossa della Banca centrale cinese

La Banca popolare cinese è intervenuta per arginare il rally dello yuan: l’ultima mossa dell’istituto centrale mette in focus l’apprezzamento della valuta.

Yuan: l'ultima mossa della Banca centrale cinese

La Banca centrale cinese sta adottando misure per frenare il rally dello yuan.

A partire da oggi, lunedì 12 ottobre scatta il taglio dei margini di liquidità per le operazioni in valute estere. Una decisione che mira a tenere sotto controllo l’apprezzamento dello yuan e che ha sostenuto anche il rialzo delle azioni cinesi al nella giornata.

La Banca popolare cinese mette un freno allo yuan?

Lo yuan cinese è sceso lunedì dopo i recenti mesi di rally. La debolezza è stata innescata dopo che la Banca centrale ha effettuato interventi sulle regole per i trader in operazioni short. La vendita allo scoperto comporta la vendita di un’attività presa in prestito, che può essere un’azione o una valuta, con la prospettiva che si deprezzerà e possa essere riacquistata in seguito a un prezzo inferiore.

Nello specifico, le società finanziarie non avranno più bisogno di accantonare liquidità quando eseguono alcune operazioni in valuta estera. Il coefficiente di riserva obbligatoria del 20% è stato imposto nel 2018 e adesso è stato abolito. In questo modo è stata cancellata una regola che rendeva costoso scommettere sul ribasso dello yuan.

Nel comunicato ufficiale, la Banca centrale cinese ha dichiarato che “continuerà a garantire la flessibilità del tasso di cambio del RMB (renminbi) e a stabilizzare le aspettative di mercato, in modo da mantenere il tasso di cambio essenzialmente stabile a un livello di equilibrio flessibile”.

Khoon Goh, responsabile della ricerca asiatica presso Australia & New Zealand Banking Group Ltd. a Singapore, ha commentato:

“Vediamo ancora spazio per un ulteriore apprezzamento dello yuan, in particolare con il forte slancio di crescita della Cina, l’ampio differenziale di rendimento e i forti afflussi in parte dovuti all’inclusione nell’indice. Ma le autorità vogliono incoraggiare più flussi bidirezionali e la rimozione dell’obbligo di riserva aiuterà.”

Lo yuan ha guadagnato oltre il 6% rispetto al dollaro dalla fine di maggio, in gran parte spinto da un differenziale di rendimento favorevole tra la Cina e le altre principali economie. L’apprezzamento di venerdì 9 ottobre, per esempio, è stato sollecitato soprattutto dalla speculazione che lo sfidante democratico Joe Biden potrebbe vincere le elezioni degli Stati Uniti e migliorare le relazioni sino-americane.

La mossa della Banca centrale cinese ha innescato una flessione dello 0,6% nello yuan all’inizio degli scambi.

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