Wind Tre: al via processo di vendita delle torri in Italia?

Il progetto dovrebbe partire a marzo e prevede la creazione di una newco e la cessione di una quota di minoranza

Wind Tre: al via processo di vendita delle torri in Italia?

Prima lo scorporo di un ramo d’azienda e poi la cessione di una relativa quota di minoranza. Il processo di vendita delle torri Wind Tre in Italia dovrebbe prevedere questo iter, almeno secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, che ne ha scritto nell’edizione di sabato.

Stando alle indiscrezioni riportate dal quotidiano economico-finanziario, il processo sarebbe imminente e dovrebbe essere avviato già a marzo. Tra i possibili acquirenti? Fondi sovrani e infrastrutturali.

Al via il processo di vendita delle torri Wind Tre in Italia

Al processo di vendita delle torri Wind Tre in Italia, l’azionista Ck Hutchison Holdings starebbe già lavorando da tempo. E dopo aver valutato le varie ipotesi per concretizzare il piano di valorizzazione delle infrastrutture, sarebbe stata esclusa l’opzione che prevede la cessione dell’intera rete di torri nata dalla fusione tra Wind e Tre.

Nel dettaglio, dunque, il progetto che dovrebbe essere avviato già nel prossimo mese di marzo prevede lo scorporo di un ramo d’azienda con 7 mila torri e la creazione di una nuova società della quale verrebbe ceduta una quota di minoranza.

Un’operazione che, secondo il Sole 24 Ore, potrebbe allettare fondi sovrani e infrastrutturali. E Inwit? Secondo alcuni analisti, trattandosi della cessione di una quota di minoranza, è improbabile un suo interesse.

Si muove anche Cellnex

Già in passato, il gruppo aveva messo in campo un’operazione del genere. Nel 2015, infatti, venne ceduto un significativo portafoglio di torri Wind ad Abertis Tower, che pagò un corrispettivo di circa 693 milioni di euro. La società acquirente, divenuta poi Cellnex, è partecipata al 29,9% dalla famiglia Benetton attraverso ConnectT, che fa a capo a Edizione.

Intanto, proprio su Cellnex si concentrano le ulteriore indiscrezioni pubblicate dal Sole 24 Ore. La società sarebbe infatti in trattativa con Open Fiber per siglare un accordo non esclusivo relativo al collegamento in fibra delle proprie torri in Italia, circa 8 mila gestite da Galata.

Un passo ritenuto necessario e che, secondo gli analisti, rientrerebbe nell’ambito della rivoluzione del 5G.

Cosa avviene in Europa

Anche Vodafone non molto tempo fa ha manifestato l’interesse per una eventuale cessione delle sue torri presenti in Europa: circa 50 mila siti per un valore complessivo stimato intorno ai 12 miliardi di euro.

La questione delle torri è importante per tutti gli operatori che dovranno decidere come muoversi a livello europeo e non solo in Italia: opteranno per uno scorporo delle attività in ogni singolo Paese o venderanno il pacchetto completo?

La decisione potrebbe arrivare a breve, anche perché come ricordato da Mediobanca in un recente report, il 2019 si avvia ad essere l’anno della svolta in materia di rete unica e valorizzazione delle infrastrutture di rete.

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