WhatsApp dà avvio alla lotta contro le fake news

WhatsApp ha una nuova strategia per affrontare fake news e disinformazione durante le elezioni. I dettagli

WhatsApp dà avvio alla lotta contro le fake news

WhatsApp dà avvio alla lotta contro le fake news. L’app del gruppo Facebook ha scelto le imminenti elezioni in India - di scena in 6 date distinte tra l’11 aprile e il 19 maggio - per provare a combattere la disinformazione, e farlo partendo dalla volontà di verifica degli stessi elettori.

La piattaforma offre infatti ai suoi 200 milioni di utenti in India una linea aperta per l’invio di messaggi, immagini o video su cui si desidera chiedere una verifica. Da un ufficio informativo arriverà una pronta risposta, con l’indicazione del tipo di notizia a cui si è di fronte: vera, falsa, fuorviante o contestata.

Il servizio, chiamato Checkpoint, è stato creato grazie alla collaborazione con una startup del Paese, e sarà disponibile in inglese e quattro lingue indiane: hindi, telugu, bengali e malayalam.

La speranza di WhatsApp è che risulti utile ed efficace nella lotta contro le fake news, così da estendere subito la cosa anche in altri Paesi e per altre circostanze, elettorali e non. Lo scenario delle urne in India è visto come un vero e proprio test, cruciale per stabilire se i social media possono impedire la diffusione di bufale.

In una recente dichiarazione, la società ha evidenziato come la sfida alla disinformazione non possa essere risolta da un singolo, ma richieda un’inevitabile collaborazione di diverse realtà e organizzazioni.

WhatsApp dà avvio alla lotta contro le fake news

WhatsApp, Facebook e altri social come Twitter hanno già preso diverse misure per cercare di impedire la diffusione di fake news.

Tra queste rientrano una limitazione nell’inoltro di messaggi a campione, la disattivazione di account falsi, una maggiore chiarezza per gli utenti sulla natura della pubblicità politica e la collaborazione con siti web di fact-checking.

Eppure in India, che conta 900 milioni di votanti e oltre 560 milioni di utenti connessi, la battaglia dei colossi tech alla disinformazione potrebbe rivelarsi molto difficile; ancora più difficile considerando che sono gli stessi politici, molto spesso, a diffondere notizie false e tendenziose.

A inizio anno, WhatsApp ha mandato un avviso a tutti i partiti del Paese, segnalando che bloccherà i loro account se intraprenderanno attività che possono essere considerate “sospette”. Linea identica quella presa da Facebook, anche se più in ritardo rispetto al social dell’ad Chris Daniels.

Lo stesso WhatsApp è stato spinto al centro del dibattito sulle fake news in India lo scorso anno, quando bufale virali diffuse a partire dalla piattaforma hanno originato diversi episodi violenti.

La previsione è che lo scenario di disinformazione vada gradualmente a peggiorare in India con l’avvicinarsi del voto, che partirà l’11 aprile e durerà circa cinque settimane, concludendosi il 19 maggio.

Secondo la compagnia, il progetto contro la disinformazione può contribuire alla sicurezza delle elezioni, e scoraggiare molte persone dal condividere voci prive di fondamento. In più, garantirebbe anche la nascita di un vero e proprio case studies sulla disinformazione durante le elezioni.

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