Goldman Sachs avverte: i ribassi non sono finiti

Nonostante le politiche accomodanti delle banche centrali, i mercati azionari scenderanno ancora. Parola di Goldman Sachs.

Goldman Sachs avverte: i ribassi non sono finiti

Il mercato toro più lungo della storia è alle battute finali. A dirlo è David Kostin, n.1 per l’azionario statunitense di Goldman Sachs.

A dispetto delle recenti ondate di vendite, Wall Street è destinata perdere ulteriore terreno, nonostante le misure espansive già messe in campo (Federal Reserve e Bank of England), e che saranno approvate (BCE domani), dalle maggiori banche centrali.

Questo perché un costo del denaro minore non riuscirà ad arginare il “collasso” che, nel secondo e terzo trimestre, attende gli utili aziendali.

Wall Street: siamo a circa metà della discesa

“Dopo 11 anni caratterizzati da una crescita annualizzata degli utili del 13% e un +16% annualizzato (dei mercati, ndr), riteniamo che il mercato toro dello S&P500 finirà a breve”, riporta una nota elaborata da Kostin.

“Gli investitori nelle ultime settimane hanno ridotto la loro esposizione all’azionario senza però arrivare a quei livelli raggiunti nel corso di altre importanti correzioni nel ciclo”.

“Sia l’economia reale che il settore finanziario stanno mostrando acuti segnali di stress”, rileva l’esperto. “Le catene produttive sono state distrutte e la domanda finale è in calo in diversi settori, l’industria dei viaggi è in forte contrazione”.

Di conseguenza, l’esperto di Goldman Sachs ha tagliato la view di metà anno sullo S&P500 a 2.450 punti, circa 11 punti percentuali in meno rispetto ai livelli attuali. 11 punti percentuali sono anche il rosso registrato dall’indice principale di Wall Street nelle ultime cinque sedute (-17,45% rispetto a un mese fa).

Outlook Wall Street: ripartenza prevista nel secondo semestre

La view di Goldman Sachs si basa sul difficile momento che attende il comparto finanziario e quello energetico: il primo si trova a dover fronteggiare tassi di interesse più bassi, il secondo deve invece fare i conti con il crollo delle quotazioni petrolifere innescato dall’indebolimento della domanda e dalla guerra dei prezzi tra Arabia Saudita e Russia.

Kostin stima che nel corso della seconda parte dell’anno assisteremo ad una ripartenza che porterà lo S&P500 a chiudere l’anno a 3.200 punti, oltre il 15 per cento in più rispetto ai livelli attuali.

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