Vuoi investire meglio? Inizia guardando la tua età

Pietro Pisello

17 Febbraio 2026 - 07:32

Il modello di Burton Malkiel propone un’asset allocation che evolve con l’età, bilanciando rischio e stabilità nel tempo.

Vuoi investire meglio? Inizia guardando la tua età

Nei portafogli “fai da te” si riscontra spesso una scarsa coerenza tra le scelte di investimento, gli obiettivi personali e il reale profilo di rischio dell’investitore. C’è chi mantiene un atteggiamento eccessivamente prudente proprio nelle fasi in cui sarebbe opportuno assumere un po’ più di rischio, e chi invece adotta strategie troppo aggressive quando la propria situazione personale richiederebbe maggiore cautela.

Qual è allora la soluzione giusta? Una risposta univoca non esiste. Senza un’adeguata preparazione e senza una piena consapevolezza dei propri obiettivi, ogni decisione rischia di essere inefficace. Tuttavia, esiste un modello che prova a offrire una linea guida basata su un fattore tanto semplice quanto determinante: l’età.

È un concetto particolarmente interessante illustrato da Burton Malkiel nel suo libro «A spasso per Wall Street», dove il portafoglio non è qualcosa di statico, ma uno strumento dinamico che deve evolvere insieme alla persona che lo costruisce e lo gestisce.

La regola dell’età: il metodo di Burton Malkiel per costruire il portafoglio

Burton Malkiel, nel suo libro «A spasso per Wall Street», propone una linea guida semplice ma efficace per costruire un portafoglio di investimento.
L’idea di fondo è quella di puntare su strumenti ampiamente diversificati, come fondi comuni o ETF, evitando la selezione di singoli titoli. Il cuore della strategia è una corretta asset allocation, che però non deve essere statica. Al contrario, deve evolversi nel tempo, adattandosi all’età dell’investitore e alla sua fase di vita.
Il primo passo consiste nel determinare la quota di azionario da detenere in portafoglio, ossia la componente più volatile ma anche quella con maggior potenziale di rendimento nel lungo periodo.
La regola euristica proposta da Malkiel è estremamente semplice: Percentuale di azioni = 100 − età.
Ad esempio: a 30 anni = 70% azioni e 30% obbligazioni o altri strumenti meno rischiosi.
Semplice, vero?
L’obiettivo è massimizzare il rendimento nel lungo termine, mantenendo sotto controllo il rischio grazie alla diversificazione tra diverse classi di attivo.
Ma questa è solo la base. Vediamo ora quali altri principi completano l’approccio.

I portafogli modello di Malkiel: l’asset allocation che cambia con l’età

Partendo dalla regola “100 meno l’età” per determinare la quota azionaria, Burton Malkiel, nel suo libro A spasso per Wall Street, propone alcuni portafogli tipo costruiti in funzione delle diverse fasi della vita.
Una precisazione è necessaria: quando Malkiel include i beni immobili nell’asset allocation, non fa riferimento esclusivamente al loro acquisto diretto, ma anche ai REIT (Real Estate Investment Trust), strumenti quotati, fondi o ETF, che investono in un paniere diversificato di società immobiliari. Si tratta di una modalità efficiente e liquida per ottenere esposizione al settore real estate senza i vincoli operativi della gestione diretta.
Vediamo come può evolvere il portafoglio nel tempo.

A 25 anni: prevalenza della crescita.

In giovane età l’orizzonte temporale è lungo e la capacità di assorbire la volatilità dei mercati è maggiore. Eventuali perdite nel breve periodo possono essere recuperate nel tempo.
Un’allocazione coerente potrebbe essere:
• Azioni: 70%
• Obbligazioni: 15%
• Liquidità: 5%
• Beni immobili (REIT): 10%

L’obiettivo prioritario è la crescita del capitale.

Tra i 30 e i 40 anni: maggiore equilibrio.

Con l’aumentare delle responsabilità personali e professionali, può essere opportuno ridurre leggermente il rischio, pur mantenendo un’esposizione significativa all’azionario.
Una possibile allocazione:
• Azioni: 65%
• Obbligazioni: 20%
• Liquidità: 5%
• Beni immobili: 10%

In questa fase si ricerca un equilibrio più stabile tra crescita e protezione.

A 50 anni: riduzione progressiva del rischio.

Avvicinandosi alla fase pre-pensionistica, diventa centrale consolidare il patrimonio accumulato.
Una composizione più prudente potrebbe essere:
• Azioni: 55%
• Obbligazioni: 27,5%
• Liquidità: 5%
• Beni immobili: 12,5%

La componente obbligazionaria aumenta con l’obiettivo di attenuare la volatilità complessiva del portafoglio.

A 60 anni: protezione del capitale e reddito.

In prossimità della pensione, la priorità diventa preservare il capitale e favorire una maggiore prevedibilità dei flussi.
Un’allocazione coerente potrebbe essere:
• Azioni: 40%
• Obbligazioni: 35%
• Liquidità: 10%
• Beni immobili: 15%

La stabilità assume un ruolo centrale, pur mantenendo una quota azionaria utile a contrastare l’erosione dell’inflazione nel lungo periodo.
Il messaggio chiave è che non esiste un portafoglio universalmente corretto. Esiste, piuttosto, un’allocazione coerente con l’età, con gli obiettivi personali e con la fase della vita in cui ci si trova.
Modificare l’asset allocation nel tempo non rappresenta un cambio di rotta improvvisato, ma un processo naturale di adattamento.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.