Il punto sui mercati con Carlo Alberto De Casa (ActivTrades) il giorno dopo la conferenza stampa di Draghi. Focus su EURUSD, Oro e Petrolio.
Quali sono le prospettive per i mercati e per il cambio Euro Dollaro dopo le misure messe in campo dalla BCE e la conferenza stampa di Mario Draghi del 10 marzo 2016? E quali le prospettive per oro e petrolio per il resto dell’anno?
Lo abbiamo chiesto a Carlo Alberto De Casa, Chief Analyst presso ActivTrades.
La BCE è scesa in campo ieri annunciando misure importanti ma l’euforia si è poi spenta durante la conferenza stampa di Draghi con i grafici di borse Europee ed EURUSD che hanno invertito la rotta con decisione.
I mercati hanno avuto difficoltà a digerire tante informazioni tutte insieme o si è trattato solo di movimenti speculativi?
La volatilità è stata elevata sia sul fronte azionario che su quello valutario. Nel complesso abbiamo assistito ad una reazione relativamente strana da parte dei mercati, come se tutto fosse dato ormai per scontato (mentre invece le mosse di ieri di Draghi mi paiono decisamente non scontate, vanno al di là delle aspettative sotto diversi punti di vista).
La mia opinione è che si sia trattato, almeno in parte, di una reazione emotiva, come se i mercati si fossero resi conto che alla BCE, dopo le mosse di ieri, non restino molte altre cartucce da sparare.
Quali prospettive di medio termine ci sono sul cambio Euro-Dollaro dopo le nuove misure della BCE?
Nonostante il recupero verso l’area 1,11-1,12 non credo ci sia, almeno nel breve termine, spazio per molti altri rally da parte dell’euro. Di fatto ci troviamo in una fase dove le politiche monetarie delle due banche centrali (Fed e Bce, ndr.) sono fortemente divergenti, quindi reputo che la banda 1,05 – 1,15 possa continuare ad includere le quotazioni dell’euro-dollaro ancora per un certo periodo.
In questo caso possiamo pensare che la quotazione attuale dell’euro dollaro in qualche modo già includesse le aspettative per le mosse di Draghi (o almeno per una parte di esse) e per una Yellen sostanzialmente colomba nel 2016. Se la governatrice della Fed dovesse toccare i tassi quest’anno aumenterebbero le possibilità di un ulteriore rafforzamento del dollaro, con un conseguente avvicinamento alla parità.
Quanto è corretto a suo avviso che la BCE vada a comprare direttamente debito di aziende private ma solo oltre un certo livello di rating?
Non è una manovra distorsiva del mercato che peraltro avvantaggia solo le imprese già solide a sfavore di quelle in difficoltà?
In parte sì, chiaramente però la BCE non può esporsi in maniera eccessiva su questo fronte. Non dimentichiamoci che si tratta già di un’apertura decisamente più ampia di quella attesa alla vigilia. Non penso la cosa sia stata molto gradita ai falchi tedeschi…
L’oro è stato protagonista di un rally eccezionale nei primi 2 mesi del 2016 in concomitanza con una forte discesa delle quotazioni azionarie, qual è lo scenario che si prefigura per il resto dell’anno? Siamo all’inizio di un nuovo trend rialzista?
Pochi mesi fa parlavamo della possibilità di vedere l’oro in area 1.000. Lo scenario è cambiato rapidamente da inizio gennaio in poi, con forti acquisti in arrivo dal settore degli ETF (55 tonnellate a gennaio e circa 200 nel mese di febbraio, con una serie di 19 giorni di acquisti consecutivi fra fine febbraio ed inizio marzo).
In particolare, come ho più volte sottolineato, ritengo fondamentale il superamento dell’area 1.200 ed anche il fatto che l’oro sia riuscito ad assestarsi stabilmente sopra tali valori, di fatto rompendo la trendline ribassista di lungo periodo che aveva contraddistinto il periodo 2013-2015.
La ripresa del lingotto non potrà certo proseguire a questo ritmo (nelle prime dieci settimane dell’anno l’oro ha guadagnato quasi il 20%), tuttavia si vedono spiragli per un’ulteriore ripresa, ma decisamente più lenta rispetto a quella vista fin qui (ed in buona parte legata alle incertezze delle borse ed all’ipotesi di una Yellen in versione colomba per tutto il 2016).
Nello stesso periodo abbiamo assistito a un crollo del petrolio che ha preoccupato non poco i mercati globali.
Nelle ultime settimane il prezzo si è finalmente allontanato dai minimi ma i dati sulle scorte, le scarse prospettive di crescita globale e le politiche dei vari paesi produttori fanno ancora pensare a uno scenario di eccesso di offerta: torneremo a vedere un petrolio sotto i 30$ nel corso dell’anno?
Senz’altro il crollo del greggio ha spaventato i mercati sotto vari aspetti. Credo che i valori toccati a febbraio abbiano buone chance di rappresentare i minimi del 2016 per l’oro nero. Anche in questo caso però attenzione ai facili entusiasmi, perché le scorte americane restano elevate, così come lo scenario complessivo resta quello di sovraproduzione, quindi la risalita del greggio non potrà spingersi troppo in alto, almeno finché questi problemi strutturali non saranno risolti.
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