Se ne sentiva davvero la mancanza: negli Usa, l’Amministrazione Trump istituirà un “Deparment of Government Efficiency” nuovo di zecca, con al vertice Elon Musk. C’è la necessità di eliminare almeno duemila miliardi di dollari di sprechi che si anniderebbero nella spesa federale: come avrebbe detto il Generale de Gaulle, davvero un vasto programma!
Sarebbe una novità, quello di controllare i bilanci pubblici se nelle Università americane mancassero i Master in Public Administration, se da decenni non avessero sfornato tecniche raffinatissime di controllo, contrassegnate dai nomi più stravaganti, come il Planning, Programming and Budgeting System (PPBS) o lo Zero-base Budgeting (ZBB): sistemi che una volta producevano più carta di quanta non ne eliminassero e che ora generano più file di controllo e verifica di quanti dati non ne elaborino per raggiungere obiettivi di efficienza e risparmio. Tutto inutile!
In Italia abbiamo scassato il sistema di bilancio di previsione basato sui tradizionali capitoli di spesa per adottare un assetto che imita quello adottato in Francia, teoricamente razionalissimo, ripartito com’è per missioni, funzioni e programmi, ma che alla fine non serve assolutamente a niente, perché tutto si decide con la Legge di bilancio, composta da diverse centinaia di commi, da approvare sotto la pressione delle scadenze di fine d’anno.
A dare respiro pluriennale, certo, ci sono i documenti di programmazione, i mitici DEF ed i loro aggiornamenti, sempre più sofisticati nelle valutazioni dei rischi e delle prospettive, insieme ai Piani Nazionali delle Riforme, ma alla fine ci si trova di fronte ad un continuo fare e disfare in ogni settore: non c’è un Ministro dell’Istruzione che non si sia sentito in dovere di fare le sue Riforme, dai nuovi programmi all’alternanza Scuola-Lavoro, dall’Autonomia scolastica all’Istruzione Professionale.
Bisogna tacere sui sussidi, una girandola continua: dai Bonus bebè ai Bonus Scuola, dai Bonus cultura ai Bonus per i Diciottenni, ce n’è per tutti i gusti.
Non che in Italia ci siamo fatti mancare lo sghiribizzo della Spending Rewiew, con i tanti Commissari che si sono accinti a mettere un freno alla spesa inutile, oppure il controllo ferreo da parte di tanti Ministri dell’Economia che si sono esercitati con i “tagli orizzontali”, le “clausole di salvaguardia”, i “congelamenti degli organici”, il “blocco delle assunzioni”, la “cristallizzazione delle posizioni stipendiali”, mentre gli Organi costituzionali di controllo sollevano continuamente critiche sulla scarsa efficienza della spesa sfornando analitici rapporti al Parlamento, si aggiungono gli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV) nelle Amministrazioni, tutti sovrastati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
L’Amministrazione ha bisogno di regole stabili, di innovazioni introdotte mediante sistemi chiari di attuazione: ed invece le leggi rimandano troppo spesso ai decreti attuativi che vengono emanati con enorme ritardo, e questi richiedono a loro volta nuove procedure che impattano sia sulla gestione amministrativa che su quella della spesa.
Sono anni che, dal punto di vista fiscale, è un continuo susseguirsi di condoni più o meno preventivi e di minacce di accertamenti, di estensioni della platea della Flat tax e di sistemi premiali per le assunzioni. Gli unici veri aumenti di stipendio, in questi anni li ha dati il Fisco, con gli “80 euro in busta paga” del governo Renzi che ci vinse le elezioni europee del 2014 col famoso 41% dei consensi, per non parlare della promessa del Reddito di Cittadinanza che fece vincere le elezioni politiche del 2018 al Movimento 5 Stelle.
Ed è inutile ora stracciarsi le vesti, rimarcando la enorme differenza tra le previsioni ed i risultati per quanto riguarda il Bonus di ristrutturazione edilizia al 110%: bastava mettere un plafond massimo, con un meccanismo a contatore come si fa sempre. La verità è che gli interessi erano potentissimi e le pressioni irresistibili: ogni governo ha cercato di scaricarne la responsabilità sul precedente e gli oneri sul consuntivo di cui non erano responsabili, facendo tutto un mucchio con le spese eccezionali dell’emergenza sanitaria.
Ecco quali sono i problemi della spesa pubblica fuori controllo e della PA che non funziona: la spending rewiew è solo un diversivo, un metodo per nascondere la verità.