Il ventilatore diffonde il coronavirus? Il parere degli esperti

I ventilatori possono essere un veicolo di contagio? Con l’arrivo del caldo questi elettrodomestici saranno sempre più utilizzati, ecco cosa dicono gli esperti.

Il ventilatore diffonde il coronavirus? Il parere degli esperti

I ventilatori possono essere un veicolo di diffusione del coronavirus? Dopo il monito sull’utilizzo dei condizionatori, inizia a sorgere il dubbio che anche i ventilatori potrebbero essere un mezzo che facilita la diffusione del Sars-CoV-2 negli spazi chiusi.

Come è ben noto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha più volte dichiarato che la trasmissione del coronavirus non avviene per via aerea, ma attraverso delle goccioline, definite droplets, che si diffondono quando una persona infetta tossisce, starnutisce o parla ad alta voce. Queste goccioline possono essere diffuse dalla ventilazione dei ventilatori?

Il ventilatore diffonde il coronavirus?

Il caldo comincia a farsi sentire, proprio per questo motivo anche gli strumenti per trovare refrigerio durante l’estate saranno sempre più utilizzati. Secondo gli esperti tuttavia, più che all’aria condizionata, bisognerebbe prestare una maggiore attenzione ai ventilatori.

I sistemi di condizionamento erano diventati dei sorvegliati speciali dopo la pubblicazione sul sito web del Centers for Disease Control di uno studio preliminare non ancora revisionato, secondo il quale la fonte di un’epidemia di gennaio del nuovo coronavirus a Guangzhou, in Cina, “è stata suggerita dalla ventilazione con aria condizionata. Tuttavia il rischio maggiore sembrerebbe essere dovuto ai ventilatori, come spiega il dottor Andreoni:

“Più dell’aria condizionata bisogna stare attenti alla ventilazione che può veicolare le particelle volatili del virus oltre il metro e mezzo. Quindi meglio distanziare al massimo questo tipo di strumento”.

La motivazione per cui il ventilatore sarebbe rischioso risiede nel fatto che il flusso d’aria generato dalle pale potrebbe “lanciare” addosso alle persone le particelle virali presenti nell’aria determinando un contagio.

Solitamente la maggior parte di queste goccioline cade a terra nel raggio di un metro, ma se sono spinte da un flusso d’aria generato da apparecchi di ventilazione e aerazione possono raggiungere anche distanze maggiori, aumentando la possibilità di entrare in contatto con gli agenti patogeni e rendendo così inutile la distanza di sicurezza.

E così i rimedi più popolari per sconfiggere l’afa potrebbero quest’estate potrebbero esporci al rischio contagio. Come sottolinea il professor Andreoni “bisogna evitare la ventilazione, che può aumentare la distanza percorsa dal virus”. Mettendosi sotto vento, le particelle virali presenti nell’aria sono in grado di diffondersi oltre il metro e mezzo.

L’uso corretto di ventilatori e condizionatori

Sul rischio presentato dai ventilatori ha rilasciato alcune dichiarazioni anche il noto virologo Fabrizio Pregliasco:

“Anche se alcune ricerche hanno dimostrato che una ventilazione anche naturale abbatte più rapidamente al suolo le goccioline e può determinare una maggiore pulizia dell’aria, terrei spenti i ventilatori, mentre manterrei accesi i condizionatori correttamente manutenuti e posizionati”.

Gli elettrodomestici consigliati sono quelli che dispongono di due flussi d’aria, uno in entrata e uno in uscita. Anche per i filtri è necessario prestare la massima attenzione, avendo cura di pulirli e sostituirli regolarmente scegliendo quelli ad alta efficienza, in modo da ottenere la migliore areazione possibile ed evitando che il flusso d’aria finisca sulle persone.

Anche il professore di ingegneria dell’Università di Toronto Jeffrey Siegel raccomanda di aumentare la quantità di aria esterna, soprattutto negli spazi particolarmente ristretti, di migliorare i sistemi di aria centralizzata per rimuovere il particolato o di aggiungere unità di filtrazione portatili nelle aree frequentate da molte persone.

L’ente per la salute pubblica del Quebec, in Canada, ha aggiunto che i ventilatori su piedistallo non “dovrebbero essere utilizzati in presenza di una persona infetta, a meno che questa persona non sia da sola in una stanza isolata che ha una “fonte costante di aria pulita dall’esterno”.

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