Venduti tutti i Bot. La mossa geniale di Papa Leone che ha fatto esplodere il bilancio dello IOR

Redazione Money Premium

5 Maggio 2026 - 16:19

Nel frattempo il Vaticano fa cassa con gli affitti romani: utile +9% e liquidità triplicata per SGIR.

Venduti tutti i Bot. La mossa geniale di Papa Leone che ha fatto esplodere il bilancio dello IOR

Mentre il mercato immobiliare romano continua a beneficiare di una domanda sostenuta (canoni medi in crescita del 6,5% nel 2025 e attestati intorno a 19,8 euro/mq nel primo trimestre 2026), la Società per Gestioni di Immobili Roma (SGIR) dimostra ancora una volta la solidità del “mattone vaticano”.

La controllata al 100% dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR) ha depositato il bilancio 2025 con un utile netto superiore al milione di euro, in crescita rispetto ai 919 mila euro dell’esercizio precedente. L’intero risultato è stato destinato a riserva, portando il patrimonio netto a sfiorare i 29 milioni di euro.

Bot azzerati e i ricavi da locazione aumentano

I numeri parlano chiaro. I ricavi da locazioni sono saliti da 2,1 a quasi 2,3 milioni di euro (+9,5% circa), a fronte di un portafoglio immobiliare iscritto a bilancio per 25,8 milioni. Il rendimento lordo sugli immobili si attesta quindi intorno all’8,9%: un livello decisamente elevato per il mercato romano, che segnala la qualità degli asset gestiti (probabilmente immobili di pregio a uso misto, commerciale o residenziale in zone centrali o semicentrali della Capitale). I debiti finanziari rimangono marginali, passando da 508 mila a 512 mila euro: un indebitamento trascurabile che conferma una gestione estremamente prudente e a bassissima leva.

Particolarmente positiva è l’evoluzione della posizione di liquidità, balzata da 1,3 a 3,5 milioni di euro. Il balzo è interamente riconducibile alla dismissione integrale dei Buoni Ordinari del Tesoro (Bot) presenti in portafoglio. Una scelta strategica che ha liberato cassa senza intaccare il core business immobiliare e che lascia la società con una maggiore flessibilità per cogliere eventuali opportunità di investimento o far fronte a manutenzioni straordinarie senza dover ricorrere al debito.Alla guida di SGIR c’è Maria Teresa Carone, che riveste anche il ruolo di Direttore Generale e responsabile della contabilità e del bilancio dell’Istituto per le Opere di Religione. La doppia casacca garantisce piena integrazione strategica tra la capogruppo e la società operativa, evitando dispersioni e assicurando che la gestione degli immobili sia perfettamente allineata con gli obiettivi di sostenibilità e sostegno alle opere di religione e carità dell’Ior.

Aumenta la liquidità

Nel contesto più ampio delle finanze vaticane, il risultato di SGIR si inserisce in un quadro complessivamente positivo. L’Ior aveva chiuso il 2024 con un utile netto di 32,8 milioni di euro; la controllata immobiliare contribuisce dunque con una componente stabile e ricorrente di reddito, complementare all’attività creditizia e di asset management della banca del Papa. Va ricordato che la maggior parte del patrimonio immobiliare della Santa Sede è gestito dall’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), mentre SGIR rappresenta il veicolo “dedicato” dell’Ior, focalizzato su una selezione di proprietà romane di alto standing.

Dal punto di vista della politica di bilancio, la decisione di destinare l’intero utile a riserva rafforza ulteriormente il patrimonio netto e conferma un approccio conservativo tipico delle istituzioni vaticane: non si punta al massimo rendimento nel breve termine, ma alla generazione di flussi stabili e prevedibili a sostegno delle missioni istituzionali. Con un rapporto debito/patrimonio netto inferiore al 2% e una liquidità netta abbondante, SGIR si presenta come una delle realtà immobiliari più solide del panorama romano, capace di resistere a eventuali fasi di rallentamento del mercato senza dover ricorrere a manovre correttive.

In un anno in cui i tassi di interesse sono rimasti elevati e molti operatori privati hanno dovuto gestire tensioni di liquidità, la controllata dell’Ior ha invece aumentato la propria cassa e migliorato i margini operativi.
Un segnale di prudenza e di lungimiranza gestionale che, sotto la presidenza di Maria Teresa Carone, rafforza il ruolo di SGIR come “cassaforte” immobiliare della banca vaticana. Per gli investitori e gli osservatori delle finanze della Santa Sede, il bilancio 2025 conferma che il mattone di Papa Leone XIV – almeno quello gestito direttamente dall’Ior – continua a essere un asset difensivo di qualità elevata, capace di generare valore in modo costante e sostenibile.

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