Vaiolo delle scimmie, scatta la quarantena in Italia: ecco per quanti giorni e come funziona

Emiliana Costa

28/05/2022

28/05/2022 - 11:39

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Attualmente, sono sette i casi accertati di vaiolo delle scimmie in Italia. E scatta l’ipotesi quarantena per i contatti stretti: ecco cosa dicono gli esperti.

Vaiolo delle scimmie, scatta la quarantena in Italia: ecco per quanti giorni e come funziona

Vaiolo delle scimmie, scatta la quarantena in Italia? Al momento nel nostro paese, sono sette i casi confermati di Monkeypox, ovvero vaiolo delle scimmie. Tutti in buone condizioni. In corso di accertamento, un caso sospetto nelle Marche: una 26enne reduce da un viaggio in Francia. Ieri, un falso allarme: una ragazza 22enne, residente nel Levante ligure, appena rientrata dalle Canarie è stata ricoverata nella Clinica di malattie infettive del San Martino di Genova per un sospetto contagio. Il test poi è risultato negativo.

Nei giorni scorsi, il ministero della Salute ha emesso una circolare sul Monkeypox, spiegando come deve essere effettuata la gestione dei casi: dal tracciamento, alla vaccinazione, fino alla quarantena. E proprio su quest’ultimo punto, sono tanti gli esperti concordi, da Matteo Bassetti a Fabrizio Pregliasco: «Serve una quarantena di 21 giorni per i contatti stretti dei contagiati». Nuova quarantena in Italia dunque? Entriamo nel dettaglio.

Vaiolo delle scimmie, scatta la quarantena per i contatti stretti?

Attualmente, i casi accertati in Italia di vaiolo delle scimmie sono sette, di cui quattro ricoverati allo Spallanzani di Roma. Tutti in buone condizioni.

Nella circolare del ministero della Salute sul vaiolo delle scimmie, si inizia a parlare di vaccino e quarantena. In sostanza, il ministero valuta la possibilità di vaccinare i contatti a rischio, dai contatti stretti agli operatori sanitari. Così come - si legge nel testo - va valutata la possibilità di far scattare la quarantena in alcune circostanze.

Ma cosa ne pensano gli esperti? In un’intervista a Money.it, Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive del San Martino di Genova, ha spiegato: «Al momento non c’è il rischio di una grande pandemia, ma è una situazione da vigilare. Penso che anche chi ha avuto un contatto certo con un contagiato, debba rimanere in isolamento e stare attento ai rapporti sessuali. Si tratta di una malattia che preoccupa ma non spaventa. Non siamo di fronte a un nuovo problema, il Covid era un virus nuovo, qui siamo di fronte a qualcosa di noto». L’infettivologo è dunque favorevole a una quarantena anche per i contatti stretti.

Della stessa opinione, Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi. In un’intervista all’Adnkronos ha affermato: «Sì a una quarantena di 21 giorni per i contatti stretti di persone infettate dal virus del vaiolo delle scimmie. A mio avviso quando una persona viene informata di essere un contatto stretto, quindi a rischio di diventare un caso secondario, dovrebbe già autoresponsabilizzarsi e comportarsi di conseguenza. Ma quando l’incendiò è piccolo, e in questa fase ancora sembra esserlo, ritengo giusto essere il più protettivi possibile e quindi immaginare una disposizione di quarantena anche per i contatti stretti, oltre naturalmente all’isolamento dei pazienti già contagiati».

E conclude: «Oltretutto, in Italia non è che la quarantena si fa come in Cina, murando vive le persone in casa, la misura dovrebbe essere fiduciaria. Magari basterebbero telefonate di verifica». Dunque, Pregliasco è favorevole a una quarantena di 21 giorni per i contatti stretti. L’obiettivo è arginare possibili focolai.

In disaccordo, invece, il direttore generale dello Spallanzani Francesco Vaia. Nel corso di un incontro con la stampa estera ha affermato: «Bisogna superare il concetto di quarantena, per il vaiolo delle scimmie non serve. La quarantena è inutile. Deve essere isolato solamente chi è malato: bisogna andare avanti con l’innovazione, la nostra sanità deve essere capace di andare avanti».

Vaiolo delle scimmie, i sintomi da tenere sotto controllo

Nell’intervista a Money.it, il prof. Bassetti ha parlato anche dei campanelli d’allarme da tenere sotto controllo: «I sintomi sono aspecifici come febbre, mal di testa, stanchezza, linfonodi ingrossati vicino alla sede delle lesioni. Ma il sintomo principale sono lesioni cutanee che possono localizzarsi in qualunque parte del corpo. C’è una distribuzione centripeta dal volto agli arti. Anche vicino ai genitali. Le pustole sono più grandi di quelle della varicella, somigliano a quelle della sifilide».

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