Il vaccino a mRNA non convince la Cina: possibili rischi per la salute

Martino Grassi

3 Gennaio 2021 - 22:30

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Il vaccino che utilizza la tecnologia a base di mRNA non convince la Cina, che teme possa comportare dei rischi per la salute.

Il vaccino a mRNA non convince la Cina: possibili rischi per la salute

Il vaccino che basa il suo funzionamento sull’mRNA non convince la Cina, che ha espresso cautela nell’utilizzo di questa nuova tecnologia per fronteggiare il coronavirus.

A riferirlo è proprio George Gao Fu, direttore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, secondo il quale i vaccini a mRNA sono stati somministrati alle persone sane per la prima volta, e questa procedura potrebbe avere dei rischi, secondo quanto riportato dal South China Morning Post.

Il vaccino mRNA non convince la Cina: possibili rischi

Secondo il direttore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie dunque il vaccino a base di mRNA potrebbe rappresentare un rischio per la salute dal momento che "i paesi occidentali hanno adottato la tecnologia mRNA, che è stata sviluppata per i pazienti affetti da cancro. Non so se avrà effetti collaterali in futuro, ma il rischio non può essere escluso. Ci sono problemi di sicurezza quando i vaccini mRNA vengono somministrati a persone sane per la prima volta”.

L’esperto ha continuato poi, affermando che “come professionisti, dobbiamo avere un atteggiamento scientifico e analizzare i risultati”. Il vaccino a base di mRNA infatti induce l’organismo a produrre la proteina virale per poi attivare una risposta immunitaria, mentre i vaccini tradizionali inoculano i virus inattivati per Innescare il sistema immunitario, che inizierà a produrre gli anticorpi.

Le sperimentazioni umane per i vaccini antitumorali sono iniziate a partire dal 2011 almeno, ma la tecnologia è stata approvata solamente adesso. La soluzione tuttavia non ha convinto del tutto il Dragone, che ha deciso di affidarsi a vecchie e nuove tecnologie sviluppando 5 diverse categorie di vaccino. Tuttavia, secondo Michel Goldman, professore di immunologia all’Université Libre de Bruxelles in Belgio, dei possibili problemi di sicurezza si renderebbero evidenti entro un paio di mesi.

Ancora dubbi sull’origine del virus

Intanto la Cina continua ancora a cercare di capire da dove abbia avuto origine il virus che ha messo in ginocchio il mondo intero, precisando che per il momento non è ancora stata identificata alcuna fonte animale. Lo stesso Gao ha sottolineato:

«Sono stato a Wuhan per cercare l’origine negli animali e non sono riuscito a trovarlo. Potrebbe volerci ancora molto tempo per trovare il virus. E’ anche possibile che il virus scompaia prima che ne troviamo l’origine».

Un team di 10 scienziati internazionali si recherà a Wuhan il mese prossimo per continuare gli studi sulla possibile origini della malattia, ha detto l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Intanto gli Stati Uniti continuano ad accusare la Cina di aver coperto l’estensione dell’epidemia.

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