Vaccino Hantavirus in fase di sviluppo (per ora ci guadagna solo Moderna)

Ilena D’Errico

11 Maggio 2026 - 23:06

Non esiste ancora un vaccino contro gli Hantavirus, è solo in fase di sviluppo, ma Moderna sta già facendo affari.

Vaccino Hantavirus in fase di sviluppo (per ora ci guadagna solo Moderna)
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Appena si è cominciato a parlare degli hantavirus e della nave da crociera bloccata per impedire la diffusione dell’infezione, si è presto iniziato anche a parlare di un possibile vaccino. La pandemia da Covid19 ha lasciato il segno e buona parte dei cittadini italiani ha continuato a domandarsi quali fossero le misure da adottare per proteggersi dagli hantavirus e in particolare dal virus delle Ande. Tra tutti, chi auspicava l’esistenza di un vaccino per proteggersi il più efficacemente possibile e chi invece ha affermato subito di non voler ricevere alcun trattamento sanitario.

È noto a tutti quanto divisivi e controversi siano stati i vaccini contro il Covid ed era tutto sommato prevedibile che una minaccia virale di questo tipo avrebbe risvegliato paure sepolte. In ogni caso, è stato da subito chiaro che quella dei vaccini non fosse una strada percorribile, né in tutela né in protesta. Non c’è un vaccino contro gli hantavirus e nemmeno esistono cure specifiche in caso di contagio, come sottolineato più volte dai virologi in questi giorni. Bisogna però sapere che anche per gli hantavirus un possibile vaccino è in fase di sviluppo. Al momento, lo studio si trova in una fase decisamente prematura, ma in questo clima delicato sta già catturando un interesse più elevato del normale. Moderna, che sta lavorando al vaccino per gli hantavirus, sta già guadagnando.

Moderna sta già guadagnando per il vaccino contro gli hantavirus

Il vaccino contro gli hantavirus non esiste ancora, ma Moderna ci sta guadagnando, e non poco. La casa farmaceutica è l’unica ad aver beneficiato dai contagi di hantavirus riscontrati in questi ultimi giorni, catturando sapientemente il favore dei mercati. La multinazionale ha infatti annunciato di essere al lavoro per un vaccino contro gli hantavirus, nell’ambito di un più ampio progetto di contrasto alle malattie infettive emergenti. Il tempismo sembrerebbe a dir poco vantaggioso per il colosso farmaceutico, ma l’impegno per la ricerca non è certo dovuto ai fatti recenti.

Moderna ha concluso un accordo con l’università della Corea, nel programma di accesso all’mRNA, per la ricerca di un vaccino contro gli hantavirus già nel 2023. Ricordandolo ora, pur evidenziando che il progetto si trova appena nella fase iniziale, l’azienda ha riscosso un grande successo. Dopo pochi giorni dall’annuncio e a seguito della notizia di positività all’hantavirus delle Ande di un cittadino statunitense, le contrattazioni pre-mercato di Moderna sono aumentate del 7,7% in data odierna. Nel frattempo, lo studio avanza, ma è molto lontano dalla realizzazione.

Il vaccino contro gli hantavirus

Gli esperti stanno seguendo con attenzione i lavori per lo sviluppo di un vaccino contro gli hantavirus, essendo preoccupati soprattutto per la variante Andes, l’unica che ad oggi sembra trasmettersi anche da persona a persona. Nonostante sia ancora lontana la realizzazione di un vaccino, comunque, i presupposti sembrano essere adeguati. Uno studio pubblicato su Science translational medicine già nel 2022 evidenziava la scoperta di un anticorpo capace di proteggere i topi dal ceppo Andes, come evidenziato dagli esperimenti condotti dai ricercatori, comprendenti un team di ricerca dell’Albert Einstein college of Medicine di New York.

L’anticorpo in questione è stato progettato per impedire al virus di penetrare nelle cellule umane, agendo sulle proteine superficiali del virus, ma anche per favorire l’eliminazione di quelle infette. Lo sviluppo del vaccino sta quindi seguendo questa rotta, con interesse ma senza alcuna fretta. Come ricordato dagli esperti, infatti, al momento non esiste alcuna situazione di allarme legata agli hantavirus, tanto meno paragonabile alla pandemia da Covid19. Allo stesso tempo, i ricercatori sono anche confidenti di poter trovare soluzioni ancora più rapidamente di quanto fatto durante l’emergenza sanitaria, grazie a una struttura internazionale avanzata e molto più attenta. I rischi esistono per qualsiasi malattia virale, ma non sembrano affatto legati agli hantavirus oggi, che hanno avuto un contagio decisamente circoscritto.

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