Stati Uniti: da mercato del lavoro nuova sponda per la Fed

Le indicazioni all’insegna della debolezza arrivate dal mercato del lavoro statunitense finiscono per incrementare le probabilità che la Fed modifichi ulteriormente il costo del denaro.

Stati Uniti: da mercato del lavoro nuova sponda per la Fed

Incremento minore degli ultimi tre mesi per le payrolls statunitensi. Nel mese agosto il saldo delle non-farm payrolls (NFP), le buste paga nei settori non agricoli, ha segnato un incremento di 130 mila unità (qui la notizia).

Nonostante l’incremento legato alle assunzioni temporanee degli addetti al censimento, il dato comunicato dal Bureau of Labor Statistics è inferiore, come è possibile vedere sul nostro Calendario Economico, alle 160 mila unità stimate dagli analisti. Il risultato fa il paio con le revisioni al ribasso per 20 mila unità dei due dati precedenti.

Mercato lavoro Usa: Payrolls in dettaglio

A livello di singoli comparti, l’occupazione a livello di governo federale è cresciuta di 28 mila unità, in gran parte (25 mila), come detto, a causa delle nuove assunzioni in vista del censimento del 2020.

Il settore privato ha fatto registrare un incremento di 96 mila unità, il livello minore degli ultimi tre mesi.

Nel 2019, il mercato del lavoro della prima economia ha incrementato le buste paga di 158 mila unità mensili, 65 mila in meno rispetto alle 223 mila del 2018. Debole anche la media degli ultimi 3 mesi a 156 mila unità.

Mercato lavoro Usa: arretrano retribuzioni, tasso disoccupazione stabile

La retribuzione media oraria è cresciuta dello 0,4% su base mensile che, a livello annuo, si traduce in un +3,2%, dal 3,3% (dato rivisto) del mese precedente.

Stabile il tasso di disoccupazione, confermatosi al 3,7% per il terzo mese consecutivo (qui la notizia). L’aggregato U-6, che al tasso “classico” aggiunge i lavori scoraggiati, marginali e chi lavora a tempo parziale ma vorrebbe essere impiegato full-time, è salito dal 7% di luglio al 7,2% (7,4% ad agosto 2018).

Mercato lavoro Usa: le cause del rallentamento

I dati testimoniano il rallentamento della crescita a stelle e strisce che, nonostante la forza dei consumi, sembrerebbe aver perso slancio. Ad agosto, l’andamento del settore manifatturiero della prima economia misurato dall’indice ISM ha fatto registrare il primo calo sotto la soglia dei 50 punti (che separa espansione e recessione dell’attività economica) degli ultimi tre anni (49,1 punti).

Il rallentamento è legato alla fase di incertezza innescata dalla guerra commerciale, che ha finito per innescare un rinvio delle decisioni di investimento. Secondo gli esperti, l’incremento delle ore lavorate (+0,1 a 34,4) e delle assunzioni temporanee rappresentano un sintomo di un indebolimento del mercato del lavoro.

Mercato lavoro Usa: ecco cosa ci si attende dalla Fed

Indicazioni all’insegna della debolezza dal comparto manifatturiero e dal mercato del lavoro non fanno che aumentare le probabilità che la Federal Reserve possa proseguire la sua politica di allentamento del costo del denaro, attualmente al 2-2,5%.

“Dopo il dato –ha commentato Filippo Diodovich, market strategist di IG- sono aumentate leggermente le probabilità già elevate (superiori al 90%) che il braccio operativo del principale istituto centrale mondiale (FOMC) possa ridurre nuovamente il costo del denaro negli Stati Uniti di 25 punti base nel prossimo meeting (decisione nella serata del 18 settembre) portandoli dal range 200-225 bps al range 175-200 bps”.

Le cifre sui NFP hanno “ dato ulteriore conferma alle aspettative che la Federal Reserve possa già agire a settembre con un nuovo taglio di 25 punti base”.

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