Lavoro USA: massimo da 80 anni per il tasso di disoccupazione

Indicazioni peggiori dalla Seconda Guerra Mondiale per il mercato del lavoro Usa. Dall’analisi dei dati emerge come la situazione sia persino peggiore di come appare.

Lavoro USA: massimo da 80 anni per il tasso di disoccupazione

Anche se ampiamente atteso, anzi gli analisti avevano stimato un rialzo più marcato, il balzo messo a segno dal tasso di disoccupazione Usa nel mese di aprile è di proporzioni storiche.

Andamento simile per le buste paga nei settori non agricoli, scese meno delle stime. Sia per il tasso di disoccupazione Usa che per le non-farm payrolls si tratta dei dati peggiori dalla Seconda Guerra Mondiale.

Lavoro Usa: tasso disoccupazione sotto stime

Causa il lockdown innescato dall’arrivo del Coronavirus, emerge dai dati diffusi oggi dal Dipartimento del lavoro statunitense, ad aprile il tasso di disoccupazione si è spinto al 14,7% mentre il totale delle buste paga nei settori non agricoli è sceso di 20,5 milioni di unità (4,4% e -870 mila a marzo).

Come riportato qui e qui, per il dato relativo il tasso di disoccupazione gli analisti avevano stimato un incremento al 16% mentre le non-farm payrolls erano attese in rosso di 22 milioni.

Gran parte dell’incremento è stato registrato dai lavoratori a tempo parziale impiegati nell’industria dell’ospitalità (alberghi, ristoranti e simili).

Per comprendere meglio le dimensioni del fenomeno basti pensare che nel corso della crisi finanziaria, ad ottobre 2009, il tasso di disoccupazione statunitense si era spinto al 10%.

Rispetto alla crisi finanziaria, e a tutte le altre crisi “convenzionali”, in questo caso c’è una causa scatenante di eccezionale portata (un lockdown di questo genere non era mai stato neanche immaginato) e di una violenza mai vista.

Ma, sperano tutti, in tanti anni di espansione l’economia statunitense potrebbe aver accumulato quella resilienza necessaria a superare una delle prove più difficili che si sia mai trovata a dover affrontare.

Lavoro Usa: boom del tasso di disoccupazione non convenzionale

Dal dettaglio dei dati emerge un quadro particolarmente preoccupante. In genere per comprendere a fondo lo stato di salute del mercato del lavoro Usa si tende a guardare l’aggregato U-6, che al tasso “classico” aggiunge i lavori scoraggiati, marginali e chi lavora a tempo parziale ma vorrebbe essere impiegato full-time.

Al 6,9% ad aprile 2019, il mese scorso l’aggregato U-6 è balzato al 22,8%, oltre 14 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. In un simile contesto, il tasso di partecipazione al mercato del lavoro è sceso di 2,5 punti percentuali al 60,2%, il tasso maggiore dal gennaio del 1973.

Lavoro Usa: tasso di disoccupazione più alto di quello che appare

Sono proprio aggregati come questi che ci dicono che la ripresa del mercato del lavoro Usa non sarà così rapida.

Il tasso di disoccupazione sarebbe decisamente più elevato se le persone potessero uscire a cercarsi un’occupazione: ma uno degli effetti perversi del “lockdown” è proprio rappresentato dal fatto che, riducendo il numero di persone attivamente alla ricerca di un lavoro, finisce per fare da “tappo” alla crescita del tasso di disoccupazione (perché il numeratore del rapporto tra persone in cerca di un’occupazione e forza lavoro è tenuto artificialmente al di sotto del livello ufficiale).

Nonostante l’andamento del tasso di disoccupazione nel mese di aprile sia risultato migliore delle stime, la situazione è peggiore di quello che le evidenze statistiche suggeriscono.

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