La doppia offensiva su Banco BPM e sulla tedesca Commerzbank sarebbe stata lanciata da UniCredit per un motivo ben preciso, che va al di là delle mire espansionistiche di una banca.
Lo ha affermato un analista, guardando ai doppi dossier che, nell’arco di poche settimane, sono stati annunciati dal numero uno di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel e che hanno scosso rispettivamente Piazza Affari e la Borsa di Francoforte.
Due veri e propri blitz, che hanno scatenato l’ira dei rispettivi governi di Germania e Italia: prima quello di Scholz, ormai collassato - che avrebbe elencato tra i motivi del suo nein gli stessi BTP - e, successivamente, del governo Meloni.
Piazza Affari scommette anche oggi sul rilancio di UniCredit su Banco BPM. Le azioni della banca italiana guidata dal CEO Giuseppe Castagna continuano a salire, avvicinandosi a quota 7,6 euro: segnale che indica chiaramente che la borsa di Milano chiede a Piazza Gae Aulenti un premio decisamente più alto rispetto a quello presentato, bollato subito come troppo basso dal mondo dell’alta finanza. E, di fatto, rimandato subito al mittente da Piazza Meda.
Il CEO di UniCredit Andrea Orcel non ha escluso la possibilità di alzare la posta, dopo il no di Banco BPM alla sua offerta pubblica di scambio (OPS) iniziale.
L’offensiva su Banco BPM-Commerzbank lanciata da UniCredit contro una minaccia ben precisa
Intanto, in attesa di nuovi annunci, un articolo della CNBC ha riportato il commento di Alessandro Boratti, analista di Scope Ratings, che ha fatto notare che è possibile che UniCredit abbia lanciato la doppia offensiva sulle due banche per impostare, piuttosto, una strategia di difesa, contro una minaccia altrettanto ben precisa.
Boratti ha ricordato che UniCredit deve affrontare, ora, la sfida rappresentata da tassi di interesse destinati a essere sforbiciati più volte dalla BCE di Christine Lagarde, a causa dell’erosione evidente dei fondamentali economici dell’area euro e della ritirata dell’inflazione del blocco.
La banca italiana è tra l’altro, rispetto alle sue rivali, “ più esposta ai cambiamenti dei tassi di interesse , a causa della sua presenza relativamente limitata nel settore del risparmio gestito e nella bancassurance”, ha spiegato Boratti.
Convolare a nozze con altri istituti è dunque una strategia che potrebbe spiegarsi con quella che sarebbe una necessità del gruppo bancario italiano, che dispone tra l’altro di una vera e propria potenza di fuoco rappresentata dal suo capitale in eccesso. Potenza di fuoco che l’AD Orcel ha ricordato già nel marzo di quest’anno quando, nel corso della European financials conference di Morgan Stanley, riferendosi al capitale in eccesso di UniCredit, ha ammesso che sarebbe rimasto “deluso di doverlo solo restituire” agli azionisti, già premiati ampiamenti con una pioggia battente di dividendi:
“Negli ultimi anni abbiamo restituito molto agli azionisti. Per quanto riguarda il capitale in eccesso, se possiamo fare acquisizioni che hanno un senso strategico, possono generare sinergie e hanno un ritorno di almeno il 15% in termini di IRR, allora penso di doverlo usare così”.
UniCredit può contare su una grande potenza di fuoco. Ma fino a che punto?
E, di fatto, interpellati dalla CNBC, altri analisti hanno confermato che, con un CET1 ratio superiore al 16% nei primi tre trimestri di quest’anno, UniCredit non avrebbe problemi a migliorare la sua offerta verso Banco BPM. Il punto è di quanto.
A rispondere a questa domanda è stato in particolare Johann Scholtz, analista della divisione equity di Morningstar. “C’è spazio per aumentare l’offerta”, ha sottolineato Scholtz.
Detto questo, si tratta di uno “spazio limitato” e per una ragione per precisa: “Con un miglioramento (dell’OPS) superiore al 10%, probabilmente l’effetto sarebbe quello di diluire gli utili ”.
Così Scholtz ha riassunto la sua view sui due dossier aperti da UniCredit, per ora congelati, ovvero sull’OPS lanciato su Banco BPM e sull’investimento in Commerzbank, osteggiato in modo significativo da una Germania che tra l’altro si avvia alle elezioni anticipate, quest’ultimo soggetto anche al verdetto della BCE:
“Riteniamo che UniCredit abbia una capacità limitata di aumentare la propria offerta. L’offerta di UniCredit valuta già BPM in linea con UniCredit su una base di Price/Earning e Price/Book, il che implica un forte premio rispetto alla quotazione storica di BPM. Se UniCredit dovesse aumentare significativamente la sua offerta, l’operazione diventerebbe neutrale o diluitiva per gli utili, anche dopo aver considerato le sinergie. Con questo accordo e quello con Commerzbank che stanno incontrando degli ostacoli, UniCredit sentirà la pressione di portare a termine almeno un deal. Il management di UniCredit, tuttavia, deve essere disciplinato e non pagare troppo in modo da non diluire il valore per gli azionisti e non vanificare l’ottimo lavoro svolto per risollevare il business della società.”
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Da Orcel un rilancio cash per conquistare Banco BPM?
Sia Scholtz e Filippo Alloatti, quest’ultimo analista senior di Federated Hermes, hanno sottolineato inoltre che UniCredit potrebbe in ogni caso incrementare l’offerta, che al momento implica uno scambio tra azioni che valuta il titolo Banco BPM 6,657 euro - troppo poco in primis per Piazza Affari - attingendo alla componente cash:
“Ricordate che questa è la seconda volta che Orcel cerca di acquistare Banco BPM...non credo che ci sarà un terzo tentativo. Credo che, se l’accordo non verrà concluso ora, probabilmente (Orcel) rinuncerà. Di conseguenza, ritengo che la componente cash possa essere sul tavolo”, ha detto Allotti alla CNBC.
Scholtz si è concentrato anche sulle conseguenze del dossier su Banco BPM, mettendo in evidenza che l’OPS ha messo la banca gestita da Castagna in una posizione difficile, facendo scattare la passivity rule, ovvero quella regola che impedisce qualsiasi mossa che possa ostacolare la proposta senza l’approvazione da parte degli azionisti. Al contempo, l’irruzione di UniCredit ha frenato anche la mossa con cui il Banco ha lanciato OPA per assumere il controllo del gruppo attivo nel risparmio gestito Anima Holding.
Occhio anche al commento di Hugo Cruz, analista di KBW che, interpellato anche lui dalla CNBC, ha messo in evidenza che l’offerta su Banco BPM ha il “valore aggiunto” di inviare alla Germania e agli azionisti di Commerzbank un messaggio ben preciso: UniCredit ha altre opzioni M&A sul tavolo oltre a quella con cui punta a una transazione di M&A con la seconda banca teutonica.
Cruz ha spiegato, anche, che l’OPS lanciata su Banco BPM è scattata in risposta “all’accelerazione del processo di consolidamento nel settore bancario italiano”, che si è presentata con quello shopping del 5% di MPS-Banca Monte dei Paschi di Siena fatto da Piazza Meda (quota che salirebbe al 9% in caso di successo dell’OPA lanciata su Anima Holdings).
Detto questo, gli analisti interpellati dalla CNBC hanno avvertito che Orcel rischierebbe di sostenere costi di integrazione elevati nel caso in cui decidesse di portare avanti entrambi i dossier che vedono come prede Banco BPM e Commerzbank.
Tanto che, secondo lo stesso Cruz, reduce dal suo 15esimo trimestre di crescita e da un rally delle azioni pari al 61% sul Ftse Mib dall’inizio del 2024, UniCredit potrebbe decidere di mollare tutto e di tornare ad adottare la strategia standalone:
“Non credo che per Orcel sia necessario fare un’acquisizione di una banca. Ha già detto che una qualsiasi eventuale acquisizione dovrà aggiungere valore rispetto alla strategia standalone. Se non ci sarà nessuna acquisizione la banca continuerà a portare avanti la stessa strategia, che già include una elevata distribuzione di capitale per gli azionisti e che prevede l’utilizzo dell’eccesso di capitale entro la fine del 2024”.
UniCredit banca del 2024 in Italia, Europa e nel mondo. I premi di The Banker (FT)
Intanto, nelle ultime ore UniCredit è stata nominata banca dell’anno 2024 in Italia, in Europa e a livello globale da The Banker (Gruppo FT) per il secondo anno consecutivo. Lo ha annunciato la stessa Piazza Gae Aulenti, incassando l’ulteriore riconoscimento arrivato dal gruppo di cui fa parte il quotidiano della City Financial Times:
“I Bank of the Year Awards di The Banker, pubblicazione del gruppo Financial Times, hanno riconosciuto la leadership globale di UniCredit per il secondo anno consecutivo, nominandola banca dell’anno a livello globale, banca dell’anno in Europa e banca dell’anno in Italia nel corso della cerimonia annuale che si è svolta ieri sera a Londra. Inoltre, UniCredit è stata insignita dei titoli di banca dell’anno in Croazia e in Bosnia Erzegovina”.
UniCredit ha ricordato che, “considerati un punto di riferimento del settore per l’eccellenza bancaria, i Bank of the Year Awards di The Banker valutano le principali istituzioni finanziarie mondiali in base alla loro capacità di generare rendimenti, ottenere un vantaggio strategico e servire i loro mercati”, sottolineando che “ la rivista The Banker, parte del Gruppo Financial Times, fornisce informazioni economiche e finanziarie per il settore finanziario mondiale e si è costruita una reputazione per i suoi reportage oggettivi e approfonditi sin dalla sua fondazione nel 1926”.
Nel commentare i premi incassati di nuovo da UniCredit, Silvia Pavoni, caporedattrice di The Banker, ha affermato:
“The Banker raramente premia lo stesso gruppo bancario per due anni di fila, ma le prestazioni sempre eccellenti e la crescente ambizione di UniCredit non potevano essere ignorate. I suoi risultati finanziari, sia per il 2023 che per la prima parte del 2024, sono davvero notevoli, così come intelligenti le partnership che ha stretto in questi anni e i suoi investimenti in tutta Europa. Gli sforzi fatti per semplificare i processi e migliorare l’offerta digitale sono stati ulteriori motivi per riconoscere UniCredit come vincitore globale del nostro premio di banca dell’anno”.
Negli ultimi anni, ha messo in evidenza Piazza Gae Aulenti, “UniCredit ha lavorato instancabilmente alla sua trasformazione culturale e industriale, impegnandosi in un cambiamento fondamentale per ridefinire il suo futuro, con l’ambizione di diventare la banca per il futuro dell’Europa ”.
Commentando i premi Andrea Orcel, CEO di UniCredit, si è così espresso:
“Siamo orgogliosi di questi risultati, che riconoscono, per il secondo anno, il successo di UniCredit Unlocked, il piano che ha trasformato UniCredit in una banca leader di mercato in soli tre anni, facendola diventare un nuovo punto di riferimento per il settore in Europa. Cogliamo questa opportunità per ringraziare tutte le persone di UniCredit che attraverso il duro lavoro e la dedizione ai nostri clienti e alle loro comunità hanno reso possibile tutto questo e continueranno a farlo”.
Con 15 milioni di clienti in 13 mercati in Europa, UniCredit ha rimarcato il proprio impegno “a supportare i propri clienti, dipendenti e comunità per progredire e a facilitare i clienti in una transizione verde giusta ed equa, con l’obiettivo di assicurare crescita e prosperità durature”.