Una nuova profezia di Elon Musk. «L’AI ci renderà tutti più ricchi, ma a un caro prezzo»

Alessandro Nuzzo

28 Luglio 2026 - 23:30

In un’intervista, il fondatore di Tesla e SpaceX prevede che entro il 2036 l’abbondanza generata da AI e robotica renderà il denaro superfluo.

Una nuova profezia di Elon Musk. «L’AI ci renderà tutti più ricchi, ma a un caro prezzo»

«Il denaro non conterà più nel 2036». A pronunciare questa frase, durante un’intervista rilasciata il 23 luglio 2026 a The Economist nella Gigafactory texana di Tesla, non è stato un teorico dell’utopia, ma Elon Musk. Il fondatore di Tesla e SpaceX ha illustrato alla direttrice della rivista, Zanny Minton Beddoes, la sua visione di un futuro in cui intelligenza artificiale e robotica cambieranno radicalmente il funzionamento dell’economia.

Secondo Musk, il punto di svolta è ormai vicino. Entro circa cinque anni, sostiene, l’intelligenza artificiale supererà la capacità mentale complessiva dell’intera umanità. Collegando questa superintelligenza a robot umanoidi, la tecnologia non si limiterà più a elaborare informazioni, ma produrrà beni e fornirà servizi nel mondo reale. Il risultato sarebbe un’economia «quasi infinita», caratterizzata da miliardi di macchine autonome in grado di realizzare praticamente qualsiasi prodotto a costi estremamente ridotti.

Da questa premessa deriva una conseguenza ancora più radicale. Se cibo, abitazioni, trasporti e intrattenimento diventassero abbondanti e a basso costo, il denaro perderebbe progressivamente la sua funzione. «Se tutto questo è disponibile in abbondanza, a cosa servono i soldi?», ha spiegato Musk. In questo scenario, l’inflazione lascerebbe spazio a una forte deflazione: con la scomparsa del costo del lavoro, anche i prezzi tenderebbero ad avvicinarsi allo zero e lavorare non sarebbe più una necessità, ma una scelta personale.

L’imprenditore ritiene inoltre che i cambiamenti inizieranno molto prima. Entro la fine del 2026, secondo le sue previsioni, la programmazione tradizionale comincerà a essere sostituita dall’intelligenza artificiale: gli sviluppatori descriveranno ciò che desiderano ottenere e sarà l’AI a scrivere automaticamente il codice. I primi settori destinati a subire gli effetti di questa trasformazione sarebbero quelli basati sul lavoro digitale, come amministrazione, analisi dati, marketing, assistenza clienti e documentazione legale. Musk ha anche sostenuto che l’AI avrebbe già superato le capacità di oltre il 90% degli ingegneri informatici professionisti.

Durante l’intervista non sono mancati momenti di confronto. La direttrice di The Economist ha contestato l’idea che lo Stato possa semplicemente distribuire denaro senza generare inflazione. Musk ha ribadito invece che, in un’economia completamente automatizzata, la produzione quasi illimitata di beni e servizi compenserebbe l’aumento della moneta in circolazione, favorendo addirittura la deflazione. Ha inoltre affermato di aspettarsi di pagare «molte migliaia di miliardi» di tasse nei prossimi anni, pur ritenendo che, in un futuro di abbondanza, anche il ruolo della fiscalità diventerà meno centrale.

La visione del miliardario ha suscitato numerose critiche

Economisti come Tyler Cowen e Noah Smith osservano che l’automazione può ridurre il costo dei beni prodotti in serie, ma non elimina la scarsità. Immobili in posizioni privilegiate, posti nelle migliori università o il tempo di professionisti molto richiesti resteranno comunque risorse limitate e continueranno ad avere un valore elevato.
Anche l’intelligenza artificiale, sottolineano gli esperti, dipende da risorse fisiche finite come energia elettrica, litio, rame, cobalto e silicio. Per questo motivo, sostengono, è improbabile che i costi possano davvero avvicinarsi allo zero.

Lo stesso Musk riconosce che la transizione sarà complessa. Milioni di lavoratori impiegati nelle professioni digitali potrebbero perdere il proprio ruolo prima che l’economia automatizzata raggiunga la piena maturità. Secondo numerosi analisti, se durante questa fase gli Stati aumentassero la massa monetaria senza una crescita equivalente della produzione, il rischio sarebbe quello di alimentare un’inflazione elevata.

Anche Vinod Khosla, fondatore di Khosla Ventures, considera tecnicamente plausibile lo scenario descritto da Musk, ma avverte che senza efficaci meccanismi di redistribuzione la rivoluzione dell’intelligenza artificiale potrebbe accentuare le disuguaglianze anziché eliminarle.