Una nuova crisi finanziaria è in arrivo? Attenzione a questi fattori

Redazione Finance

13 Settembre 2024 - 12:19

Sta per aprirsi un periodo di grandi novità, molto delicate, che potrebbero cambiare drasticamente la situazione sui mercati. Ha senso preoccuparsi dell’arrivo una nuova crisi?

Una nuova crisi finanziaria è in arrivo? Attenzione a questi fattori

La combinazione di incertezze politiche, decisioni di politica monetaria difficili e segnali macroeconomici preoccupanti potrebbe generare una crisi finanziaria.

Anche se il mercato azionario ha dimostrato una notevole resilienza negli ultimi anni, le premesse per una correzione significativa potrebbero comparire. Settembre e ottobre rimangono mesi critici, in cui il panico prende spesso il sopravvento. Come sempre, la storia insegna che l’imprevedibilità è una delle poche costanti del mercato azionario.

Cosa sta accadendo in questo momento a livello economico?

Settembre è storicamente noto come il mese peggiore per i mercati, ed è da molti considerato l’anticamera di ottobre, un mese che ha visto l’inizio di numerose crisi finanziarie. Il crollo del 1929, che segnò l’inizio della Grande Depressione, ebbe inizio proprio a ottobre, così come il famoso lunedì nero del 1987, quando il mercato azionario perse oltre il 20% in un solo giorno.

Per quale ragione questi mesi in passato hanno ospitato tutta questa negatività in borsa? In primo luogo, settembre coincide spesso con una revisione delle aspettative fondamentali: gli investitori valutano con più attenzione i bilanci e le prospettive economiche, spesso ridimensionando l’ottimismo precedente, arrivando da un mese di calo generalizzato dell’interesse, Agosto. Inoltre, la storia ha insegnato che gli eventi politici e le decisioni delle banche centrali, che tipicamente in arrivo in questo periodo dell’anno, possono avere un impatto centrale sui mesi a venire.

S&P 500, 1D S&P 500, 1D Grafico a candele giornaliere dell'indice S&P500. Fonte: baha.com

Cosa seguire con attenzione nella seconda metà di settembre?

Il settembre attuale presenta una combinazione di fattori che rendono particolarmente difficile per gli investitori mantenere la serenità. Due eventi chiave stanno attirando l’attenzione: il dibattito presidenziale negli Stati Uniti e la prossima decisione di politica monetaria della Federal Reserve (Fed). Il dibattito presidenziale rappresenta un momento cruciale per capire quale direzione prenderà la politica economica americana nei prossimi anni. Storicamente, le elezioni presidenziali hanno avuto un impatto significativo sui mercati azionari. Basti pensare a Trump nel 2016 e a Biden nel 2020.

Quando Donald Trump vinse le elezioni nel 2016, il mercato azionario reagì positivamente, con l’S&P 500 che registrò un rally consistente nel 2017, alimentato dalle promesse di tagli fiscali e deregulation. Allo stesso modo, l’elezione di Joe Biden nel 2020 non ha causato il temuto crollo dei mercati; anzi, l’S&P 500 ha continuato la sua corsa al rialzo.

Perché quindi preoccuparsi? Perché sembra che il mercato abbia reagito positivamente non all’elezione in se per se, quanto più agli stimoli fiscali e monetaria che ne hanno conseguito. Adesso la questione legata al bilancio statunitense è un argomento trattato con molta più delicatezza in passato.

La politica monetaria della Fed: tassi troppo alti per troppo tempo?

Un’altra fonte di ansia per i mercati è la decisione di politica monetaria della Fed. La banca centrale americana ha mantenuto i tassi d’interesse su livelli elevati per un periodo prolungato, nel tentativo di domare l’inflazione. Tuttavia, crescono i timori che questi tassi possano aver frenato troppo la crescita economica. Se la Fed decidesse di tagliare i tassi di 50 punti base, questo potrebbe essere interpretato come un segnale di panico, indicando che l’economia sta rallentando più rapidamente del previsto. Al contrario, un taglio più modesto di 25 punti base potrebbe essere visto come insufficiente, lasciando gli investitori preoccupati per una Fed che sembra non avere il controllo della situazione.