Come e quando è possibile guadagnare con i titoli di Stato coniugando interessi, apprezzamento dei corsi e della valuta di denominazione?
Usando la fantasia, ci sono titoli di Stato che già in partenza è come se avessero nel DNA la dicitura “da cassettista”. Per altri, invece, tutto si può dire tranne che siano adatti a chi ricerca e antepone la sicurezza ad ogni altra valutazione.
Si tratta di bond altamente speculativi che coniugano almeno uno o più di questi fattori: elevato rendimento a scadenza, magari supportato da una buona cedola periodale per garantirsi un ricco flusso di incassi prima del termine; lunga durata e, inevitabilmente, alta duration con annesse escursioni dei prezzi, adatte ai trader in obbligazioni; valuta di denominazione differente dall’euro per sfruttare gli eventuali apprezzamenti della moneta in cui è espresso il prodotto.
Un titolo di Stato turco, in particolare, è uno di quelli che li possiede tutti e tre.
I dati chiave dell’obbligazione in $ USA emesso dalla Repubblica di Turchia
Parliamo del Turkey Mz38 Usd. Si tratta di una obbligazione trentennale denominata in USD che nacque alla pari, a 100, ed emessa dalla Repubblica di Turchia il 5 marzo 2008. Verrà rimborsata alla stessa data del 2038, tra 11,66 anni residui, per cui si tratta di un investimento di lunga durata. In particolare, ha un mix di elementi che lo rendono possibile trade per chi ha elevata preparazione e confidenza con i mercati, e tanta propensione al rischio.
Il primo elemento è la ricca cedola nominale annua del 7,25%, il 6,34375% al netto del 12,50% di trattenuta fiscale. La liquidazione degli interessi è semestrale, per cui ad ogni 05/03 e 05/09 (date di stacco) l’emittente accredita 63,43 $ a titolo. Il lotto minimo è infatti di 2.000 USD, cioè 1.751 € al cambio odireno EUR/USD a 1,1422.
Tuttavia, l’attuale rendimento effettivo è inferiore al nominale dati i prezzi sopra la pari. L’obbligazione ISIN US900123BB58 sull’EuroTLX prezza (corso secco) infatti sui 103,81 $ per uno yield a scadenza del 6,88% annuo lordo (dati: Borsa Italiana). Al riguardo, nell’ultimo mese i contratti daily sono stati in media tra i 4 e i 12 deal per un controvalore che non ha mai superato i 400mila $ giornalieri.
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I movimenti dei prezzi per ricercare il capital gain
L’altra componente relativamente interessante rimanda ai movimenti dei corsi per chi li ricerca in esclusiva, o in aggiunta alla cedola. Si tratta tuttavia di una componente incerta rispetto alla certezza della cedola, sempre salvo default emittente.
Il Turkey Tf 7,25% Mz38 Usd ha una duration modificata a 7,45 e nel solo 2026 ha segnato un minimo e un massimo pari, nell’ordine, a 97,33 e 108,72 $. Stiamo parlando di un 10% circa di escursione in 6 mesi, durante i quali è comunque maturato metà interesse annuo.
Ad esempio tre mesi fa esatti prezzava alla pari, per cui chi l’ha comprata oggi avrebbe un 1,81% di rateo lordo sicuro, più un potenziale 3,8% di capital gain. Liquidandola l’operazione frutterebbe un 5,6% circa in 3 mesi, ma non sarebbe finita qui. Ad aprile, infatti, il cross €/$ era sull’1,555 per cui ci sarebbe anche un modesto gain da cambio.
Ovviamente le valutazioni cambiano da caso a caso, ossia dall’esatto prezzo/tempo di ingresso e uscita dal trade. Dal tempo dell’emissione, invece, il bond ha segnato un minimo storico sui 68-69 a ottobre 2008 e un massimo di sempre sui 145 Usd nel novembre 2012. Restringendo l’analisi a partire dal 2020, il max è sui 115 scarsi (gennaio ’20) e il low a 70,7 (luglio ’22).
La terza componente: gli effetti valutari
Il terzo ordine di potenziali guadagni, o di perdite come nel caso dei movimenti dei prezzi, deriva dai valori effetti del cambio al tempo della dismissione. Qui le considerazioni da fare sono semplici e date dal raffronto del cross €/$ alla data di uscita contro quello di entrata. Se il biglietto verde si è nel frattempo rafforzato sull’euro scatta il guadagno da cambio, che si aggiunge o compensa al rateo e/o capital gain a seconda dei casi.
Facciamo due esempi tra le migliaia di casistiche possibili. Immaginiamo due acquisti effettuati in due tempi differenti, uno in data 02/01/’25 e l’altro al 02/01/’26. Alla data più vecchia delle due il cross €/$ era a 1,025 mentre il titolo prezzava 101,4. Quanto ha reso il titolo da allora ad oggi? Abbiamo in primis un 11% di interessi lordi in 18 mesi e 1 settimana, più un +2,4% circa di capital gain dato dal trend dei corsi a favore. Sarebbe andato contro, invece, il cross tra le due valute, visto che dal 02/01/’25 l’USD si è svalutato dell’11-12% contro l’eurovaluta. L’operazione si chiuderebbe pertanto in pareggio, dato anche il peso di tasse e spese.
Nel secondo caso, invece, avremmo avuto un guadagno certo da interessi del 3,65% più un 2,5% circa di apprezzamento valutario (1,165 €/$ a inizio anno). In totale, un buon 6% che per gran parte verrebbe eroso dal movimento contrario dei prezzi sul mercato secondario. Ai primissimi di gennaio, infatti, l’obbligazione prezzava sui 108 $ e quindi al di sopra dei corsi attuali.
Un titolo di Stato 7,25% buono per sfruttare i movimenti dei prezzi e della valuta
Va ribadito che le potenziali perdite e/o guadagni restano tali fino a che non si liquida il titolo. Fino ad allora le uniche certezze derivano dal rateo pro tempore maturato.
In tutti i casi, occhio al rischio emittente dato che ha rating non investment grade, a rincarare ulteriormente la natura altamente speculativa del titolo. I giudizi di credito oscillano dal Ba3 di Moody’s al BB- di S&P e Fitch, e outlook stabili.
In conclusione, come dicevamo in apertura non è un’obbligazione per cassettisti o per chi ricerca prodotti a rischio “ragionevole”.
È un prodotto per palati sopraffini, gente altamente esperta e navigata e con timing che possono andare dal brevissimo (trader) al medio termine. Magari, ma non è una condizione, è già in possesso di un conto titoli in valuta estera per attutire, ma non annullare, il rischio cambio. La conversione in/out tra le due monete, infatti, avverrebbe ai soli tempi storici in cui conviene effettuare il cambio. Sempre eventuali prezzi di mercato secondario permettendo.