Un buono fruttifero postale e un nuovo BTP dello Stato contro l’inflazione. Chi rende di più?

Stefano Vozza

10 Giugno 2026 - 07:53

Strumenti di investimento con sottostante in comune ma con vantaggi e svantaggi che li rendono unici e non proprio alternativi l’uno all’altro

Un buono fruttifero postale e un nuovo BTP dello Stato contro l’inflazione. Chi rende di più?

Tra i prodotti di investimento del reddito fisso presenti sul mercato, non sono la maggioranza quelli agganciati al costo della vita. Questo non vuol dire che siano assenti, ma solo meno numerosi. Tra quelli di emissione sovrana, e quindi garantiti dallo Stato Italiano, oggi troviamo i BTP€i, i BTP Italia e un buono fruttifero postale (BFP). Divergono per caratteristiche tecniche, durate, tassi fissi minimi aggiunti come spread ed altri aspetti di volta in volta individuati.
Ad esempio, Il buono fruttifero postale agganciato all’inflazione rende più o meno del BTP Italia Sì?

Il buono indicizzato all’inflazione italiana in pillole

Partiamo dal prodotto del risparmio postale e sintetizziamone i punti chiave. Ha una durata di 10 anni dal giorno dell’acquisto, è emesso alla pari e ha un taglio minimo di 50 € e relativi multipli. In particolare, non c’è una sola settimana di collocamento nel corso dell’anno, ma un ignoto (a priori) periodo di tempo in cui CDP lo propone in sottoscrizione a date condizioni economiche e soggettive. Dal 24/06/2025 la serie in offerta è la IL110A240307, come indicato nel Foglio Informativo allegato al buono sul sito di Poste Italiane.

Per sottoscriverlo si può procedere presso lo sportello postale che online, se abilitati alla relativa operatività. L’importante è essere maggiorenni, persone fisiche e titolari di un c/c BancoPosta o libretto postale quale conto di regolamento del prodotto. L’emittente è Cassa Depositi e Prestiti (CDP), una controllata MEF e quindi un braccio operativo dello Stato, e ammette la cointestazione fino a 4 soggetti, tutti maggiorenni.

L’indicizzato all’inflazione è in formato dematerializzato, per cui chi lo acquista si ritrova solo una registrazione contabile in suo favore sul conto di regolamento. Al pari degli altri BFP non richiede la compilazione del questionario Mifid per cui non serve il dossier titoli. In definitiva, si evitano incombenze burocratiche da un lato e spese di gestione dall’altro, commissioni di compravendita incluse. Quanto al regime fiscale, è identico a quello dei titoli di Stato, BTP Italia Sì incluso.

Quanto rende questo buono fruttifero decennale?

L’emittente ammette il rimborso anticipato sia per l’intero valore in un’unica soluzione che parzialmente per importi di 50 € e multipli. Il valore di rimborso è pari al nominale, al netto di eventuali oneri al Fisco, nel caso di riscatto prima dei 18 mesi dal giorno della sottoscrizione. Diversamente, il nominale di partenza più gli interessi fissi lordi maturati sono rivalutati al tasso di inflazione di periodo come accertato dall’ISTAT.

Gli interessi fissi sono calcolati su base bimestrale in regime di capitalizzazione semplice, e capitalizzati annualmente in regime composto. In particolare, gli interessi fissi, eventualmente rivalutati, sono corrisposti solo al tempo del rimborso, a scadenza o prima ma sempre dopo i primi 18 mesi.

Quanto alle Condizioni Economiche, le Tabelle di riferimento sono la A, la B e, per avere un esempio, la C, tutte contenute nel Foglio Informativo. La prima indica il tasso fisso annuo lordo e il tasso effettivo fisso annuo di rendimento. Il tasso fisso annuo lordo dell’attuale serie è pari a:

  • 0,25% il 1° e 2° anno;
  • 0,35% il 3° e 4° anno;
  • 0,45% il 5° anno;
  • 0,50% il 6° anno;
  • 0,70% il 7° anno;
  • 0,90% l’8° anno;
  • 1,00% il 9° anno;
  • 1,25% nel 10° e ultimo anno.

Invece il tasso effettivo fisso annuo di rendimento minimo (calcolato ipotizzando assenza di inflazione) al termine di ogni anno è pari a:

  • 0,00% lordo e netto al termine del 1° anno;
  • 0,25% lordo, 0,22% netto, al termine del ;
  • 0,28% e 0,25%, lordo e netto, dopo i primi 3 anni;
  • 0,30% lordo, 0,26% netto, al termine del ;
  • 0,33% e 0,29%, lordo e netto, al termine del ;
  • 0,36% lordo, 0,31% netto, al termine del ;
  • 0,41% e 0,36%, lordo e netto, al termine del ;
  • 0,47% lordo, 0,41% netto, al termine dell’;
  • 0,53% e 0,46%, lordo e netto, al termine del ;
  • 0,60% lordo, 0,53% netto, al termine del 10°.

La Tabella B e C del buono postale agganciato all’inflazione

La Tabella B illustra i coefficienti fissi per il calcolo dell’importo minimo lordo e netto spettante al termine di ogni bimestre, a partire dal giorno di acquisto. Quindi l’importo minimo spettante è dato dal prodotto tra il nominale posseduto per il coefficiente fisso legato all’anzianità maturata.

Tuttavia, questo nel 99% dei casi non è l’importo riconosciuto dato che presume uno scenario di inflazione nulla. L’importo complessivo dovuto è calcolato, infatti, moltiplicando il minimo dovuto per il coefficiente di indicizzazione corrispondente all’anzianità maturata.

Ricapitolando in termini molto semplici, il buono riconosce:

  • il capitale nominale iniziale investito (al netto di eventuali oneri);
  • un piccolo tasso di interesse reale fisso step-up, cioè che cresce in base agli anni di possesso del buono;
  • l’intera rivalutazione data dall’inflazione italiana (indice FOI) per tutto il tempo di possesso del titolo.

La Tabella C, infine, considera ipotetici tassi di inflazione e ne calcola i corrispondenti coefficienti di indicizzazione a scadenza. A cascata ne deriva i coefficienti lordi e netti complessivi a scadenza e i corrispondenti tassi annui effettivi di rendimento.

Il prossimo BTP Italia Sì

Passiamo ora al BTP Italia Sì, l’obbligazione sovrana emessa dal Dipartimento del Tesoro e quindi sempre dallo Stato Italiano. Qui il collocamento a 100 è solo dal 15 al 19 giugno, salvo chiusura anticipata, e presuppone la profilatura Mifid e il possesso del conto titoli. In pratica prevede costi di gestione, tranne la commissione d’acquisto dal 15 al 19 che l’assolverà lo Stato in nome e per conto del cliente.

Poi da martedì 23, giorno di regolamento, l’Italia Sì sarà libero di fluttuare sul MOT secondo le dinamiche della domanda e dell’offerta. Il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 € e relativi multipli, e tutta la domanda verrà soddisfatta. La sua durata è di 5 anni, ma non dal giorno del proprio acquisto ma dalla data di godimento (23/06/’26).
Quanto alle condizioni economiche, si sanno a priori solo tre cose:

  • il tasso minimo garantito (lo spread fisso) verrà comunicato venerdì 12 e sarà lo stesso da principio a fine, e non sarà del tipo step-up. Per cui anche in caso di deflazione il ritorno reale è sempre presente e positivo. La cedola è staccata ogni 6 mesi e senza la necessità di chiedere il rimborso del titolo così come avviene invece per i BFP;
  • poi c’è la componente variabile, quella legata al tasso di inflazione nazionale così come rilevato dall’ISTAT nei 6 mesi di riferimento. Quindi l’importo delle 10 cedole complessive sarà calcolato applicando la somma dei due tassi (spread e inflazione di periodo) al capitale nominale posseduto;
  • premio finale extra di fedeltà pari allo 0,60% lordo e riservato a chi lo acquisterà in emissione e lo terrà fino al 23/06/2031.

Il buono fruttifero postale agganciato all’inflazione rende più o meno del BTP Italia Sì?

I regimi fiscali di buono legato all’inflazione e BTP Italia Sì si eguagliano, mentre cambia il regime delle spese. È infatti più costoso, nella gestione annua e complessiva, il bond rispetto al buono. Inoltre espone al rischio di mercato, dato che prima del termine il prezzo lo fa il mercato (l’acquirente o il venditore dall’altro lato sul book) e non la controparte CDP (caso del buono) che lo riacquista sempre a 100.

L’inflazione sarà la stessa per i due prodotti, al netto di qualche eventuale scostamento nei rendimenti dovuti ai tempi e/o alle tecniche di indicizzazione.

Quanto allo spread fisso, l’unica componente certa su cui si possono fare confronti, quello del buono è step-up, per cui penalizza i primi anni di vita. Sul bond Italia ancora non possiamo dire nulla, si saprà tutto venerdì 12, da confermare poi a collocamento ultimato. Tuttavia, le attese del mercato sono per spread maggiori di quelli oggi offerti dal buono-inflazione nei suoi primi 5 anni di vita. In più c’è il premio finale sul bond, e si parte da tagli minimo di ingresso decisamente maggiori rispetto ai 50 € del buono.

Concludendo, per un giudizio finale mancano ancora i numeri ufficiali e definitivi del BTP Italia Sì. Malgrado ciò, la sensazione è che esso batterà il buono-inflazione per maggiori spese di gestione e di rischio di mercato, ma anche per rendimento a scadenza.