Un avvertimento a tutti coloro che vogliono viaggiare in queste isole nel 2026

Andrea Fabbri

9 Aprile 2026 - 15:00

Una delle principali destinazioni turistiche europee sta vivendo una crisi senza precedenti. Ecco cosa sta succedendo

Un avvertimento a tutti coloro che vogliono viaggiare in queste isole nel 2026

Le Isole Canarie sono una delle principali destinazioni turistiche europee grazie al mix unico tra prezzi competitivi, clima mite e bellezze naturalistiche. Ma dopo anni di boom iniziano a vedersi le prime crepe.

Da anni l’arcipelago lotta contro l’overtourism e il sovraffollamento e la popolazione è arrivata al limite della sopportazione.

Ma cosa sta succedendo e come stanno reagendo le popolazioni locali a una situazione resa ancora più grave dall’aumento dei costi energetici causato dal conflitto in Medio Oriente che ha ripercussioni dirette anche sui costi delle vacanze?

Un mercato immobiliare fuori controllo

Il problema maggiore delle Canarie è quello legato al mercato immobiliare. Gli affitti a breve termine la stanno facendo da padrone e questo ha causato un’impennata dei prezzi di mutui e affitti che rende quasi impossibile per i residenti trovare un alloggio stabile.

Un problema comune a moltissime zone turistiche europee, ma ancora più grave nell’arcipelago dove la possibilità di costruire nuove abitazioni è, per forza di cose, limitata.

La crisi energetica mette a rischio il turismo

Le Canarie stanno subendo molto più di altre località turistiche la crisi energetica scaturita dal conflitto in Medio Oriente in quanto non hanno collegamenti ai gasdotti continentali e non hanno accesso alla rete elettrica della Spagna.

Una struttura energetica che le rende particolarmente vulnerabili alle oscillazioni dei prezzi e che si ripercuote direttamente sui servizi turistici, sempre più cari e meno attrattivi per i turisti internazionali.

Il risultato della congiuntura sono soggiorni più brevi in strutture ricettive di categoria più bassa e un notevole ridimensionamento delle spese in loco.

Un quadro poco incoraggiante reso anche peggiore dalla crisi del trasporto aereo con molte delle principali compagnie low cost europee che hanno appena annunciato drastici tagli dei voli previsti per il periodo compreso tra maggio e luglio, ovvero quello di maggior flusso.

L’esodo dei residenti

Pochi mesi fa ha fatto molto discutere un’inchiesta della stampa locale che ha evidenziato che quasi il 50% dei residenti delle Canarie sta valutando di trasferirsi. L’indicatore di un disagio enorme che ha come cause, oltre alla crisi abitativa, la precarietà del mercato del lavoro e le difficoltà infrastrutturali crescenti.

Il problema è ancora più grave per i giovani che vivono sulla loro pelle gli effetti di un’economia dipendente dal turismo e dalla stagionalità e che guardano sempre più spesso al trasferimento per aumentare le prospettive di carriera.

Le proteste della popolazione

Che la situazione sia ormai insostenibile lo dimostrano le proteste dello scorso maggio 2025, quando più di 60.000 residenti sono scesi in piazza per dichiarare la propria esasperazione e chiedere modifiche a un modello economico che ha trasformato un paradiso terrestre in una trappola iper-affollata.

Per capire la portata del problema basta guardare i dati del mercato immobiliare: a Lanzarote le statistiche parlano di circa quattro sfratti al giorno, mentre i prezzi medi degli affitti hanno raggiunto i livelli delle grandi capitali europee.

Per questo motivo la popolazione richiede a gran voce una nuova regolamentazione più stringente per gli affitti brevi, leggi per riservare le abitazioni ai residenti permanenti e tasse di soggiorno ecologiche i cui proventi siano indirizzati alla salvaguardia del territorio e al miglioramento dei servizi di base.

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