Un 2024 di luci e ombre per il debito pubblico italiano. Ecco perché

Redazione Money Premium

21 Dicembre 2023 - 07:00

L’Italia dovrà trovare acquirenti per un’offerta netta di debito di circa 135 miliardi di euro nel 2024, circa 20 miliardi in più rispetto all’anno in corso.

Un 2024 di luci e ombre per il debito pubblico italiano. Ecco perché

Il primo semestre dell’anno a venire sembra promettere condizioni favorevoli per i titoli di Stato italiani. Tuttavia, a partire da giugno, potrebbero emergere problemi legati alla politica e alle future mosse della Banca Centrale Europea (BCE).

La sostenibilità del debito pubblico italiano, che ammonta a 2,4 trilioni di euro ($2,6 trilioni), rappresenta da tempo un potenziale punto debole per la stabilità dell’area valutaria composta da 20 nazioni.
Le preoccupazioni sono state accentuate da una serie di aumenti dei tassi di interesse della BCE dall’anno scorso per contrastare l’inflazione, che hanno portato i tassi di interesse della zona euro a livelli record.

Tuttavia, nel corso del 2023, i titoli di Stato italiani hanno registrato una forte domanda grazie a rendimenti interessanti e stanno chiudendo l’anno con un alto livello di fiducia, dopo che Roma ha superato le aspettative resistendo a una serie di revisioni potenzialmente pericolose da parte delle agenzie di rating.
Il differenziale tra i rendimenti dei BTP italiani a 10 anni e i Bund tedeschi, considerati meno rischiosi, è sceso sotto i 165 punti base (1,65 punti percentuali) martedì, il livello più basso da fine agosto.

Tuttavia, rimane notevolmente più alto rispetto allo spread di qualsiasi altro paese della zona euro, segno che i mercati rimangono cauti nei confronti del debito italiano, pari a circa il 140% del prodotto interno lordo nazionale.
Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, è più ottimista. Prevede un anno senza problemi per i BTP italiani, sostenuto dalla stabilità del governo di Giorgia Meloni, in carica da 14 mesi, e afferma che lo spread BTP-Bund potrebbe scendere a 120-130 punti base entro la fine dell’anno.

La riduzione degli spread italiani nei mesi scorsi ha sorpreso gli analisti che avevano previsto che il bilancio del governo del 2024, presentato ad ottobre, potesse scatenare risposte negative dalle agenzie di rating.
Invece, S&P Global, DBRS e Fitch hanno tutti mantenuto invariata la posizione dell’Italia. Moody’s, che valuta Roma di poco sopra la soglia di investimento spazzatura, ha migliorato il suo outlook da negativo a stabile.
Nonostante un revival di interesse l’anno scorso, la quota del debito italiano in mano a investitori esteri è ancora di circa 100 miliardi di euro inferiore rispetto al livello pre-pandemico del 2019.

Il quadro potrebbe offuscarsi dalla metà dell’anno con rischi legati alla riduzione degli acquisti di titoli di Stato da parte della BCE, alle nuove regole di bilancio dell’UE e alle elezioni del Parlamento europeo.
L’annuncio della BCE della scorsa settimana che dal 30 giugno interromperà il reinvestimento completo dei titoli acquistati nel quadro del suo programma di acquisti d’emergenza legati alla pandemia (PEPP) potrebbe avere un impatto significativo sull’Italia, principale beneficiaria del programma.
Le elezioni europee del 6-9 giugno potrebbero altresì danneggiare il debito italiano se dovessero portare a un risultato significativo per partiti meno impegnati nell’integrazione, lasciando paesi fiscalmente più deboli, come l’Italia, in una posizione più vulnerabile, dicono gli analisti.

L’esito delle negoziazioni dell’UE per rivedere le regole fiscali del blocco, sospese dal 2020 a causa della pandemia di COVID-19, dovrebbe essere chiaro entro l’estate.
Se il nuovo Patto di Stabilità e Crescita richiede una ripida riduzione del debito, l’Italia è più propensa a non rispettare i suoi termini, affermano gli analisti. Ciò aumenterebbe gli attriti con Bruxelles e il rischio che la BCE rifiuti di sostenere Roma attraverso il suo nuovo strumento di protezione della trasmissione (TPI), disponibile solo per i paesi conformi al quadro fiscale dell’UE.

L’Italia dovrà trovare acquirenti per un’offerta netta di debito di circa 135 miliardi di euro nel 2024, circa 20 miliardi in più rispetto all’anno in corso.
Il compito è reso più difficile dal fatto che la BCE, uno dei principali detentori di titoli di Stato italiani, continua a ridurre il suo bilancio.
Gli investitori domestici di piccole dimensioni saranno un importante acquirente del debito italiano il prossimo anno e gli investitori stranieri potrebbero potenzialmente essere sottoscrittori netti.

Quest’anno il Tesoro ha compiuto uno sforzo significativo per coinvolgere gli investitori al dettaglio italiani, che gli analisti prevedono continueranno a svolgere un ruolo significativo, seppur leggermente minore, nel 2024.
Le detenzioni dei piccoli risparmiatori in titoli di Stato italiani sono salite al 12,6% del totale a settembre dal 7,5% dell’anno precedente, secondo i dati più recenti della Banca d’Italia.
Le detenzioni straniere sono scese al 27,1% dal 28,2%, ben al di sotto del livello del 34,6% di marzo 2020.