Il debito delle famiglie europee è pari al 50% del PIL dell’UE. E l’Italia non è la peggiore

Alessandro Nuzzo

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Non è il Sud Europa il più indebitato: la mappa Eurostat del debito delle famiglie ribalta i luoghi comuni.

Il debito delle famiglie europee è pari al 50% del PIL dell'UE. E l'Italia non è la peggiore

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Quando si parla di debito in Europa, il pensiero corre quasi sempre ai Paesi del Sud, come Grecia, Italia e Spagna. È l’immagine lasciata dalle crisi del debito pubblico degli ultimi decenni. I dati Eurostat relativi al 2025 raccontano però una storia molto diversa se si osserva il debito delle famiglie: i livelli più elevati si concentrano infatti nel Nord e nell’Ovest del continente, mentre l’Italia è tra i Paesi meno indebitati.

Nel 2025 il debito delle famiglie nell’Unione Europea si è attestato al 49,4% del PIL, mentre nell’Eurozona ha raggiunto il 50,7%. Si tratta dell’insieme di mutui, prestiti al consumo e altri finanziamenti contratti dalle famiglie. Pur essendo diminuito rispetto ai livelli registrati durante la pandemia, il valore resta significativo e mette in evidenza profonde differenze tra gli Stati membri.

Guidano la classifica i Paesi Bassi

A guidare la classifica sono i Paesi Bassi, dove il debito delle famiglie raggiunge il 93,5% del PIL, quasi il doppio della media europea. Un dato legato soprattutto a un mercato immobiliare che consente di finanziare con il mutuo fino al 100% del valore dell’abitazione. Seguono Danimarca (84%) e Svezia (82,3%), due Paesi caratterizzati da un ampio ricorso ai mutui ipotecari. In Danimarca gli elevati livelli di debito sono bilanciati da consistenti patrimoni finanziari e previdenziali, mentre in Svezia le famiglie risultano maggiormente esposte all’aumento dei tassi di interesse.

Anche Belgio (56,4%), Francia, Finlandia, Lussemburgo, Cipro (54,2%) e Portogallo (53,9%) si collocano sopra la media europea. In Portogallo il fenomeno è alimentato dalla forte crescita dei prezzi delle abitazioni e dalla scarsità di immobili disponibili, mentre a Cipro pesa ancora la presenza di numerosi crediti deteriorati ereditati dalla crisi finanziaria.

I dati diventano ancora più interessanti osservando il Sud Europa. La Grecia, spesso associata al tema del debito, registra un rapporto debito delle famiglie/PIL pari al 38%, ben al di sotto della media europea. Ancora più contenuti i valori di Bulgaria (28%) e Romania, che con appena il 12,3% rappresenta il Paese meno indebitato dell’intera Unione Europea.

E l’Italia?

Anche l’Italia si distingue per la prudenza delle proprie famiglie. Il debito privato si ferma infatti al 35,9% del PIL, un livello nettamente inferiore sia alla media europea sia a quello di Spagna (42,9%) e Grecia (38%). Un dato che contrasta con la reputazione internazionale del Paese, tradizionalmente associato a una forte esposizione debitoria.

La spiegazione è semplice: il problema italiano riguarda quasi esclusivamente il debito pubblico. Nel 2025 quello dello Stato ha raggiunto il 137,1% del PIL, secondo valore più elevato dell’Unione Europea dopo la Grecia. Le famiglie, invece, continuano a mantenere un approccio molto prudente al credito, sostenuto da una storica cultura del risparmio e da un ricorso contenuto ai finanziamenti.

Secondo gli esperti, un elevato indebitamento delle famiglie non rappresenta necessariamente un segnale negativo. Nei Paesi con mercati immobiliari più sviluppati è normale che il ricorso ai mutui sia maggiore. Tuttavia, la Commissione europea considera il 55% del PIL una soglia oltre la quale il debito delle famiglie può iniziare a rappresentare un rischio per la stabilità economica.

I dati Eurostat mostrano quindi che il rapporto tra debito delle famiglie e PIL riflette soprattutto le caratteristiche dei mercati immobiliari nazionali. Allo stesso tempo evidenziano come il vero punto di forza dell’Italia continui a essere la solidità finanziaria delle famiglie, in netto contrasto con la situazione dei conti pubblici. Una differenza che contribuisce a spiegare perché il Paese venga spesso percepito come fortemente indebitato, quando in realtà sono soprattutto lo Stato e non i cittadini a sostenere il peso maggiore del debito.

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