Povera Ucraina, usata dagli Usa contro la Russia: Zelensky alla fine china il capo

Alessandro Cipolla

13 Luglio 2023 - 08:26

Cosa cambia dopo il vertice Nato? Niente, solo la certezza che gli Usa stanno usando l’Ucraina e il presidente Zelensky nella sua guerra per procura contro la Russia.

Povera Ucraina, usata dagli Usa contro la Russia: Zelensky alla fine china il capo

La guerra in Ucraina può essere benissimo spiegata dalla foto che ritrae Volodymyr Zelensky, poco prima della cena ufficiale del vertice Nato di Vilnius, solo e con l’aria spaesata nelle sue vesti militari mentre tutti gli altri leader intorno sorridono e conversano tra di loro.

Una immagine che ricorda il film Uomini Contro di Francesco Rosi dove, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, i generali mandavano all’assalto i soldati circondati dai Carabinieri che, fucili spianati, erano pronti a sparare a chiunque, spaventati dalle mitragliatrici degli austriaci che falciavano impietosamente i nostri assaltatori, decidevano di tornare indietro verso le trincee.

Dopo oltre 500 giorni di guerra e centinaia di migliaia di morti - senza contare i feriti e le enormi sofferenze di chi ha perso i suoi cari, la sua casa o ha subito indicibili violenze -, la stucchevole retorica occidentale ormai sta iniziando a lasciare il tempo che trova.

Il vertice Nato di Vilnius ha confermato che quella in atto è una guerra tra gli Stati Uniti e la Russia, solo che Mosca sta mandando al fronte i suoi ragazzi mentre la Casa Bianca sta usando la meglio gioventù ucraina.

Nel ruolo di attore protagonista poi c’è Volodymyr Zelensky che, in un impeto d’orgoglio, dopo la prima giornata di lavori in Lituania ha sbottato affermando che “l’Ucraina merita rispetto”, salvo poi raddrizzare il tiro il giorno dopo affermando che “per noi si tratta di un grande successo”.

Ma quale sarebbe questo grande successo evocato da Zelensky? La certezza di avere altre armi per continuare quella missione suicida chiamata controffensiva e la garanzia, promessa dai Paesi del G7 attraverso dei futuri accordi bilaterali, di una protezione in caso di una nuova aggressione da parte della Russia come se quella tuttora in atto si fosse conclusa.

L’Ucraina e la guerra per procura degli Usa

Il paradosso della guerra in Ucraina è che, mentre noi spendiamo fiumi di inchiostro per commentare le dichiarazioni dei vari leader, sappiamo invece ben poco di quello che avviene sul campo di battaglia come se fosse un particolare secondario.

Grazie alle dichiarazioni di Angela Merkel e François Hollande siamo venuti a conoscenza che gli accordi di Minsk furono uno stratagemma dell’Occidente per guadagnare tempo e preparare l’Ucraina alla guerra, mentre l’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett di recente ha dichiarato che, pochi mesi dopo l’inizio del conflitto, Mosca e Kiev sono stati vicine a siglare una tregua ma poi l’intervento di Boris Johnson ha fatto saltare tutto.

Questo non toglie che le responsabilità di questa guerra siano tutte di Vladimir Putin, che è un criminale da ben prima che decidesse di invadere l’Ucraina, ma al tempo stesso appare evidente che gli Usa abbiano in qualche modo agevolato la decisione presa dal Cremlino.

Tra i due fuochi c’è l’Ucraina, il mezzo utilizzato dagli Stati Uniti per combattere sul campo la Russia: quando a inizio anno Oltreoceano si inizierà a respirare ancor di più l’aria della campagna elettorale in vista delle elezioni Usa 2024, Joe Biden chiederà a Volodymyr Zelensky di trattare con Mosca e il presidente ucraino non potrà che dire “obbedisco”, permettendo così anche di dare il via alla miliardaria partita della ricostruzione dove i colossi occidentali dell’industria e della finanza hanno già prenotato il loro posto al sole.

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