Ucraina in crisi. In vendita uno dei suoi più grandi impianti chimici

Alessandro Nuzzo

29 Agosto 2025 - 12:55

Il governo ha annunciato la privatizzazione di un’impresa che ha una forte importanza strategica.

Ucraina in crisi. In vendita uno dei suoi più grandi impianti chimici

Il governo ucraino ha annunciato che procederà alla privatizzazione di una delle sue aziende strategiche più importanti: l’impianto portuale di Odessa OPZ, considerato uno dei principali complessi chimici del Paese.

L’esecutivo ha deciso di mettere in vendita la quota statale detenuta nella società tramite un’asta elettronica aperta, con prezzo base fissato a 107 milioni di dollari.

Prima dello scoppio della guerra l’impianto produceva ammoniaca e urea, destinate per la maggior parte all’esportazione. Dopo l’ingresso dell’esercito russo nel Paese, l’impianto è stato posto sotto tutela e oggi mantiene soltanto operazioni limitate per la produzione di ossigeno e azoto, oltre a essere utilizzato come centro portuale e punto di trasbordo di cereali. Tuttavia, recentemente anche quest’ultima attività è stata sospesa a causa dei bombardamenti russi nell’area.

Il Governo ucraino privatizza importante azienda chimica

Il governo ucraino cederà le proprie quote a chi rispetterà determinati requisiti e condizioni. Il futuro proprietario dell’OPZ dovrà garantire la continuità delle attività principali per almeno cinque anni e investire nello stesso periodo non meno di 500 milioni di grivne, pari a circa 12,5 milioni di euro.

Entro un anno sarà inoltre obbligato a rimborsare stipendi e obblighi di bilancio, mentre i debiti in scadenza dovranno essere saldati entro cinque anni, con l’eccezione di quelli contratti verso soggetti o imprese sottoposti a sanzioni o collegati a Russia e Bielorussia.

Il nuovo investitore dovrà inoltre garantire i diritti sociali dei lavoratori e rispettare la legislazione ambientale. La prima ministra ucraina Yulia Sviridenko ha spiegato le ragioni della privatizzazione: «L’azienda deve tornare alla piena operatività. Ciò sarà possibile solo attraverso la proprietà privata e nuovi investimenti. La vendita dell’OPZ porterà entrate al bilancio, creerà posti di lavoro e garantirà agli agricoltori ucraini l’accesso a fertilizzanti locali», ha detto.

La zona portuale di Odessa figurava da anni tra i progetti di privatizzazione, ma il processo era stato più volte rinviato. Ora invece si procederà con la vendita all’asta, una scelta che arriva in un momento particolarmente difficile per l’economia del Paese. Con questa mossa il governo punta a stimolare la crescita attirando nuovi capitali e investitori. Il rilancio dell’industria, nelle intenzioni, potrà generare sviluppo economico e occupazione.

Un altro canale per attrarre risorse è la vendita di terreni agricoli. Dal 2021 a oggi oltre 365.000 ettari di terreno ucraino sono passati di mano, nonostante la guerra.

Al 31 luglio 2025 il debito pubblico ucraino ha raggiunto 186 miliardi di dollari. Il debito estero ammonta a 139,54 miliardi, pari al 75% del totale, mentre quello interno è di 46,59 miliardi, ovvero il 25%. Ad aprile, per la prima volta nella storia, il debito estero ha raggiunto il 100% del PIL, e le stime indicano che entro fine anno possa arrivare al 110%. La maggior parte delle entrate statali serve a coprire le spese militari; per le altre voci l’Ucraina deve ricorrere a prestiti esteri, che un giorno andranno restituiti con interessi.

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